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Lecce, brusca frenata sulla strada della rete

Migliore attacco del campionato con 39 reti (insieme a Sassuolo e Grosseto), ma soprattutto una «join venture del gol»: anche nel numero di giocatori mandati in rete (13) il Lecce è al primo posto in condominio con il sorprendente Gallipoli (13). Eppure, nonostante questi numeri, l’attacco si è inceppato contro il Modena. A spiegarne le cause sono quattro allenatori, tutti ex calciatori della squadra giallorossa
Lecce, brusca frenata sulla strada della rete
di Massimo Barbano

LECCE - Migliore attacco del campionato con 39 reti (insieme a Sassuolo e Grosseto), ma soprattutto una «join venture del gol»: anche nel numero di giocatori mandati in rete (13) il Lecce è al primo posto in condominio con il sorprendente Gallipoli (13) che però ne ha persi due (Di Gennaro e Ginestra). In questa particolare classifica, seguono Cesena, Albinoleffe e Salernitana con 12 giocatori che sono andati in gol, quindi Brescia e Sassuolo, mentre le squadre più «dipendenti» dai loro principali cannonieri sono il Modena, l’Ascoli e il Cittadella (solo 6 giocatori in gol) e sorprendentemente anche il Torino (7), molto dipendente dai gol di Bianchi.

Eppure, nonostante questi numeri, l’attacco del Lecce si è inceppato contro il Modena. A spiegarne le cause sono quattro allenatori, tutti ex calciatori della squadra giallorossa che hanno risposto a due quesiti

1) Perchè il potenziale offensivo del Lecce non è riuscito a sfondare?

2) Si poteva cercare di tirare più da lontano o quale altro accorgimento serviva per cercare il gol?

dario levanto 1) Nel primo tempo bisognava accelerare di più il ritmo. Nel secondo lo abbiamo fatto, ma il Modena è stato molto bravo a chiudere ogni varco. D’ora in poi tutte le squadre che verranno a giocare a Lecce useranno questa tattica. Certo, non sarà sempre così, anche le squadre che si chiudono un gol prima o poi lo prendono.
2)In una situazione del genere era anche difficile trovare il varco per tirare da lontano. Diciamo che forse sarebbe servita una invenzione, una giocata individuale che non c’è stata. Per esempio una superiorità numerica scaturita da un uno contro uno vincente, ma purtroppo, non c’è stata.

pedro pablo pasculli 1) Forse si è troppo insistito nell’attacco per vie centrali e questo non aveva sbocchi perchè loro avevano Rickler che, alto un metro e 90 le prendeva tutte di testa. Qualcosa hanno tentato di farla Mesbah e Angelo sulle fasce, ma alla fine anche loro erano stanchi e gli avversari sono riusciti a prendere le misure. Alla fine il pareggio è un punto guadagnato perchè queste possono essere le classiche partite che perdi con un solo tiro in porta. Stava accadendo alla fine, per fortuna Girardi ha tirato in porta sbagliando, perchè se avesse passato al compagno smarcato sulla destra poteva essere gol.
2) L’allenatore le ha tentate tutte, anche mettere tre attaccanti nel finale, ma non è facile giocare contro una squadra che si difende in dieci. Io credo che a tirare da lontano ci abbiano anche tentato, ma non era facile neanche quello perchè il Modena accorciava molto fra centrocampo e difesa e quando il Lecce andava in possesso di palla aggrediva subito in spazi ristretti. Più che i tiri da lontano, credo che si doveva sfruttare meglio di quanto abbiamo fatto qualche calcio di punizione dal limite.

ruggiero cannito 1) In serie B è difficilissimo vincere tre partite di seguito, anche perchè, quando vinci una partita alla grande come è accaduto al Lecce a Frosinone, gli avversari approcciano la partita come ha fatto il Modena, giocando in dieci dietro la linea del pallone. E a quel punto se non sei al cento per cento fisicamente, difficilmente riesci a segnare. L’importante, però, è aver mosso la classifica. Ne sda qualcosa il Sassuolo che ha perso. Il Lecce sta facendo un campionato straordinario.
2) Il Lecce le ha tentate tutte per vincere, ma non era giornata. In una partita del genere devi solo avere la fortuna di sbloccare il risultato con qualche tiro casuale. Il Lecce non l’ha avuta e tutto si è complicato.

giovanni de pasquale 1) Credo che la carenza sia addebitabile ad un ritmo più basso rispetto alle precedenti partite. Ci siamo adattati al ritmo degli avversari, quando invece c’era la necessità di accelerare. Ma, psicologicamente il principale nemico del Lecce è stato quello di conoscere in anticipo gli altri risultati. Tutti dicono che questo non incide, ma io dico che i giocatori possono venire condizionati ed entrare in campo senza la necessaria concentrazione. Era molto meglio quando le partite si giocavano tutte allo stesso orario.
2) Più che tirare da lontano, che è sempre un’incognita, ci voleva più intensità sugli esterni. Magari creando una situazione di superiorità numerica sulle fasce laterali si poteva mettere al centro il pallone buono. Poi, forse sarebbe servito un ariete come Baclet dall’inizio, visto che è un buon colpitore di testa ed uno che in area di rigore si lancia coraggiosamente.

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