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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:56

Brindisi, serve parlare del palasport Non è possibile rinviare il problema

Inutile girarci attorno: coach Giovanni Perdichizzi, l’allenatore della squadra di pallacanestro maschile che occupa la seconda posizione in classifica nel campionato di LegaDue, dopo il successo conquistato dai suoi uomini a Sassari, è stato fin troppo chiaro e deciso: «Ve lo dicevo in tempi non sospetti: pensate al palasport più capiente, al resto ci pensiamo noi». Ed ora chi ci penserà? Ad oggi solo avvisaglie
• «PalaElio frigorifero, che vergogna»
Brindisi, serve parlare del palasport Non è possibile rinviare il problema
di Franco De Simone

BRINDISI - Inutile girarci attorno: coach Giovanni Perdichizzi, l’allenatore della squadra di pallacanestro maschile che occupa la seconda posizione in classifica nel campionato di LegaDue, dopo il successo conquistato dai suoi uomini a Sassari, è stato fin troppo chiaro e deciso: «Ve lo dicevo in tempi non sospetti: pensate al palasport più capiente, al resto ci pensiamo noi».

Ed ora chi ci penserà? Ad oggi solo avvisaglie. Qualche pour parlair, anche a livello nazionale con il Credito sportivo. Si è ben capito, però, che seguendo questa pista ci si scontra con le lungaggini burocratiche.

Ora la parola «palasport» rimbalza con maggior frequenza nei discorsi della gente, sui siti frequentati dal popolo che frequenta il palaElio. I brindisini lo chiedono da tempo. Uno più nuovo e funzionale, ma soprattutto, più grande.

Richiesta avanzata con frequenza negli anni, ma, per un motivo o per l’altro, mai evasa.

L’allora primo cittadino, Cosimo Quaranta, ebbe la possibilità, grazie a quattro miliardi erogati dal Credito sportivo e finiti nelle casse comunali, di realizzare il palasport. Sarebbe stato di oltre quattromila posti. Ma non se ne fece niente. A causa delle immancabili beghe di partito e dispettucci, segno di un provincialismo codannabile .

Il dodici dicembre 2005, le prime pagine dei quotidiani riportano le parole del sindaco Domenico Mennitti: «Costruiremo un nuovo stadio, avremo un palazzetto omologato per le partite di basket del campionato di serie A e realizzeremo altre strutture sportive nella zona di “Masseriola”».

Dichiarazione avvenuta a seguito della pioggia che la domenica precedente era caduta all’interno del palasport e che, di conseguenza rilanciava la questione del palasport.

Era il «rilancio» dell’idea progettuale elaborata negli anni ‘90, allorquando, per il tramite dell’allora assessore comunale all’Urbanistica, Cesare Bove, si parlò della «Cittadella dello Sport» (il progetto era pronto ed era stato realizzato dai tecnici Fabrizio Leccisi, Adele D’Andria e Mario Ciccarese) e si convenne che: «Se non si frapporranno altri bastoni fra le ruote della buona volontà politico amministrativa, nel giro di qualche anno il progetto potrebbe diventare realtà». Ciò perchè la Giunta municipale aveva deliberato la realizzazione della «Cittadella». Era stata, quella, una decisione contrastata, in ogni caso abbastanza dibattuta. Alla fine, però, tutti gli assessori convennero sulla estrema utilità della costruzione di nuovi impianti sportivi, approvando la realizzazione presentata dall’assessore Cesare Bove.

Di quel progetto si sa bene cosa se ne sia fatto: niente di niente.

Mettiamo che l’Enel vinca il campionato. Dove si giocherà la serie A? A chi di dovere la risposta a quanti vorrebbero avere certezze.

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