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Sabella, con i cani da slitta trionfa sulla neve d'Europa

Il salentino di Galatina è un campione dello sleddog. Impiegato di banca con la passione per i cani, sino ad allestire nella propria villetta un centro cinofilo, con la moglie Daniela ed i tre figli Giada (12), Alessandro (9) e Giulia (6) condivide le giornate con ben 14 cani: 7 syberian huskies (Cash, Ciro, Molly, Farfalla, Maya, Lucky, Nevada), tre meticci (Lilla, Luna, Iuri), un bullmastiff (Zora), un labrador (Lara) ed un Chochow (Luna)
Sabella, con i cani da slitta trionfa sulla neve d'Europa
di PASQUALE MARZOTTA

Trionfa sulle nevi nella corsa con i cani da slitta di tutta Europa. È la «Freccia del Sud». Parliamo del salentino di Galatina Gianni Sabella. Impiegato di banca con la passione per i cani, sino ad allestire nella propria villetta un centro cinofilo.

Con la moglie Daniela ed i tre figli Giada (12), Alessandro (9) e Giulia (6) condivide le giornate con ben 14 cani: 7 syberian huskies (Cash, Ciro, Molly, Farfalla, Maya, Lucky, Nevada), tre meticci (Lilla, Luna, Iuri), un bullmastiff (Zora), un labrador (Lara) ed un Chochow (Luna).

È un campione dello sleddog, che si allena nella terra del sole, del mare e del vento. Ma da anni ha scritto il suo programma con allenamenti quasi notturni. «All’inizio ci prendevano per una cosa curiosa, ora siamo una normalità con i miei cani tra le strade sterrate salentine. Chi ci avvista ci saluta con il clacson - racconta Gianni Sabella, 44 anni -. In virtù dei miei orari di lavoro iniziamo gli allenamenti quando sta albeggiando. Lo facciamo soprattutto per le temperature. E poi è difficile trovare traffico. Andiamo negli sterrati, in mezzo agli uliveti. Un percorso che vuole simulare, seppur difficile, la resistenza della neve anche se cambiano le temperature e le difficoltà».

Il campione azzurro vanta diversi titoli: italiani che europei. Ora c’è da programmare una stagione iniziata in salita. «Dopo la sfortunata prova di gennaio a Seefeld (Austria) dove, per un banale problema tecnico, son dovuto partire con un 1’ e 30” di ritardo compromettendo già prima della partenza la gara, molto difficile, ottenendo un 7° posto finale, a Pontebba (Udine) ho vinto nella categoria C1 (4 cani siberiani) facendo esordire la giovane Maya (appena un anno e mezzo) che ben si era comportata negli allenamenti autunnali. In questa manifestazione, ultima valevole per definire i componenti della squadra italiana ai Mondiali tedeschi Wsa (26-28 febbraio). Nonostante questo piazzamento, a malincuore, dovrò rinunciare alla manifestazione iridata in quanto nella stessa settimana si svolgerà il primo giro della Sila 5 tappe con 100 km da percorrere».

E proprio la terra calabrese ha «adottato» il campione salentino, che si fregia di sponsor della Sila dinanzi alla «freddezza» registrata nel Salento. «Da tre anni i ragazzi della cooperativa La Comune Sangiovannese mi ospitano negli impianti della località di Carlo Magno (San Giovanni in Fiore a Cosenza) mettendo a disposizione mia e dei miei cani le piste degli impianti di sci di fondo e da altrettanti anni stanno cercando di promuovere, con varie iniziative, lo sleddog in Sila» - racconta il campione leccese -. Quest’anno si stanno facendo le cose in grande e, dopo le passate edizioni dove il musher Renato Alberoni di Auronzo di Cadore ha messo per a disposizione di tutti i neofiti i cani della propria scuola di sleddog, si è organizzata la prima traversata della Sila (www.sleddoginsila.it).

«Sono rimasto colpito da come la gente calabrese mi abbia accolto e quasi adottato. Qui nel Salento, invece, le istituzioni locali mi hanno quasi ignorato. Per ciò ho deciso di ricambiare tanto affetto e tanta stima partecipando a questa importantissima manifestazione, rinunciando ai Mondiali. Ho annunciato la decisione ai vertici della federazione, i quali hanno compreso e addirittura hanno deciso di patrocinare l’evento Silano che, tra l’altro, si fregerà del record di località più a sud d’Europa dove si pratica lo sleddog».

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