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La Juve potrebbe aver somministrato Epo ai calciatori

La conclusione è nella perizia disposta nell'ambito del processo all'amministratore delegato Giraudo e al capo dello staff medico Agricola che rispondono di frode sportiva: la tesi è che sia stato praticato del doping mascherato, attraverso l'uso di farmaci per scopi non terapeutici
TORINO - Non tutte le variazioni nei valori sanguinei dei giocatori della Juventus sono «fisiologiche e compatibili» con l'attività sportiva: c'è la possibilità, almeno in alcuni casi, che sia stata usata una sostanza come l'epo. Sono queste, in sintesi, le conclusioni di una parte delle perizie disposte dal giudice Giuseppe Casalbore al processo per la somministrazione di farmaci ai calciatori bianconeri. A parlarne questa mattina in aula è stato l'ematologo Giuseppe D'Onofrio, uno degli esperti interpellati dal magistrato.
Il processo riguarda l'amministratore delegato Antonio Giraudo e il capo dello staff medico Riccardo Agricola che rispondono di frode sportiva: la tesi è che sia stato praticato del doping mascherato, attraverso l'uso di farmaci per scopi non terapeutici. Il lavoro di D'Onofrio è stato messo in discussione dai consulenti della difesa: «Sono solo ipotesi - ha detto uno di loro - e mi piacerebbe leggerle in un lavoro scientifico. Non sono da portare in un processo dove è in gioco la vita e la reputazione delle persone».

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