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Lunedì 25 Settembre 2017 | 19:11

Lecce vuole il primato mai accaduto prima

Cinque punti di vantaggio in chiave promozione diretta, dieci sul settimo posto che potrebbe insidiare la certezza di una qualificazione nei playoff che, però, a questo punto, diventa un obiettivo minimale. Sono numeri importantissimi quelli dei giallorossi. Con gli attuali 45 punti dopo la 24ª giornata della serie B di calcio è il miglior Lecce di tutte le precedenti sette squadre che hanno centrato la promozione
• Gallipoli, capitolo terzo
Lecce vuole il primato mai accaduto prima
di Massimo Barbano

LECCE - Cinque punti di vantaggio in chiave promozione diretta, dieci sul settimo posto che potrebbe insidiare la certezza di una qualificazione nei playoff che, però, a questo punto, diventa decisamente un obiettivo minimale. Sono numeri importantissimi quelli dei giallorossi, con gli attuali 45 punti dopo la ventiquattresima giornata è il miglior Lecce di tutte le precedenti sette squadre che hanno centrato la promozione in serie A, tranne quello di Papadopulo che ne aveva 49 alla medesima giornata, ma quella fu veramente una stagione irripetibile.

Insomma, la strada sembra spianata per centrare l’ottava promozione in serie A nella storia del Lecce e questa volta ci sono anche tutte le premesse per un obiettivo mai raggiunto, quello del primo posto in classifica. Infatti, il Lecce non ha mai vinto il campionato di serie B arrivando da capolista. Le promozioni più brillanti non sono andate oltre la piazza d’onore nell’anno di Fascetti (1984-85) e in quello di Mazzone (1987-88). Poi sempre promozioni ottenute con il terzo posto (1996-97 con Ventura; 1998-99 con Sonetti, 2002-03 con Rossi e 2007-08 con Papadopulo ai playoff). Infine una promozione frutto di un quarto posto nell’anno di Bolchi (1992-93).

Ma ora, in un campionato che vede le favorite molto attardate (la più immediata, il Brescia è a 9 punti), l’obiettivo del primato diventa concretamente raggiungibile.

Considerazioni sostenute dal fatto che quella vista a Frosinone è una squadra che ha una marcia diversa rispetto agli avversari. E ciò, pur con il beneficio di una partita che Moriero sembra aver sbagliato dal punto di vista tattico. Ma questo mette in dubbio, al più, la goleada con la quale il Lecce ha seppellito l’avversario, ma non l’esito dell’incontro che comunque la squadra salentina ha dominato.

C’è poi un altro aspetto positivo che è una prima buona risposta di quello che è stato il mercato di gennaio con Di Michele che ha presentato il suo biglietto da visita. Un mercato che, per altro, si è concluso senza aggravi economici per il club. All’unico impegno finanziario di un certo rilievo (i 500mila euro per Ferrario) ha fatto da contrappeso la cessione di Edinho (450mila euro più 150mila di spontanea rinuncia di emulumenti da parte del giocatore); le altre operazioni (in entrata Bertolacci, Di Michele, Loviso e Gragnaniello sono state a costo zero, almeno come acquisto, visto che si tratta di prestiti); così le cessioni: Agnelli, Ingrosso, Triarico e Diarra, ma per quest’ultimo, con il diritto di riscatto del Bellinzona, si precosituisce un ipotetico guadagno di 120mila euro nel prossimo anno. Insomma, un mercato che chiude in sostanziale parità rispettando gli indirizzi societari. «Anche sotto il profilo del costo per emolumenti non c’è stato nessun aggravio - sottolinea l’amministratore delegato Claudio Fenucci - perché il risparmio che abbiamo avuto con i contratti dei calciatori in uscita pareggia gli stipendi dei nuovi entrati grazie anche agli accordi con il Torino che si è accollato un contributo. In generale - prosegue Fenucci - abbiamo rispettato la tendenza alla riduzione graduale di questi costi e fa piacere che uno studio di una una università inglese pubblicato dal Financial Times abbia rilevato come gli investimenti delle società per acquistare grossi nomi portano poco beneficio, oltre che sotto il profilo aziendale, anche da quello dei risultati sportivi. Diverso invece il rapporto fra risultati sportivi ed emolumenti dei calciatrori dove il legame è più significativo».

Di certo, un’eventuale serie A offrirà più risorse anche economiche. «Le risorse aumenterebbero - prosegue Fenucci - ma anche in serie A il mercato non potrà prescindere da una attenta valutazione degli aspetti sportivi ed economici che deve essere prevalente. Non sarà più possibile chiudere in perdita come è accaduto nel passato».

Intanto c’è il segnale incoraggiante del gol di Di Michele e una prospettiva che si annuncia positiva. «La prima impressione è ottima - prosegue - anche se come ho già detto altre volte, il gruppo che avevamo, grazie al lavoro dell’allenatore e all’impegno dei ragazzi era già primo in classifica. i nuovi arrivati vengono per contribuire ad un obiettivo importante, ma non dobbiamo caricarli di eccessive responsabilità».

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