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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:16

Calcio - La Grecia vince gli Europei

La nazionale guidata da Rehhagel ha conquistato per la prima volta il titolo beffando il Portogallo padrone di casa grazie a un colpo di testa di Charisteas al 57'. I greci succedono alla Francia. In tutto il Paese ellenico è festa continua. Grande delusione tra i lusitani
Portogallo-Grecia finalePORTOGALLO-GRECIA 0-1 (0-0)

Portogallo (4-2-3-1): Ricardo 5.5, Miguel 6.5 (43' pt Paulo Ferreira 6), Ricardo Carvalho 5, Jorge Andrade 5, Nuno Valente 6, Costinha 5.5 (15' st Rui Costa 5), Maniche 6, C. Ronaldo 6, Deco 5, Figo 5, Pauleta 5 (29' st Nuno Gomes 5). (12 Quim, 22 Moreira, 3 Rui Jorge, 5 Couto, 8 Petit, 11 Simao, 15 Beto, 19 Tiago, 23 Postiga). All. Luiz Felipe Scolari 5.5.
Grecia (4-4-1-1): Nikopolidis 6.5, Seitaridis 6.5, Dellas 7, Kapsis 6.5, Fyssas 6, Zagorakis 7, Katsouranis 6, Basinas 6.5, Giannakopoulos 6 (31' st Veneditis 6), Charisteas 7.5, Vryzas 6 (36' st Papadopoulos sv). (12 Chalkias, 13 Katergiannakis, 4 Dabizas, 10 Tsiartas, 16 Kafes, 17 Georgiadis, 18 Goumas, 23 Lakis). All. Otto Rehhagel 7.
Arbitro: Merk (Germania) 6.
Rete: nel st 12' Charisteas.
Angoli: 8-1 per il Portogallo.
Recupero: 2' e 5'. Ammoniti: Costinha, Seitaridis, Papadopoulos, Nuno Valente per gioco scorretto; Basinas per proteste.
Spettatori: 62.000.

** IL GOL **

12' st - Charisteas salta più in alto di tutti e devia di testa in gol il corner di Basinas.

Portogallo-GreciaLISBONA - Si chiama Olimpo, mica Da Luz, questo stadio grandioso piantato alla periferia di Lisbona. Almeno per una notte. Perché la Grecia di Otto Rehhagel si siede sul tetto d'Europa, facendo piangere una nazione, mica solo gli undici con la maglia del Portogallo. Ma gli Dei, si sa, posso essere crudeli. Stavolta il diavolo ha la faccia di Anghelos Charisteas, che stacca la spina del sogno lusitano al 12' della ripresa, deviando di testa un corner di Basinas.
Se sei portoghese, invece, questa enorme conchiglia somiglia tanto al Maracanà, anno 1950, quando un'altra nazione pianse in casa propria. E come pure brasiliano è Luiz Felipe Scolari, l'uomo che arrivò a un passo dal sogno. Di sogno, resta quello greco, per una delle più incredibili sceneggiature mai scritte nella storia del pallone. Per dare l'idea, è come se la Giamaica vincesse la medaglia d'oro nel bob: ci fecero pure un famoso spot, ma per riderci sopra. Qui, invece, ridono solo i 15.000 tifosi greci, affondati negli oltre 45.000 lusitani. Al gol non ci credeva nemmeno Kostas Karamanlis, premier greco, che è saltato sulla sedia della tribuna d'onore, al fianco della bella compagna Natasa, vestita con un completo azzurro, sopra una maglietta bianca, i colori della bandiera.
Prima del fischio d'inizio c'era stata la stretta di mano con il presidente della Repubblica Jorge Sampaio, la cui moglie era avvolta in una canottiera aderente con i colori nazionali che ha portato un fotogramma da curva fra le cravatte del palco.
Come al solito, il fortino di Rehhagel ha retto alla grande, affidandosi pure a marcature meno ingessate rispetto alla semifinale contro la Repubblica Ceca. Kapsis, da buono stopper, ha sempre incrociato i piedi con Pauleta, mentre Seitaridis e Fyssas, sulle corsie, si scambiavano la guardia di Figo e Cristiano Ronaldo. Standosene appostato dietro la trincea, anche stavolta Dellas ha fatto bella figura, come quando, dopo 19', s'è preso di forza un pallone pericoloso dai piedi di Cristiano Ronaldo, fuggito in area dopo una punizione battuta a sorpresa. In mezzo, Katsouranis doveva invece seguire i sentieri di Deco.
Già nel primo tempo, seppure in una sola occasione, la Grecia ha dimostrato di poter fare male: al 17' infatti, una bella combinazione fra Seitaridis e Charisteas, ha tagliato fuori la retroguardia portoghese e Ricardo è dovuto uscire sui piedi dell'attaccante del Werder Brema. La squadra di Scolari, come capita sempre al nemico della Grecia, ha dato l'impressione di avere sempre il timone della partita, non riuscendo però mai a mettere nei guai la difesa avversaria. Portogallo-Grecia finaleIl primo a provare l'assalto è stato Miguel (diagonale deviato in angolo al 14'), ma poi il difensore, che stava comandando sulla destra, s'è ammaccato al costato, lasciando il posto a Paulo Ferreira, uno di quelli finiti nel carrello della spesa di mister Abramovich. E' rimasto inchiodato a quota zero gol il povero Pauleta, pure sfortunato: perché quando al 22' ha agganciato un bel pallone di Deco in area, è stato abbattuto da Miguel.
Un grande aiuto non l'ha dato neppure Figo, che al 33' s'è pure dovuto fermare ai box per cambiarsi le scarpe, dello stesso marchio di quelle di Totti.
Portogallo-Grecia finaleQualcuno, sugli spalti, avrà pensato male. Dopo il vantaggio greco, il Portogallo ha assaltato, ma invano, pure per un grande Nikopolidis, che è uscito sui piedi di Ronaldo (14' e 30' st), e volato su un maligno diagonale di Figo (45').
Un quarto d'ora prima del fischio di inizio di Merk c'era stata la cerimonia d'addio, l'epilogo di quella che aveva spalancato l'Europeo il 12 giugno. A Oporto, in mezzo al campo navigava un galeone cinquecentesco, simbolo di quel Portogallo che scoprì, e dominò, mezzo mondo. Stavolta invece, la coreografia aveva piazzato un veliero supertecnologico, sul quale Nelly Furtado, star musicale da queste parti, cantava «Forca» (Forza), l'inno degli Europei che in quattro settimane in terra lusitana veniva sparato da tutte le radio e le tv. «Spero che questi Europei e questa finale - aveva detto Scolari - siano solo il primo passo per altre vittorie del Portogallo, non solo nel calcio».
Insomma, pure un mese di pallone, può farti sembrare meno ripido il futuro. Perché lo sport, forse, può ancora gonfiare speranze. E allora è pure bello che questa finale l'abbiano giocata Grecia e Portogallo, due Paesi che nell'Europa dei mercati e delle banche, non sono ancora da primi posti.
Comunque vada a finire, come disse Felipao. E pazienza se, per una volta, l'Olimpo è in Portogallo.

Questo l'albo d'oro del Campionato europeo per nazioni

1960 - Urss
1964 - Spagna
1968 - ITALIA
1972 - Germania Ovest
1976 - Cecoslovacchia
1980 - Germania Ovest
1984 - Francia
1988 - Olanda
1992 - Danimarca
1996 - Germania
2000 - Francia
2004 - Grecia

Classifica marcatori dopo la finale di Euro 2004

5 reti: Baros (Rep. Ceca)
4 reti: Rooney (Ing), Van Nistelrooy (Ola)
3 reti: Charisteas (Gre), Lampard (Ing), Larsson (Sve), Tomasson (Dan), Zidane (Fra)
2 reti: Cassano (Ita), Cristiano Ronaldo (Por), Heinz (Svi), Henry (Fra), Ibrahimovic (Sve), Koller (Cec), Maniche (Por), Rui Costa (Por)
1 rete: Allbaeck (Sve), Ballack (Ger), Basinas (Gre), Bouma (Ola), Bulykin (Rus), Dellas (Gre), Frings (Ger), S. Gerrard (Ing), Groenkjaer (Dan), Helder Postiga (Por), Jonson (Sve), Karagounis (Gre), Kirichenko (Rus), N. Kovac (Cro), Ljungberg (Sve), Makaay (Ola), Morientes (Spa), Nuno Gomes (Por), Owen (Ing), Perrotta (Ita) M. Petrov (Bul), Prso (Cro), Rapaic (Cro), Scholes (Ing), Smicer (Cec), Trezeguet (Fra), Tudor (Cro), Valeron (Spa), Verpakovskis (Let), Vonlanthen (Svi), Vryzas (Gre)
1 autogol: Andrade (Por)

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