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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:57

Bufera sul Gallipoli si dimette Giannini Scommesse sospette

Il tecnico lo ha comunicato dopo il confronto col Grosseto (finito 2-2) nella serie B di calcio. All’origine divergenze con il presidente del club D’Odorico, sfociate, pare, in un litigio prima della gara per questioni economiche: sia all’allenatore sia ai calciatori sarebbero state pagate solo due mensilità. Protesta dei giocatori contro il club durante la partita. E a fine serata un comunicato distensivo del presidente che ha incontrato tecnico e giocatori: «La società è pronta a riprendere lo stesso cammino che ci ha portato a raggiungere importanti traguardi sportivi».
• I calciatori «Senza soldi e umiliati»
• L'allenatore: «Non torno indietro»
• Quattro turni a Giannini dal giudice
• Scommesse anomale sulla partita
• Salentini rimontati da 2-0 a 2-2
Bufera sul Gallipoli si dimette Giannini Scommesse sospette
LECCE - Giocatori che si fermano sul campo per 40 secondi in segno di protesta per gli stipendi arretrati; il tecnico, il "Principe" Giuseppe Giannini, che in tribuna viene quasi alle mani col presidente Daniele D’Odorico e a fine gara col Grosseto si dimette; la Procura federale che apre un’inchiesta; i Monopoli di Stato che segnalano anomalie nelle scommesse sulla partita; i giocatori che rompono il silenzio stampa imposto dalla società e chiedono «rispetto e chiarezza». 

E a fine serata un comunicato distensivo del presidente che ha incontrato tecnico e giocatori: «La società è pronta a riprendere lo stesso cammino che ci ha portato a raggiungere importanti traguardi sportivi». 

Dire che il Gallipoli calcio sia nella bufera sembra quasi un eufemismo. Eppure la squadra pugliese, matricola della 'B' dov'è approdata per la prima volta, con 30 punti in classifica ha quattro punti di vantaggio sulla zona play-out e potrebbe vivere giorni sereni. Ma non è così. La bufera ha avuto un prologo un paio di settimane fa quando l'ex presidente, il deputato Vincenzo Barba, protagonista della promozione in B con Giannini, ha chiesto e ottenuto dal Tribunale il sequestro conservativo delle quote della società cedute in estate all’imprenditore friulano D’Odorico titolare di un gruppo finanziario e immobiliare. 

Barba sostiene di non aver preso un euro per il passaggio di consegne, D’Odorico ha sempre sostenuto che non è vero. Ieri sera, nel posticipo col Grosseto (2-2 il risultato finale), al fischio d’inizio i giocatori si sono fermati per 40 secondi per protestare mentre gli avversari, che erano stati informati così come Giannini, hanno fatto girare palla come in un "torello". 

Dopo il secondo gol il capitano Scaglia ha mostrato alla tribuna, dove sedeva D’Odorico, un sottomaglia con la scritta "Capisci". A fine gara in tribuna, dove si era sistemato perchè espulso, il Principe ha avuto un violento litigio con D’Odorico. Quest’ultimo avrebbe persino detto agli uomini della sicurezza: "Toglietemelo di torno" e qualcuno avrebbe visto il tecnico afferrare una sedia. Negli spogliatoi è arrivata la notizia delle dimissioni di Giannini, con commento esplicito di D’Odorico: «E' un presuntuoso». 

Stamani i giocatori hanno "violato" il silenzio stampa rivendicando dalla dirigenza «rispetto e chiarezza», oltre naturalmente le mensilità non percepite, e denunciando il "fai da te" a cui sarebbero costretti per potersi allenare. Senza neppure l’acqua calda per le docce, con le spese mediche a carico e con due di loro costretti ad allenarsi con una divisa diversa perchè «indesiderati dalla società». 

La schiarita in serata. D’Odorico informa di aver incontrato il "Principe" e una delegazione di giocatori. «Tra uomini schietti – è il punto saliente del suo discorso – anche dopo forti divergenze d’opinione basta guardarsi negli occhi per riprendere da dove si era interrotto». Il patron sottolinea che preferisce vedere «il bicchiere mezzo pieno, ossia persone che, anche in un momento difficile vogliono ritrovare le ragioni di un sodalizio che non è soltanto sportivo, ma che abbiamo l'ambizione di pensare essere qualcosa di più». 

Conclude con una certezza: «domani sapremo portare a termine questo lavoro di ricucitura nella consapevolezza che gli spazi di proficua armonia che si aprono davanti a noi sono praterie immense rispetto agli angusti vicoli di incomprensione che ci piace considerare per sempre alle spalle».

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