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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:26

La carica di Brunson: «Cras possibili i quarti di Eurolega»

Il -6 imposto dal Fenerbahce è il risultato giusto secondo la visione di Taranto? A rispondere è l'americana tornata all’alba di ieri coi suoi pensieri sul ko nel primo ottavo di finale. «Mai nessuna sconfitta è giusta quando scendi in campo con la voglia di vincere. Ma loro hanno dimostrato che con l’aggressività ti puoi guadagnare il risultato buono. Venerdì, se vogliamo spuntarla, dobbiamo assumere questo atteggiamento»
• Il centro convocato per l'All Star Game
La carica di Brunson: «Cras possibili i quarti di Eurolega»
di ALESSANDRO SALVATORE

ISTANBUL - Il -6 imposto dal Fenerbahce è il risultato giusto secondo la visione del Cras? A rispondere è Rebekkah Brunson, tornata all’alba di ieri coi suoi pensieri sul ko nel primo ottavo di finale di Eurolega. «Mai nessuna sconfitta è giusta quando scendi in campo con la voglia di vincere. Ma loro hanno dimostrato che con l’aggressività ti puoi guadagnare il risultato buono. Venerdì, se vogliamo spuntarla, dobbiamo assumere questo atteggiamento».

È questa la prima lettura del ko di Istanbul, fatta dal centro americano. Quando Becky approfondisce il suo commento, vengono fuori pezzi di verità. «Siamo partiti col piede giusto» evidenzia la giocatrice di Washington, specchiandosi nel +7 costruito nei primi sette minuti del match dell’altroieri. «Dopo abbiamo pagato le prime difficoltà, perché in campo c’è anche la squadra avversaria, che in questo caso ha sfruttato le sue giocatrici d’area Taylor, Yilmaz e Sutton-Brown». Le tre «deputate» (delle quali australiana e turca parteciperanno all’All Star Game dell’Eurolega il 9 marzo in Polonia, dopo il voto popolare) hanno fatto le fortune della formazione gialloblù, segnando il 74% degli 89 punti finali della squadra, mirando al canestro con una precisione pari al 61,2%. Numeri rafforzati da quel 96,6% dalla lunetta (ben 29 tiri liberi assegnati, con un solo errore) che inchioda Taranto ad una verità: il Fenerbahce ha sfruttato dimestichezza e centimetri sotto canestro. Opera utile a sganciarsi per la prima volta dalle ospiti nel primo tempo (+7 al 14’) e nel secondo (+10 al 22’).

«Una certa leggerezza fisica sotto le plance è un nostro handicap dall’inizio della stagione. In campo abbiamo pensato in prima battuta a limitare Istanbul sull’arco più grande. Ma tirando la coperta sull’esterno, alla fine inevitabilmente questa si è fatta corta». Lo aveva detto Ricchini a caldo, tirando fuori la sua principale «radiografia» della sfida. A riguardo Brunson pensa che «Taranto ha eluso la fisicità del Fenerbahce quando è stata in grado di accelerare la circolazione della palla». La statunitense (schizzata al tredicesimo gradino delle bomber della Champions con una media-punti pari a 16,2: per lei c’è odor di convocazione alla sfida di Gdynia, fronte seconde linee del Resto del mondo) pone l’accento sulla fase calda del match, che Taranto ha riaperto. Dal -10 del 22’ il team rossoblù, sfruttando i suoi momenti di «luce» (Wambe prodiga nel fare il play sua seconda propensione nascendo guardia e Brunson grimaldello delle transizioni con 23 punti su azione), ha riaperto l’affare col 18-7 in 5’ utile al sorpasso del 27’.

La partita è rimasta in bilico sino al 38’ (-4 jonico), dopo il Fenerbahce si è liberato dell’«ombra» tarantina, firmando l’1-0. Domanda spontanea, pensando a domani: quante chance ha il Cras di pareggiare i conti ed alzare le quotazioni come promossa ai quarti di finale sfruttando l’ipotetica “bella” del 10 febbraio? «Per me ci sono buone possibilità - risponde Brunson - ma dobbiamo essere aggressive». L’atteggiamento graffiante può essere favorito dal fattore-PalaMazzola. «I nostri fans sono stupendi e possono darci una mano». Mai come ora, il Cras ha voglia di tornare ad Istanbul. Non di certo per una gita di piacere.

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