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Sabato 21 Ottobre 2017 | 21:39

Cras fuori a testa alta dall’Europa che conta

Binario morto al PalaMazzola. Taranto dice addio al sogno europeo nel basket femminile. Non basta una ripresa super (36-25) dopo i primi 20’ sofferti per domare l’austero Fenerbahce. La squadra turca rafforza la prestazione dell’andata, firma il 2-0 e nega la «bella» utile per sperare ancora nei quarti di finale. Ma resta l'onore. La matricola rossoblù, con 6 vittorie e 6 ko, supera l’esame della maturità nella top 24
Cras fuori a testa alta dall’Europa che conta
CRAS TARANTO-FENERBAHCE 55-60 

CRAS TARANTO: Wambe 4, Greco 10, Mahoney 11, Godin 12, Brunson 10; Gianolla, Siccardi, Montagnino 8, Giauro ne, David, Prado ne. All. Ricchini 
FENERBAHCE ISTANBUL:Vardarli 2, Taylor 17, Powell 15, Sutton-Brown 6, Yilmaz 10; Tuncluer 10, Dalgalar, Bakircioglu, Nevlin ne, Tanacan ne. All. Ates. 
ARBITRI: Mateus (Francia), Jokic (Montenegro), Kremer (Germania) 
PARZIALI: 11-15, 19-35, 35-48, 55-60. 
NOTE: T2 Cras 15/33, Fenerbahce 20/37; T3 Cras 7/17, Fenerbahce 2/7; TL Cras 4/8, Fenerbahce 14/20. 2700 spettatori

di ALESSANDRO SALVATORE 

TARANTO - Binario morto al PalaMazzola. Il Cras dice addio al sogno europeo. Non basta una ripresa super (36-25) dopo i primi 20’ sofferti per domare l’austero Fenerbahce. La squadra turca rafforza la prestazione dell’andata, firma il 2-0 e nega a Taranto la «bella» utile per sperare ancora nei quarti di finale. Ma resta un’Eurolega impregnata di emozione ed onore. La matricola rossoblù, con 6 vittorie e 6 ko, supera l’esame della maturità nella top 24 del basket continentale. 

Questo il film del match: Cras inizialmente nevrotico davanti ad un Fernerbahce algido. Il quintetto di Ricchini soffre la pressione della vittoria ad ogni costo. Ha ingegno e nervi saldi per approfittarne la «regina» del basket turco, che con rigidità difensiva e transizione ferisce le joniche. La zona dorata delle ospiti è sempre l’area di rigore. Qui le atlete di Ates sfruttano i centimetri, dominando a rimbalzo e negli spazi del tiro. Il primo avvertimento è il 12-7 del 7’, davanti al quale reagisce Brunson, che offre scampoli di basket-show: -1 al 9’. È un fuoco di paglia. A spegnerlo è Istanbul. Il primo frutto lo pescano la «calda» Powell e la «geometrica» Yilmaz: +16 di metà tempo.

Il Cras, che in marcatura subisce e davanti non apre una difesa uguale ad una porta blindata (manca la regia illuminante di Wambe), entra negli spogliatoi in affanno. Alla ripresa Mahoney suona la sveglia: -13. È la profezia sulla ripresa immensa di Taranto. Ma come una tagliola sul capo arriva il quarto fallo di Brunson. Momento delicato, Taylor firma il +16 del 14’. Il canestro dell’australiana è un affronto per Wambe. La belga accende la luce tattica e le pugliesi, che finalmente stringono la cinghia in difesa, accorciano: -9 al 28’ col break di 14-7. 

È l’acuto del terzo periodo di Taranto, che dopo viene ridimensionato dal Fenerbahce. Taylor, spina nel fianco rossoblù, ispira il +15 del 32’. Qui Ricchini rigetta nella mischia Brunson. Momento topico. Godin, Montagnino e Greco vanno all’assalto del gigante turco: -9 al 35’. Ma Tuncluer sullo scadere dei 24” elude il pacchetto arretrato con una «bomba»: 43-55. Qui scoppia l’inferno. 

Taranto abbassa la serranda in difesa ed in attacco firma il -5 al 38’. La miracolosa rincorsa è stoppata da Yilmaz e da un fallo inesistente attribuito a Montagnino. Il Fenerbahce respira: +7 al 39’. Non ci sta Greco: -4 da lontano a -50”. Ma nell’azione seguente l’arbitro Kremer compie uno scempio: la stoppata pulita di Godin su Tuncluer è sanzionata con un fallo. Il Cras si sfalda. E il Fernerbahce, impietoso, lo spinge al tappeto.

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