Cerca

Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:55

Capolavoro Gallipoli  La vittoria di Modena  premia la volontà del collettivo

di STEFANO LOPETRONE
Preparata in un paio di giorni, la vittoria di Modena contro il Sassuolo è probabilmente l’impresa più importante del Gallipoli in questo campionato. Anche più del bellissimo 2-1 rifilato a dicembre alla Reggina. Dal punto di vista simbolico è senza dubbio la vittoria del gruppo, di quel collettivo che con la sua storica protesta (e tutto quello che ne è conseguito) ha completamente ribaltato, in termini sportivi, una situazione negativa
Capolavoro Gallipoli  La vittoria di Modena  premia la volontà del collettivo
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Preparata in un paio di giorni, la vittoria di Modena contro il Sassuolo è probabilmente l’impresa più importante del Gallipoli in questo campionato. Anche più del bellissimo 2-1 rifilato a dicembre alla Reggina. Dal punto di vista simbolico è senza dubbio la vittoria del gruppo, di quel collettivo che con la sua storica protesta (e tutto quello che ne è conseguito) ha completamente ribaltato, in termini sportivi, una situazione negativa. Nelle mille avversità in cui naviga la barca del Gallipoli, lo spogliatoio nell’ultima settimana ha tenuto fermo il timone e dare una sterzata verso il sereno. L’unità di intenti scaturita tra lunedì e mercoledì scorsi si deve a loro. 

Dopo l’1-2 inflitto al Sassuolo ora la squadra jonica veleggia a metà classifica. I 5 punti ottenuti nelle ultime 3 gare contro squadre che stazionano da tempo nella parte alta della graduatoria (Cesena, Grosseto e Sassuolo) lanciano Scaglia e compagni davanti ad altre dieci dirette concorrenti. I giallorossi sono esattamente a metà strada tra la zona playoff e quella playout: sei punti di qua e altrettanti di là. Sabato è stata una giornata particolare per Fabrizio Carafa e Franco Mandarino, preparatore dei portieri e preparatore atletico che hanno seguito la squadra dalla panchina per conto di Beppe Giannini. Una presenza, la loro, puramente simbolica: è noto che la preparazione della gara è in capo al «Principe», che tra mercoledì e sabato ha compiuto un capolavoro di tattica e psicologia. Inoltre resta, la loro, una «sostituzione» temporanea, giacché da sabato prossimo, persistendo la squalifica di quattro giornate comminata a Giannini (avverso la quale è stato presentato ricorso dal Gallipoli), in panchina siederà Roberto Corti, allenatore di seconda categoria titolato a fare le veci del tecnico responsabile. 

Fabrizio Carafa, preparatore dei portieri e allenatore di base, piuttosto che lanciarsi nell’analisi della gara preferisce concentrarsi sulla prestazione di Jan Koprivec: «È stata al livello del resto della squadra, quanto a carattere e voglia di far bene. Ha tenuto tutti a galla quando è stato chiamato a compiere qualche intervento, ma questo conta relativamente quando in campo scende un gruppo di calciatori pronti a sacrificarsi ed a giocare uno per tutti e tutti per uno». Con il portiere sloveno ormai a pieno regime, il reintegro in rosa di Matìas Garavano e la sicurezza garantita da Carlo Sciarrone - ormai un altro portiere rispetto ad inizio stagione - Giannini può contare su tre portieri affidabili e sicuri. Ne è convinto anche Carafa, che allena i tre atleti ogni giorno: «Sono validi tutti e tre. Sfortuna o fortuna ha voluto che si siano alternati a causa di qualche infortunio. Jan è un portiere che dà ampie garanzie, al pari di Carlo e Matìas. E poi, nonostante la concorrenza, sono uniti fra loro. 

Ieri (sabato, ndr) Sciarrone era il primo, in panchina, a dare consigli alla squadra ed al portiere stesso ». Fabrizio Carafa ha al suo attivo una discreta carriera da portiere dilettante. Nel Salento ha parato e vinto a Nardò, Galatone, Taurisano, Trepuzzi, San Pancrazio, Galatina. Nato a Veglie, ma residente a Lecce da diversi anni, nelle ultime stagioni ha collaborato tra i professionisti in Seconda Divisione: a Monopoli (con Ragno e Bitetto) e Cassino (con Grossi). A Gallipoli ha dovuto spesso vestire i panni del motivatore, visti gli infortuni e gli imbarazzi tecnici che hanno colpito a turno i tre portieri: «Il preparatore dei portieri lavoro molto sotto il profilo psicologico, come del resto fa il tecnico responsabile, che però si rivolge ad una rosa di 27 giocatori. Coi portieri il rapporto è diverso: ci si allena in tre per tutto l’anno, poi il giorno della partita o si gioca o si sta in panchina o addirittura si va in tribuna. Non c’è, per esempio, la possibilità di entrare nel corso della partita in un ruolo non tuo. Per fortuna il mio lavoro è facilitato dalla professionalità dei nostri tre portieri, che hanno capito l’importanza del progetto e si allenano con spirito di competizione e amicizia. Anche fuori dal campo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione