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D’Odorico si scusa Giannini dimentica

Il presidente ha pubblicamente fatto mea culpa per le dichiarazioni ai microfoni di Sky nel dopopartita col Grosseto. Il tecnico dice: «Io sopra le righe». A poche ore di distanza dalla protesta dei calciatori e dalle dimissioni dell'allenatore, è tutto ricomposto a Gallipoli. Anche la squadra ha apprezzato il bagno di umiltà compiuto dal patron. Ovviamente ora i calciatori attendono i fatti, dopo le promesse
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D’Odorico si scusa Giannini dimentica
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Il Gallipoli si ricompatta attorno a Beppe Giannini. A 48 ore di distanza dalla protesta dei calciatori e dalle dimissioni del tecnico, tutto si ricompone. Anche la squadra ha apprezzato il bagno di umiltà compiuto dal presidente Daniele D'Odorico. Ieri Daniele Daino, uno dei calciatori più esperti del gruppo (presente di fronte a stampa e tifosi assieme ai compagni Pederzoli, Scaglia, Sciarrone e Abbate), ha pubblicamente elogiato il massimo dirigente giallorosso: «Siamo molto contenti che le dimissioni del nostro allenatore siano rientrate. La salvezza del Gallipoli senza di lui era inimmaginabile. Diamo merito al presidente per quanto ha detto ieri (martedì, ndr): con grandissima umiltà ha confermato la sua stima nei confronti di Giannini e ha permesso di ricucire lo strappo. Gliene siamo grati. Anche noi abbiamo avuto delle garanzie: da questo momento in avanti ripartiamo più compatti di prima».

Ovviamente ora i calciatori attendono i fatti, dopo le promesse. Il dg, Pino Iodice, ammette che la società ha commesso qualche errore: «Ai calciatori dico che da parte della società non c'è stata alcuna malafede. Paghiamo il noviziato nel mondo del calcio. Tante disfunzioni sono anche ascrivibili alla gestione dilettantesca di chi ci ha preceduto». Sulle condizioni del «Bianco», già ieri pomeriggio, su sollecitazione della società, l'assessore comunale allo Sport Giorgio Cacciatori ha effettuato un sopralluogo.

D'Odorico ha chiuso l'incidente diplomatico con il «Principe», chiedendogli scusa pubblicamente per le dichiarazioni ai microfoni di Sky nel dopopartita: «Voglio precisare che con Beppe non c'è stata alcun parapiglia, alcuna baruffa, nessun litigio. Ho solo esternato uno stato d'animo e sono esploso per tutta una serie di circostanze, non ultima l'arbitraggio a dir poco curioso. Se qualcuno deve indagare sulle presunte scommesse dovrebbe rivolgere l'attenzione verso qualcun altro. Se lunedì ho offeso qualcuno, chiedo scusa. Giannini però sa quanto lo stimo: non a caso gli ho chiesto di continuare ad allenare qui a Gallipoli».

Il presidente dà la sua versione su quello sfogo: «Non ho avuto alcun contatto fisico con l'allenatore. Dopo l'intervallo, mi sono affacciato sul palco da dove lui ha seguito il secondo tempo. Gli ho detto che avevamo fatto proprio un bel capolavoro e sono andato via sbattendo la porta e sfogandomi: credo che i sentimenti e gli stati d'animo vadano esternati. Meglio essere schietti piuttosto che falsi».

Con le scuse ufficiali tutto è rientrato. Ma ovviamente non sono bastate solo quelle. Giannini, anche lui creditore di diverse mensilità arretrate, aveva mosso delle rimostranze sull'obbligo di non utilizzare calciatori in rosa, come era successo per Garavano. Il portiere argentino, pur disponibile, non è stato convocato per il veto posto dalla dirigenza, nonostante l'infortunio di Sciarrone.

Per tornare sui suoi passi, una persona di principio come Giannini avrà ottenuto garanzie tanto dal punto di vista del rispetto della propria persona e della propria professionalità quanto da quello economico. «Ho scelto di ritirare le dimissioni perché il presidente si è pubblicamente scusato per le dichiarazioni rilasciate dopo la partita col Grosseto. Avevo ricevuto delle accuse infondate e gravi. Ammetto di aver pronunciato delle frasi al di sopra delle righe anche io, ma non mi sento un mercenario, una prima donna, un aizzatore di popoli. Se sono ancora qui è perché ci siamo chiariti, usando dei toni pesanti come è giusto che sia tra persone che non hanno nulla da nascondere, e ricompattati. Mi hanno spinto verso questo passo anche le attestazioni di stima da parte dei tifosi ed in particolare dei giocatori, che sono stati davvero incredibili nei miei confronti».

Tanto Giannini quanto i calciatori respingono qualsiasi tipo di coinvolgimento nel presunto scandalo-scommesse relativo all'ultimo posticipo: «Sono nel calcio da 30 anni e ho sempre camminato a testa alta. Se c'è stato un eccesso di giocate sull'ultima partita a noi non interessa. Anche perché chi ha visto la partita sa quale spirito abbiamo evidenziato in campo: e poi abbiamo rimediato 8 giornate di squalifica», ha detto l'allenatore. Massimiliano Scaglia, che ha indossato la fascia di capitano durante l'ultima partita, allontana qualsiasi sospetto dalla squadra: «Abbiamo finito la gara in nove e se non avessimo subito l'espulsione alla fine del primo tempo avremmo vinto la partita. È molto brutto che la squadra del Gallipoli sia accostata ad una storia di scommesse e combine: noi calciatori prendiamo completamente le distanze da tutto ciò».

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