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Foggia, la corsa per salvarsi comincia sabato a Ravenna

La Prima divisione di calcio è in ferie come da contratto dei calciatori. I dauni sono invece in campo per riordinare le idee dopo l’inattesa sconfitta interna contro la Ternana e per preparare la prima delle due sfide «cruciali», sabato prossimo a Ravenna per il recupero della gara non giocata l’1 febbraio a causa della neve. La domenica successiva, il 21 febbraio, a Marcianise scontroche si preannuncia decisivo
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Foggia, la corsa per salvarsi comincia sabato a Ravenna
di Filippo Santigliano

FOGGIA - La «Prima divisione» è in ferie come da contratto dei calciatori, il Foggia è invece da ieri nuovamente in campo per riordinare le idee dopo l’inattesa sconfitta interna contro la Ternana e per preparare la prima delle due sfide «cruciali» per il percorso salvezza, sabato prossimo a Ravenna per il recupero della gara non giocata l’1 febbraio a causa della neve, e, la domenica successiva, il 21 febbraio, a Marcianise in uno scontro salvezza che si preannuncia decisivo.

Nel ritiro di Ordona mister Ugolotti ha fatto prima di tutto il punto sulla condizione dei giocatori, alcuni ancora non al top della condizione, anche tra i neoarrivati, come il difensore centrale Di Dio e l’attaccante Ceccarelli. Verificate anche le condizioni del difensore Torta e del laterale Quadrini che, peraltro, ha scontato la giornata di squalifica, mentre è stato appiedato dal giudice sportivo Visone, tra i migliori in campo contro la Ternana. Due squalificati anche nel Ravenna, ed entrambi di peso, Giordano e Piovaccari.

Ugolotti è ovviamente tornato sulla partita persa in casa contro la Ternana, sulle cose da migliorare e sugli aspetti tecnici da non ripetere. È pur vero che il Foggia contro gli umbri ha disputato una delle migliori partite del campionato, almeno per generosità e voglia di fare, ma è altrettanto vero che a parte la giornata no del portiere Bindi, in qualche frangente la squadra è apparsa troppo lunga nei reparti e alla fine anche poco pratica negli ultimi sedici metri, perché comunque per volume di gioco ed intensità forse si sarebbe dovuto tirare di più in porta.

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