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Martedì 24 Ottobre 2017 | 06:02

Diamoutene senza paura «Bari, conta su di me»

Tutte finali. Così dice lo stopper maliano che Ventura ha rispolverato nelle ultime due giornate e che si è accollato la pesante eredità di Ranocchia. «Non è facile sostituire Andrea. Ce la sto mettendo tutta. Per me come per la squadra le partite che restano da giocare rappresentano tutte finali. Raggiungiamo in fretta il nostro obiettivo, che è la salvezza, e poi vediamo se riusciamo a fare qualcosa in più»
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Diamoutene senza paura «Bari, conta su di me»
di Fabrizio Nitti

BARI - Tutte finali. Così dice Soulejmane Diamoutene, lo stopper maliano che Ventura ha rispolverato nelle ultime due giornate e che si è accollato la pesante eredità di Andrea Ranocchia. «Per me come per la squadra le partite che restano da giocare rappresentano tutte finali. Raggiungiamo in fretta il nostro obiettivo, la salvezza, e poi vediamo se riusciamo a fare qualcosa in più».

Classe 1983, arrivato dal Lecce, tre presenze in campionato: in casa contro Juventus e Palermo, in trasferta a Bergamo. Sei punti in tre partite, tutto sommato un bilancio positivo, quello dello stopper un po’... ruvido e un po’ in grado di compiere grandi interventi.

«L’infortunio di Ranocchia - dice il difensore - ovviamente mi da la possibilità di giocare con più continuità ma io sono prontissimo. Sono abituato alle pressioni e spero di sfruttare al meglio questa possibilità. Io sono venuto qui a Bari per dare una mano alla squadra. All’inizio era giusto non toccare gli equilibri della squadra, Ranocchia e Bonucci stavano disputando delle partite incredibili. Ho aspettato il mio turno e mi sono fatto trovare pronto quando c’è stato bisogno di me. Con la Juventus abbiamo vinto e penso anche di aver disputato una buona gara. È vero sono uno dei giocatori più esperti di questa squadra e cerco di trasmetterla anche ai miei compagni. So che un difensore in serie A deve essere sempre attento e concentrato, puoi fare bene per 89 minuti ma poi basta un niente per rovinare tutto».

Come, in fondo, è accaduto a Bergamo. È stato un attimo, fatale. E Tiribocchi se ne è andato. a segnare: «Secondo me in occasione del gol di Tiribocchi non ho commesso un errore. È stato bravo il bergamasco a liberarsi e fare gol. Secondo me in difesa abbiamo fatto bene, mi fa rabbia e mi dispiace aver preso quella rete». Questione di punti di vista, come sempre nel calcio. Perché probabilmente senza gli interventoni di Gillet il Bari sarebbe andato sotto molto prima. «Fuori casa stiamo incontrando difficoltà maggiori anche perché ultimamente incontriamo squadre con l’acqua alla gola, che si giocano il tutto per tutto. E poi ora dopo un intero girone di andata le nostre avversarie ci conoscono e ci affrontano in maniera diversa, pressandoci subito e costringendoci a lanciare il pallone in avanti e sicuramente non è il nostro gioco. Poi forse è subentrata anche un po’ di stanchezza, ma questo ci può stare. Poi se possibile dobbiamo aumentare attenzione e concentrazione. Peccato perché sarebbe stata importantissima una vittoria con l’Atalanta, ma siamo pronti a ripartire».

Mirino sul Cagliari, su una squadra che pratica un calcio molto offensivo e che può contare su gente del calibro di Matri o Nené, l’uomo che punì il Bari nel match di andata. «Il Cagliari è una bella squadra, gioca un buon calcio, sarà un test importante per noi. All’andata ci hanno battuto e messo in difficoltà pressandoci subito e schierando un 4-3-1-2. Stiamo studiando la partita nei minimi particolari con il mister e non ci faremo trovare impreparati. Abbiamo voglia di disputare una grande prestazione. Non so se Ventura voglia schierare un Bari con una sola punta ma almeno per noi della difesa non cambierebbe nulla e non credo ci siano particolari problemi se dovessimo cambiare modulo a questo punto della stagione».

Nel gioco delle coppie... centrali, molto dipenderà dalla presenza o meno di Bonucci: «Ho parlato con Bonucci, sta meglio e vorrebbe esserci. Ma la nostra forza è il gruppo, chi scenderà in campo darà il 100%. Questo vale anche per la sostituzione di Barreto che per noi resta importantissimo. Poi il brasiliano era anche in un periodo di grazia, ogni pallone toccato era un gol».

Uno sguardo al futuro, quello più lontano: «Io sono in prestito con diritto di riscatto e il mio desiderio è quello di convincere il Bari a confermarmi. Considero ormai chiusa definitivamente la mia avventura a Lecce».

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