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Scudetto... a metà per il Conversano

Avrà soltanto una targa attestante il successo nel torneo di calcio '43-'44: è la proposta presentata al Consiglio Federale dal Gruppo di lavoro, nominato dal presidente della Federcalcio, in seguito alla richiesta avanzata dalla società di ottenere l’assegnazione del tricolore. «L'istanza purtroppo non può essere accolta giacché non possiede i connotati necessari dell’attività di tipo nazionale»
Scudetto... a metà per il Conversano
ROMA– Una targa al Comune di Conversano attestante il successo sportivo della squadra locale, in un momento drammatico del nostro Paese: è questa la proposta presentata al Consiglio Federale dal Gruppo di lavoro, nominato dal presidente della Figc, Giancarlo Abete, in seguito alla richiesta avanzata dalla stessa società di ottenere l’assegnazione dello scudetto per la stagione 1943-1944.

Coordinato dal segretario della Figc, Antonio Di Sebastiano e composto dal presidente della Fondazione Museo del Calcio Mario Valitutti, dagli avvocati Alfredo Mensitieri, Cesare Persichelli e Gianfranco Tobia e da Mario Pennacchia, giornalista e storico del calcio, il Gruppo di lavoro ha avviato un’approfondita istruttoria avvalendosi della testimonianza di rappresentanti del Comune e della società, ed ha svolto una serie di ricerche documentali prima di assumere la decisione.

Come noto, la stagione 1943-'44 si svolse in pieno periodo bellico: con l'Italia divisa in due, non fu possibile disputare un unico campionato nazionale, ma il calcio non si fermò nonostante le difficoltà della seconda guerra mondiale e la spaccatura del Paese per l’occupazione nazista; si giocò in due raggruppamenti, uno nel centro-nord e l’altro nella parte meridionale dell’Italia liberata dagli americani. Il Comune di Conversano ha chiesto l'assegnazione dello scudetto per la squadra locale che si aggiudicò il torneo giocato nel Sud del Paese. «L'istanza, purtroppo, – si legge in una nota del Gruppo di lavoro – non può essere accolta giacchè l’attività sportiva, pur lodevolissima, svolta dalla società pugliese, non possiede i connotati necessari dell’attività di tipo nazionale».

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