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Trapattoni è il nuovo allenatore del Benfica

Nel Paese dove tutti avevano data ormai per finita la sua carriera di allenatore, l'ex ct dell'Italia, 65 anni, risorge dalle ceneri azzurre. Lo attende la panchina dei portoghesi, l'ennesima della sua ormai trentennale esperienza di tecnico. Affronterà Del Neri nella classica sfida contro il Porto
ROMA - Nel paese dove tutti avevano data ormai per finita la sua carriera di allenatore, Giovanni Trapattoni da Cusano Milanino, 65 anni, risorge dalle ceneri azzurre. Lo attende la panchina del Benfica, l'ennesima della sua ormai trentennale esperienza di tecnico.
La notizia che l'ex ct guiderà il più prestigioso club del Portogallo è giunta in Italia piuttosto a sorpresa, ma sulla stampa locale circolava da tempo. Oltre al nome del Trap, si facevano i nomi di Luiz Felipe Scolari e del francese Luis Fernandez. E l'idea di quanto importante sia considerato questo colpo di calciomercato la rende il quotidiano sportivo A bola, che il giorno dopo la sconfitta portoghese nella finale di Euro 2004, dedica all'arrivo di Trapattoni l'apertura della prima pagina, relegando in taglio basso la sconfitta della nazionale di casa nella prima finale della sua storia.
Dopo i fasti di Germania, quella del tecnico sarà la seconda esperienza estera: il compito che lo aspetta non sarà facile perché dovrà far tornare le aquile di Lisbona all'antica grandezza, dopo anni di dominio del Porto campione d'Europa, sulla cui panchina troverà un altro italiano, Gigi Del Neri. «Se fossero tutti così impegnati nel loro lavoro come il Trap - disse Franz Beckenbauer nel 1997, dopo il titolo vinto con il Bayern Monaco - saremmo diventati campioni con un vantaggio di 20 punti». Un giudizio, quello di Kaiser Franz, che ben riassume la filosofia di Trapattoni, il più titolato allenatore italiano. La stessa che esprimeva in campo: prima con la maglia del Milan (indossata ininterrottamente dal 1959 al 1971), poi con quella del Varese, come nelle sue 17 presenze in azzurro, con un gol segnato contro l'Austria. Una carriera da calciatore contrassegnata da due scudetti, due Coppe Campioni, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e una Intercontinentale.
Addirittura più ricco però il bilancio in panchina: sette scudetti in Italia (sei con la Juventus, uno con l'Inter), un campionato vinto in Germania. E poi: una coppa dei campioni, una Intercontinentale, una Coppa Coppe, tre coppe Uefa, due coppe Italia ed una supercoppa europea.
La carriera da allenatore inizia con il Milan nel '73-'74 (secondo di Nereo Rocco) e nel '75-'76. Poi alla Juve dal '76 all"86, un ciclo che porta i bianconeri alla conquista di sei campionati. Passa all'Inter fino al '91 (dove nell'88-'89 vince quello che ancora rimane l'ultimo, rimpianto, scudetto nerazzurro). Poi di nuovo Juventus (una coppa Uefa) e Bayern Monaco, prima di arrivare nell'estate 1995 al Cagliari. Qui si dimette durante il suo campionato più triste. Il Bayern però lo richiama e giunge la consacrazione anche all'estero. Quindi gli ultimi due campionati sulla panchina di un club, la Fiorentina di Cecchi Gori, con un terzo ed un settimo posto.
Il 6 luglio 2000 è nominato commissario tecnico della nazionale, al posto di Zoff. L'era Trap in azzurro termina, di fatto, lo scorso 22 giugno con l'inutile vittoria sulla Bulgaria all'Europeo. In totale 44 partite (25 vittorie, 12 pareggi, 7 sconfitte), con le qualificazioni al mondiale del 2002 (e l'eliminazione negli ottavi contro la Corea del Sud, complice l'arbitro Moreno) e al torneo continentale in Portogallo.
Ma questa è ormai storia vecchia. E' già il momento di ripartire. C'è una nuova avventura da vivere, un'altra panchina dalla quale far risuonare il celebre fischio, appreso dal papà Francesco.

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