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Lecce, la doppia sfida del giovane Mazzotta

Un inizio molto promettente, poi un fastidioso infortunio, a metà ottobre durante la partita con la Reggina, gli ha tagliato quella che sembrava dovesse essere una costante ascesa. Poi, come spesso accade in questi casi, al rientro si accusa una regressione dal punto di vista atletico e della condizione. Il ventenne esterno sinistro sul campo del Frosinone è sembrato però tornare ai livelli di inizio serie B
Lecce, la doppia sfida del giovane Mazzotta
di Massimo Barbano 

CALIMERA -  Un inizio molto promettente, poi un fastidioso infortunio a metà ottobre durante la partita con la Reggina, gli ha tagliato quella che sembrava dovesse essere una costante ascesa costringendolo ad un lungo periodo di assenza dai campi di gioco. Ma, come spesso accade in questi casi, al rientro si accusa una regressione dal punto di vista atletico e della condizione. È quanto è capitato ad Antonio Mazzotta, il ventenne esterno sinistro giunto dal Palermo che però, sul campo del Frosinone, è sembrato tornare ai livelli di inizio campionato.

«Sono contento di come è andata a Frosinone - dice il terzino giallorosso - ma posso ancora fare meglio, ho ancora buoni margini di miglioramento. Non sono ancora al cento per cento nelle gambe come ero ad inizio dell’anno. Diciamo che sono al 70-80 per cento».

Sue fronti le correzioni da apportare: «L’allenatore mi ha raccomandato la fase difensiva e la concentrazione».

Mazzotta è una di quelle risorse di prospettiva. Per età e caratteristiche è in un certo senso lo stereotipo, il candidato ideale per quel progetto di crescita di risorse proprie che il Lecce si è dato come indirizzo societario dall’estate scorsa in poi. E per Mazzotta il club di via dei Templari si è riservata un’opzione di riscatto a fine campionato. Ma quali sono le sue aspettative e le sue aspirazioni in tale senso? «Io a questo punto sono in bilico fra due squadre che, per giunta, sono anche gemellate - prosegue Mazzotta - entrambe le soluzioni mi piacerebbero, perchè una, il Palermo, è la squadra della mia città, l’altra è una squadra dove mi sto trovando benissimo, sia come società che come città e ambiente. È difficile decidere e comunque non dipenderà da me. Se dovessi seguire l’istinto avrei una certa preferenza per Lecce, perchè forse qui avrei maggiori possibilità di giocare».

Per di più, alla prima esperienza nel calcio di categoria, perchè finora aveva giocato solo nelle formazioni giovanili, Mazzotta si è trovato a lottare per un obiettivo straordinario come la serie A.

«Onestamente non me lo aspettavo - prosegue - perchè all’inizio c’era un progetto di crescita dei giovani e acquisizione di esperienza. Ma, strada facendo, il mister è riuscito ad inculcarci una mentalità vincente, quella che ti porta sempre a scendere in campo per cercare il massimo e il risultato è che ci troviamo al primo posto in classifica in piena corsa per la serie A. Pe me è veramente un sogno lottare per questo obiettivo, ma è meglio volare basso e non pensarci, continuando a concentrarsi sulla singola partita per vincerla. Adesso pensiamo al Modena, cerchiamo di ottenere i tre punti e di allungare ulteriormente sul terzo posto».

Il Lecce e questa magica stagione sono anche un trampolino si lancio per le rappresentative azzurre. E dopo il Mondiale Under 20, c’è un obiettivo più prestigioso da inseguire. «L’Under 21 di Casiraghi - dice Mazzotta - onestamente ci punto. Vorrei mettermi in mostra per richiamare l’attenzione del selezionatore».

L’esperienza in Egitto è servita come base di lancio.

«Mi ha dato un po’ di sicurezza in più - dice - e soprattutto a consolidare l’esperienza che ci voleva. Abbiamo fatto un ottimo mondiale, peccato che alla fine siamo usciti in quel modo».

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