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Taranto, punto che vale oro Gli ionici fermano la Reggiana

Pareggio rigenerante nella Prima Divisione di calcio. Funziona come un potente antivirale. Al «Giglio» il Taranto neutralizza la gastroenterite e imbriglia la Reggiana. Dalla partita più temuta - per le precarie condizioni generali e per le potenzialità dell'avversario - ottiene un punto salutare. Il totale non dà ancora l'agognato salto di qualità in zona playoff. Ma porta convinzione. Trasmette consapevolezza
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Taranto, punto che vale oro Gli ionici fermano la Reggiana
Reggiana-Taranto 0-0

Reggiana: Tomasig 6, Girelli 6, Stefani 6, Zini 5,5, Mei 6, Romizi 6 (30' st D'Alessandro sv), Viapiana 6, Maschio 6,5, Alessi 6,5, Rossi 6,5, Temelin 6. A disp.: Manfredini, Gualandri, Bovi, Castiglia, Ferrari, Guerra. All.: Dominissini.
Taranto: Bremec 6,5, Calori 6, Migliaccio, 6, Prosperi 6,5, Colombini 6, Di Roberto 5,5 (20' st Bolzan 6), Giorgino 6,5, Rajcic 6,5, Scarpa 5,5, Corona 6 (41' st Cortese sv), Innocenti 5 (10' st Ferraro 6). A disp.: Barasso, Panarelli, Imparato, Cuneaz. All.: Dellisanti.
ARBITRO: Baratta di Salerno.
Note: angoli 4-3 per la Reggiana. Ammoniti: Stefani e Zini della Reggiana; Scarpa e Giorgino del Taranto. Spettatori paganti 1821 (abbonati 1772) per un incasso complessivo di 35.316,71 euro. Recupero: 0' pt, 5' st.

di Lorenzo D'Alò

REGGIO EMILIA - Pareggio rigenerante. Funziona come un potente antivirale. Al «Giglio» il Taranto neutralizza la gastroenterite e imbriglia la Reggiana. Dalla partita più temuta - per le precarie condizioni generali e per le potenzialità dell'avversario - ottiene un punto salutare. Un punto che ridà colorito persino a quello conquistato a Ferrara. Gli restituisce un senso. Lì fu abbastanza rispetto a quanto prodotto e tentato. Qui è poco rispetto a quanto patito in settimana e profuso sul campo. Il totale non dà ancora l'agognato salto di qualità in zona playoff. Ma porta convinzione. Trasmette consapevolezza.

La prova, considerato il quadro clinico di partenza e il numero spropositato di contagiati, è una somma di piccoli atti di generosità. E' la risposta del gruppo all'emergenza. Non è spiegabile con i soliti concetti di calcio. C'entrano, ovviamente, la tecnica e la tattica. Ma sono altri i valori decisivi: volontà, carattere, dedizione. Il Taranto è una squadra piena di anticorpi. Dellisanti ha il merito di stimolarne la produzione. E di rimetterli in circolo, devitalizzando alla radice le intenzioni bellicose della Reggiana. Sotto la crosta di un pareggio senza gol e, dunque, fatalmente privo di giocate risolutive, s'intuisce una serenità consolante. Qualcosa di diverso. Una forza che lotta per emergere, che sgomita per affermarsi. Non siamo allo scoperta di un nuovo metodo. Ma la sensazione è che la lunga fase di transito stia per finire e che il Taranto possa, da un momento all'altro, diventare ciò che spera di essere: una squadra compiuta. Capace, cioè, di prendersi tutto, senza rischiare l'incolumità. Ora è a metà percorso: sa difendersi, ma non riesce a graffiare. Lascia sempre un po' di lavoro in sospeso.

Il virus intestinale debilita il Taranto, ma non ne fiacca la resistenza. E, soprattutto, non gli fa cambiare idea sulla partita da realizzare. Dellisanti s'inventa l'unica formazione possibile, dovendo fare i conti con le indisponibilità di Crovetto, Coppola, Taulo e Quadri (in tribuna) e sapendo di avere molti uomini in condizione di camuffata precarietà. Tocca così a Colombini (all'esordio) chiudere a sinistra la linea difensiva e a Rajcic (ripescato) completare il pacchetto mediano. In attacco subisce un forzato rinvio l'atteso lancio di Ferraro che, causa virus, finisce inizialmente in panchina. Accanto al generosissimo Corona, la contingenza infermieristica concede una chance ulteriore all'improbabile Innocenti. Il Taranto è 4-4-2. La Reggiana, reduce da due sconfitte consecutive e dunque fermamente intenzionata a riscattarsi, torna invece al 4-3-1-2, lasciando che la creatività di Alessi si combini, in zona alta, con gli incroci di Rossi l'opportunismo di Temelin. Il primo tempo è molto tattico. La Reggiana s'illude di avere il dominio del gioco. Ma è il Taranto, in realtà, a controllare la partita. La squadra rossoblù va al tiro con Rajcic. Poi è la Reggiana a rendersi pericolosa con Temelin (conclusione imprecisa), Rossi (pallonetto che non sorprende Bremec) e Maschio (girata di testa che colpisce il palo). Nel finale è Innocenti a non chiudere in porta una invitante proposta dal fondo di Di Roberto, dirottato nuovamente a destra.

Nella ripresa la Reggiana, dopo una fiammata dimostrativa, lascia al Taranto il comando delle operazioni. E il Taranto, rinfrancato dagli innesti graduali di Ferraro (fuori Innocenti), Bolzan (fuori Di Roberto) e Cortese (fuori Corona) chiude all'attacco, procurandosi con l'ex salernitano la situazione più vantaggiosa (tiro da dentro l'area respinto da Tomasing).

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