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Virus dell’incostanza per la Prisma Dice virtualmente addio ai playoff

Dopo quaranta giorni di vita, inizia a scricchiolare anche con Serniotti. Il torinese potrebbe rivelarsi l’allenatore giusto nel posto sbagliato. Perché? Lo dice il campo: una vittoria in 4 gare di A1 maschile di pallavolo, 4 punti su 12 disponibili, due prestazioni fotocopia contro Trento (match quasi impossibile) e Monza (match invece possibile contro una squadra però in salute) che sbarrano la via verso i playoff
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Virus dell’incostanza per la Prisma Dice virtualmente addio ai playoff
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO  - Dopo quaranta giorni di vita, inizia a scricchiolare anche la Prisma di Roberto Serniotti. Il diplomatico torinese potrebbe rivelarsi l’allenatore giusto nel posto sbagliato. Perché? Lo dice il campo: una vittoria in 4 gare, 4 punti su 12 disponibili, due prestazioni fotocopia contro Trento (match quasi impossibile visto la pellaccia dell’avversario) e Monza dell’altroieri (match invece possibile contro una squadra però in salute), che sbarra a Taranto la via che avrebbe potuto portare ai playoff.

Lo 0-3 di Monza consegna una formazione sfilacciata, alla quale non basta un Rivaldo super (17 punti, 54% in attacco). Se un tecnico, nel cuore del secondo parziale giocato con la chance del pareggio (16-17 dopo il 14-10 carico di speranza ed una palla set fallita), decide di togliere due titolari sino a quel momento indiscutibili come il regista Suxho (fase di appannamento da più partite) ed il centrale Cozzi (0/5 in schiacciata è il suo primo flop dopo match diligenti), per i giovani ed inesperti Quartarone e Candellaro, vuol dire che sul proprio gioco si è addensato il grigio. E che il male cronico dell’incostanza, genesi del licenziamento del precedente collega Montagnani, non ha abbandonato la squadra dopo ben 21 partite affrontate.

Il PalaIper di Monza offre due stati d’animo opposti. La serenità dell’Acqua Paradiso che, con la salvezza in tasca e l’obiettivo playoff sotto tiro, si compiace di aver coinvolto la nuova città dove in estate l’indimenticato patron Gabana (scomparso in un incidente aereo, ora al suo posto c’è la figlia) aveva polemicamente trasferito la squadra per dissidi con il Comune di Montichiari. Davanti c’è la Prisma depressa, alla quale, a sette turni dalla fine non resta che defilarsi verso la strada della permanenza anticipata. È una pellicola già vista, che aveva coinvolto le precedenti due squadre del patron Bongiovanni, affette dal virus dell’incostanza. Ora ci sono nuovi interpreti. A partire da Serniotti, giunto dopo Natale con il suo curriculum pesante, ma senza dichiarazioni trionfalistiche. «Il lavoro è la mia unica medicina, le somme le tiriamo alla fine» queste le sue prime parole che legavano la Prisma alla realtà.

Il tecnico 47enne ora si ritrova una matassa mai conosciuta prima, viste le sue stagioni brillanti con Cuneo, Tours e Roma. Il club, davanti ad un limbo senza fine, chiede scusa alla tifoseria «per queste ultime vergognose prestazioni» ed ordina il silenzio stampa ai suoi tesserati. La settimana che porta al nuovo anticipo (al PalaMazzola sabato 13 alle 15,30 per la differita su Rai 3, ma gli scherzi del palinsesto sono dietro l’angolo come dimostra il caos creato nella messa in onda del match di Monza) con Vibo, si annuncia difficile. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe la prima frattura tra Serniotti e la società (il tecnico critica la mancanza di un martello-ricevitore, mentre la dirigenza mostra delusione per i risultati scarni) ed una irrequietezza tra qualche giocatore in allenamento. La parola spetta al campo. Sabato prossimo verrà emesso il nuovo bollettino sulla Prisma attualmente in stato precario.

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