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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 16:58

La voglia di Sestu «Bari, sono da A»

Sguardo vispo, abbronzatura marcata, il piglio di chi ha le idee chiare. L'esterno vive il primo giorno barese sprigionando energia da tutti i pori. D’altronde, ha davanti una gran bella chance. Il Bari, la serie A, la possibilità di trovare in Puglia la definitiva consacrazione. «Sono pronto e felice per questa nuova sfida. Sono arrivato nell’ultimo giorno di mercato ma sarei bugiardo se dicessi che non ci speravo»
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La voglia di Sestu «Bari, sono da A»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI  - Sguardo vispo, abbronzatura marcata, il piglio di chi ha le idee chiare. Alessio Sestu vive il primo giorno barese sprigionando energia da tutti i pori. D’altronde, il centrocampista romano ha davanti una gran bella chance. Il Bari, la serie A, la possibilità di trovare in Puglia la definitiva consacrazione dopo aver solo sfiorato, senza prenderla per mano, il paradiso del calcio (Reggina).

Sestu, con quale stato d’animo si appresta a vivere questa avventura in maglia biancorossa?

«Sono pronto e felice per questa nuova sfida che mi aspetta. Sono arrivato a Bari nell’ultimo giorno di mercato ma sarei un bugiardo se dicessi che non ci speravo».

Per lei può essere un bivio.

«Per me era un’occasione da cogliere al volo, so di giocarmi molto perché fare bene nel Bari mi consentirebbe di guardare al futuro con maggiore ambizione».

Quello del Bari è stato il coronamento di un lungo inseguimento.

«Più volte sono stato vicino al Bari, al terzo tentativo è andata bene».

Che tipo di giocatore è Sestu?

«Mi piace saltare l’uomo e servire assist per i miei compagni».

Il suo ex allenatore, Rolando Maran, sostiene che lei si eprima meglio sulla fascia destra.

«In carriera ho giocato prevalentemente a destra ma mi adatto bene anche sulla fascia sinistra. Sono convinto che un allenatore bravo ed esperto come Ventura sappia come utilizzarmi».

Quanto è bello e gratificante ritrovarsi a competere con le «stelle» della massima serie?

«Fa piacere ritrovare la serie A. Lo scorso anno a Reggio proprio sul più bello, quando le cose stavano girando per il verso giusto, ho subito un brutto infortunio ma ho ripreso in fretta e non vedo l’ora di dare il mio contributo al Bari. Lo ripeto, questa è la mia grande occasione».

Che idea si è fatto della squadra biancorossa seguendola a distanza?

«Il Bari gioca un gran calcio, tra i migliori in Italia. So come giocano le squadre di Ventura, possono esaltare un giocatore con le mie caratteristiche. Ma tocca a me impegnarmi, lavorare e dimostrare di meritare una maglia da titolare».

Qui in Puglia ritrova quqalche vecchio amico. Un bel vantaggio, non crede?

«Conosco Barreto, Bonucci, Koman, Sforzini e questo può facilitare il mio inserimento nel gruppo. Spero di dimostrare le mie qualità con l’aiuto dei compagni e ripagare la fiducia di società, allenatore e tifosi».

Quale numero ha scelto?

«Il 77. Il 7, d’altronde, rappresenta il classico numero dell’uomo di fascia. Spero mi porti bene».

E il pubblico barese?

«Ho giocato a Reggio Calabria e conosco molto bene il calore che sono in grado di trasmetterti i tifosi del sud. Ho sempre pensato a Bari come a una piazza esigente sì, ma molto calda e passionale. Ho visto scene incredibili nella stagione del gran ritorno in serie A ma anche in questa stagione la gente si è stretta in maniera incredibile attorno alla squadra. Spero di farmi apprezzare dai baresi. Vorrebbe dire che sto sfruttando bene questa possibilità».

Due trasferte (Atalanta e Cagliari) poi il Milan al «San Nicola» nel posticipo domenicale.

«Un ostacolo alla volta. Credo che la forza di questo Bari sia stata proprio questa. Guai a fare voli pindarici. L’umiltà viene sempre prima di tutto. Ora ci prepariamo per la partita di Bergamo dove troveremo un avversario che non può permettersi ulteriori passi falsi dopo la doppia sconfitta contro Genoa e Sampdoria».

Quando vedremo Sestu in campo?

«Queste sono decisioni che può prendere solo Ventura. Io mi fido di lui. A me tocca solo allenarmi bene e meritare la sua fiducia».

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