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Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:18

Brindisi la squadra più in forma della Legadue di pallacanestro

Canta il tifoso dell’Enel Basket. Ed è felice non solo per quella prodezza di Radulovic (tiro da tre) contro Veroli che avrebbe fatto gongolare anche «Big» Elio (un giocatore così lo avrebbe sempre voluto nella sua squadra, assieme a un pivottone), ma anche per come tutta la squadra si è espressa nel corso della gara che, sicuramente, è stata molto più difficile da interpretare e giocare rispetto a quella di Sassari
Brindisi la squadra più in forma della Legadue di pallacanestro
di Franco De Simone

BRINDISI - Cantando sotto la pioggia («Singin’ in the Rain»), non è il remake di uno dei più bei musical mai realizzati, ma il canto d’amore del popolo biancazzurro nei confronti della squadra del cuore. Canta, munito rigorosamente d’ombrello, il tifoso dell’Enel Basket. Ed è felice non solo per quella prodezza di Nikola Radulovic (tiro da tre) che avrebbe fatto gongolare anche «Big» Elio (un giocatore così lo avrebbe sempre voluto nella sua squadra, assieme a un pivottone), ma anche per come tutta la squadra si è espressa nel corso della gara che, sicuramente, è stata molto più difficile da interpretare e giocare rispetto a quella (vinta anch’essa) di Sassari.

Il coach, contrariamente al suo solito, sempre un po’ tirato nei giudizi, si è lasciato andare. Ha parlato di una squadra che «sa giocare d’assieme», e che pertanto «non teme alcun avversario, sapendo di poter affrontare e battere tutti». Un Perdichizzi così lo si era visto solo a Sassari, quando, alla fien della gara, aveva salutato con il sorriso sulle labbra tutto il pubblico sardo, convinto com’era che la sua squadra aveva offerto uno spettacolo come la gente di sassari, che aveva gremito il palasport, meritava. Ed il coach si è ripetuto anche l’altra sera. Contento? Come fare a non esserlo. Dopo aver visto all’opera un pacchetto di giocatori che, com’era nei suoi sogni estivi, lo gratificava con l’applicazione continua del lavoro settimanale svolto.

Visto Joe Crispin? Alzi la mano chi pensava che, ad un certo punto della stagione agonistica, si sarebbe assogettato ai desideri del coach e che si sarebbe messo a disposizione della squadra come un qualsiasi giocatore? Lui, il ragazzo con il sorriso, che aveva calcato i campi della NBA, diventava umile giocatore di LegaDue.

Ridurre, in ogni caso, il discorso al solo «grande Joe», è limitare l’umile ma deciso e convinto lavoro svolto da tutti i componenti la squadra.

«Abbiamo una grande squadra - ha ammesso, al termine del match vinto con Veroli, il patron del sodalizio, Massimo Ferrarese, una squadra che, se tutto dovesse procedere secondo i nostri desideri, il prossimo anno potrebbe scontrarsi con Monte Paschi Siena, Armani Milano, Benetton Treviso, Lottomatica Roma, ossia con il gotha dell’imprenditoria riversatasi su questo bellissimo sport».

È per dare al sodalizio una patina molto più forte e compatta che Ferrarese ha deciso di mettere in vendita il 40 per cento delle sue azioni?

«Per competere ai grandi livelli si ha necessità di una società solida. Io da solo non posso certamente reggere le sorti della New Basket Brindisi».

Il due maggio è ancora lontano. Dista dieci partite. Gli uomini di Perdichizzi, però lasciano le porte aperte alla grande speranza.

«Troppo presto per parlare di risultato finale. Non è una frase fatta, ma la verità - conclude il coach che, oggi, con i suoi uomini, prenderà in esame la gara con i laziali -. Ci aspetta l’impegno di Venezia. Concentriamoci sui lagunari che hanno vinto dopo uno stop fin troppo lungo. Chi crede che sarà una gara facile commette il più grande errore che si possa fare. Sarà difficile, perché noi siamo Brindisi, la squadra da battere e tutte, da qui alla fine, ci proveranno».

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