Cerca

Domenica 22 Ottobre 2017 | 23:11

Calcio - La Grecia in finale contro il Portogallo

Ai campionati Europei, la nazionale ellenica ha battuto ad Oporto la Repubblica Ceca con un "silver gol" di Dellas all'ultimo minuto del primo tempo supplementare. La sfida finale a Lisbona la sera del 4 luglio. Al 39' della gara arbitata dall'italiano Collina, infortunio per Nedved
Grecia-Rep. CecaGRECIA-REPUBBLICA CECA 1-0 dopo il 1° tempo supplementare (0-0; 0-0)

Grecia (4-4-2): Nikopolidis 6.5, Seitaridis 6.5, Kapsis 6.5, Dellas 7, Fyssas 6, Katsouranis 6, Basinas 6.5 (27' st Giannakopoulos 6), Zagorakis 6.5, Karagounis 6.5, Charisteas 6, Vryzas 6 (1' pts Tsiartas 6.5). (12 Chalkias, 13 Katergiannakis, 3 Veneditis, 4 Dabizas, 11 Nikolaidis, 16 Kafes, 17 Georgiadis, 18 Goumas, 22 Papadopoulos, 23 Lakis). All. Otto Rehhagel 7.
Repubblica Ceca (4-1-3-2): Cech 5, Grygera 5.5, Ujfalusi 5.5, Bolf 5.5, Jankulovski 6, Galasek 6, Poborsky 6, Rosicky 6, Nedved 6 (40' pt Smicer 5.5), Baros 5.5, Koller 5.5. (16 Blazek, 23 Kinsky, 3 Mares, 12 Lokvenc, 13 Jiranek, 14 Vachousek, 17 Hubschman, 18 Heinz, 19 Tyce, 20 Plasil, 22 Rozehanl). All. Karel Bruckner 5.5.
Arbitro: Collina (Italia) 6.
Rete: 15' pts Dellas.
Angoli: 9-4 per la Repubblica Ceca.
Recupero: 1' e 2'.
Ammoniti: Seitaridis, Galasek, Smicer, Charisteas, Karagounis, Baros per gioco scorretto.
Spettatori: 35.000.

** IL GOL **

15' pts - Dellas anticipa tutti e devia di testa in gol un calcio d'angolo di Tsiartas.

OPORTO (PORTOGALLO) - Come un novello Milziade, Otto Rehhagel vince la penultima battaglia sulla strada di Lisbona, dove la sua Grecia, domenica, si giocherà la vittoria nell'Europeo. Scriverlo appena qualche giorno fa, si sarebbe rischiata l'Inquisizione del pallone. Ma pure ieri, perché davanti c'era quella Repubblica Ceca sempre vincente.
La Maratona del XXI secolo è andata in scena sul prato dello stadio Do Dragao di Porto e il colpo vincente è stato quello di Traianos Dellas, che all'ultimo secondo del primo tempo supplementare, di testa e anticipando tutti, ha deviato in gol un corner di Tsiartas. I ceki sono stramazzati al suolo, come morti dopo la battaglia. Per tentare l'impresa, dalla Grecia erano arrivati anche gli opliti: alcuni tifosi si sono infatti presentati con elmo e corazza sulle tribune. Semmai ci fosse stato da combattere per arrivare a Lisbona. Si erano già intravisti in mattinata per le vie di Porto, che parevano tanto un angolo di Cinecittà anni '50, con costumi dell'Atene che fu.
Deve averli notati anche Re Otto che, gli opliti, li ha sistemati sul campo: non che nelle precedenti battaglie la Grecia non avesse lottato, pure uomo contro uomo, ma con la Repubblica Ceca, avere un nemico personale è diventata la norma. D'altronde, avrà pensato ancora l'allenatore tedesco, visto che Nedved, Poborsky e Baros sono nati in Boemia, mica nell'Ellade, che lo facciano gli altri, il calcio spettacolo.
Così Kapsis si è appiccicato a Koller, mentre Seitaridis, più che correre sulla corsia destra, solitamente il suo compito, ha pedinato Baros, troppo rapido per le lunghe zampe di Dellas. Tanto il laterale aveva già ben tappato Henry, contro la Francia. Il romanista invece è stato piazzato in retroguardia, cinque metri dietro la trincea, semmai qualcuno fosse scappato. Il corpo a corpo s'è esteso pure in mezzo, con Zagorakis su Rosicky, Katsouranis a tallonare Nedved, e Fyssas a inseguire Poborsky. La marcatura a uomo ha funzionato, perché i ceki non ci hanno capito granché: pure perché, con la zona che imperversa nel mondo moderno, non sempre mente e piedi sono abituati a giocare con l'avversario a un millimetro. La Grecia, considerando la potenza di fuoco nemica (quattro vittorie filate, segnando sempre almeno due gol) non ha rischiato tanto.
Grecia-Rep. CecaIl primo sospiro per i circa 10.000 tifosi greci atterrati in Portogallo, è arrivato dopo appena 2'24" quando Rosicky ha centrato la traversa con un tiro da fuori area. La grande occasione c'è l'ha però avuta sui piedi Jankulovski, al 33', quando, dopo uno scontro in area fra Katsouranis e Nedved, s'è trovato una visione della porta da grandangolo: ma sul tiro Nikopolidis c'è arrivato, deviando in angolo. L'episodio è poi costato molto alla Repubblica Ceca, perchè sette minuti più tardi Nedved è uscito zoppicando (dentro Smicer). Il giocatore dell'Udinese aveva avuto la palla buona anche al 6', ma la sua botta aveva trovato i pugni del portiere greco. Occasioni, certo, ma non è stato un assedio. La Grecia ha ovviamente visto pochissimo da vicino Cech, chiamato solo a qualche uscita (non sempre perfetta) sui cross. Però l'azione dell'esercito di Rehhagel aveva spesso una sua logica, con Karagounis che cercava sempre di ripartire e innescare Vryzas o Charisteas. Il problema è che, con mezza squadra appiccata all'avversario, anche le corse verso la porta dei Ceki erano meno immediate.
La battaglia è continuata anche sulle tribune, perché la ola che il pubblico portoghese e ceko faceva partire, si spegneva sempre contro il settore greco. Nessun oplita alzava le braccia, come avrebbe voluto Re Otto: siamo qui per combattere, mica per fare spettacolo.
Grecia-Rep. Ceca Europei di calcio 2004Nella ripresa il campo pendeva ancora verso la porta greca, ma la Repubblica Ceca ha avuto solo un attacco su cui spargere rimpianti: quando al 35' Koller, liberato da uno splendido scambio con Rosicky, ha spedito il piattone a lato, con tutta la porta spalancata. Tre minuti dopo è stato Baros a sparare storto, dopo un bello slalom, ma ha avuto almeno l'attenuante di essere nel traffico dell'area. Ma nel primo supplementare il pericolo è spuntato dall'altra parte, quando Cech prima è uscito sulla testa di Giannakopoulos, poi ha fatto un mezzo miracolo sulla deviazione ravvicinata di Dellas. E' invece rimasto immobile sulla seconda testata del romanista.
Sugli spalti, Atene fa festa, mentre Milziade Otto alza le braccia al cielo: gli opliti hanno vinto anche questa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione