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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 19:06

Calcio - La vittoria della Grecia è uno sberleffo alle big

Mentre le squadre più blasonate sono uscite una dietro l'altra, il calcio ellenico si è imposto. Questo significa che bisogna riconsiderare quanto detto a proposito del difensivismo scelto dai campioni • Festa continua in Grecia, aspettando le Olimpiadi di Atene • Zagorakis miglior giocatore della manifestazione • Il diario del «miglior Europeo di sempre»
LISBONA - La vittoria della Grecia nel campionato Europeo, può significare due cose: a) che nel calcio può succedere di tutto, anche l'inimmaginabile; b) che bisogna riconsiderare quanto detto a proposito del difensivismo. Il «vecchio che avanza» ci riporta a un calcio avventuroso, dove può capitare ogni imprevisto e quindi più affascinante. Vi piace un gioco in cui vincono i soliti oppure in cui c'è spazio per l'imprevisto e per le emozioni, come ha detto Blatter? Persino nell'ultima sfida, quella col già battuto Portogallo, pochi erano disposti a scommettere sui greci. Ancora siamo così stupefatti da quello che è successo, che ci rimbombano nelle orecchie le semplici parole di Otto Rehhagel, il tecnico tedesco che ha portato undici giocatori «comuni» a prendersi beffa di tutti i campioni patentati di questo Europeo a chi gli ha chiesto qual è il suo segreto tattico: «Se ve lo dico che segreto è ?» ha detto. In effetti, non ci sono segreti nel suo gioco che fa della semplicità e del realismo la sua dote principale. Sì, perché la vittoria degli Zagorakis, dei Charisteas, dei Seitedaridis è stato meritata quanto sorprendente: questi ex carneadi hanno fatto fuori due volte il Portogallo padrone di casa e poi la Francia campione d'Europa e la Repubblica Ceca su cui molti avevamo puntato per la vittoria finale. Crediamo che molti degli orecchianti di calcio (e anche qualche esperto) non sapevano prima degli Europei chi mai fossero molti dei campioni d'Europa.
Noi conoscevamo gli «italiani»: Vryzas che ha giocato a Firenze, Dellas della Roma ed Karagounis riserva dell'Inter. Ma gli altri ? Ora li compreremo tutti, perché greco è bello, ma è troppo facile. Il feldmaresciallo Otto Rehhagel, arrivando ad Atene si era detto: questi non li conosce quasi nessuno, adesso li inquadro ben bene e vediamo cosa riesco ad ottenere. Ha messo Katsouranis sul giocatore di maggior spicco (Nedved, Deco) per inaridire le fonti del gioco avversario, Dellas libero, due bei marcatori come Kapsis e Fyssas sugli attaccanti più pericolosi. A Seitaridis, Zagorakis e Giannakopoulos (o Karagounis assente nella finale) ha dato il compito di far gioco e servire Charisteas e Vryzas all'attacco.
Difesa e contropiede, senza rinunciare al gioco. Charisteas ha segnato tre gol pesantissimi a Spagna, Francia e Portogallo. Dopo aver fatto fuori il Portogallo, perso con la Russia e pareggiato con la Spagna, la Grecia ha vinto l'Europeo con tre 1-0 a Francia, Rep.Ceca (golden gol) e Portogallo ancora. E tutti a casa. I padroni di casa si son fatti irretire ancora dai greci dopo le belle partite contro Spagna, Inghilterra (vittoria ai rigori) e Olanda.
I vecchi Figo, Rui Costa e Couto sono al passo d'addio e hanno fallito proprio due volte contro la Grecia, salutando le speranze di vittoria proprio in casa loro, nel «loro» Europeo. Gli altri hanno fatto quasi tutti pena meno la Repubblica Ceca che ha perso Nedved e non è stata fortunata. Ma a prescindere da fortuna e sfortuna, cosa hanno saputo dare Francia, Italia, la stessa Inghilterra in taluni momenti ecc. ? Hanno offerto solo nomi roboanti ma vuoti di energie e di voglia di giocare perché i campionati e le Coppe se li erano spolpati vivi.
La vittoria della Grecia è uno sberleffo al calcio dei «grandi» e significa che basta avere dei giocatori buoni e soprattutto affamati per conquistare l'Europa e forse il mondo. Quanto ai migliori dell'Europeo, dalle votazioni degli esperti nelle singole partite di quest'Europeo, c'è solo un italiano, Cassano (Italia-Bulgaria), mentre hanno ricevuto più consensi Ballack, Baros, Rooney, Van Nistelrooy, Zagorakis e Zidane. Intanto, i giornali portoghesi hanno eletto la squadra ideale. Eccola: Cech (Rep. Ceca) come portiere; i difensori sono Seitaridis (Grecia), Ricardo Carvalho (Portogallo), Dellas (Grecia) e Nuno Valente (Portogallo); a centrocampo Maniche (Portogallo), Zagorakis (Grecia), Deco (Portogallo) e Nedved (Repubblica Ceca); in attacco Baros (Rep.Ceca) e Rooney (Inghilterra).
L'unico «intruso» è Rooney, tornato a casa anzitempo. I dieci più bei gol della storia dell'Europeo vengono considerati nell'ordine quello di Marco Van Basten (Olanda) nel 1988 all'URSS; Gascoigne (Inghilterra) alla Scozia nel 1996; Tomas Brolin (Svezia) all'Inghilterra nel 1992; Thomas Hassler (Germania), al CIS (ai russi,insomma) nel 1992; Gerd Muller (Germania) nel 1972 al Belgio; Dragan Dzaijc (Jugoslavia) all'Italia nel 1968; Davor Suker (Croazia) alla Danimarca nel 1996; Marcelino (Spagna) nel 1964 all'URSS; Michel Platini (Francia) nel 1984 al Portogallo e quello di Luis Figo (Portogallo) nel 2000 all'Inghilterra.
In quest'Europeo sono stati giudicati da una commissione di esperti come più belli i gol segnati da Rui Costa, Larsson, Tomasson, Baros, Ballack, Henry, Ibrahimovic, Owen, Van Nistelrooy e Maniche all'Olanda che è stato forse il migliore secondo noi. Ma la cosa più bella è stata l'amicizia e la scenografia di cui si è giocato. Salvo i soliti hooligans inglesi (ma fuori dagli stadi) non si sono avuti incidenti. Solo qualche brutto episodio come lo sputo di Totti a Poulsen, adeguatamente sanzionato, che è stata una delle cause del fallimento azzurro. Benino gli arbitri. Tutti hanno sbagliato qualcosa, anche Collina, ma il risultato della competizione è stato onesto. Meno male.

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