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Di Michele e Loviso «Lecce, eccoci»

Sono sbarcati nel Salento con una gran fame di rivincita: non sul Torino, chiariscono subito. Lecce è una seconda chance per dimostrare, anzitutto a loro stessi, di non essere quelli dei primi sei mesi di questa stagione. Reduci dalle tribolazioni all’ombra della Mole (dove erano finiti nel mirino dei tifosi granata), i calciatori entrano in punta di piedi in un gruppo primo in classifica. Ma hanno le idee ben chiare
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Di Michele e Loviso «Lecce, eccoci»
di Marco Seclì

CALIMERA - Sono sbarcati nel Salento con una gran fame di rivincita: non sul Torino, chiariscono subito. Lecce è una seconda chance per dimostrare, anzitutto a loro stessi, di non essere quelli dei primi sei mesi di questa stagione.

Reduci dalle tribolazioni all’ombra della Mole (dove erano finiti nel mirino dei tifosi granata), David Di Michele (avrà la maglia numero 5) e Massimo Loviso (maglia numero 32) entrano in punta di piedi in un gruppo primo in classifica. Ma hanno le idee ben chiare sulla propria missione: «Abbiamo scelto il Lecce per metterci al servizio del mister e dei compagni e contribuire a raggiungere l’obiettivo della serie A».

E che il «clima» del Salento sia diverso da quello sabaudo glielo ha dimostrato l’applauso dello sparuto gruppo di tifosi che li ha accolti al loro ingresso in campo per il primo allenamento, ieri pomeriggio a Calimera.

L’attaccante e il centrocampista centrale hanno firmato domenica all’una di notte, sottolinea Mario Moroni nella presentazione. «Sono qui in prestito dal Torino - dice il vicepresidente - ma ci auguriamo che in futuro questo legame possa diventare qualcosa di più. Significherà che hanno fatto qualcosa di buono per aiutarci a realizzare il nostro programma». Moroni conferma che il loro ingaggio è stato «voluto fortemente da mister De Canio». «A detta del nostro tecnico - prosegue il dirigente giallorosso - la rosa aveva bisogno di altri due innesti e ora David e Massimo hanno il compito di inserirsi in un gruppo già competitivo e apportare il loro contributo nelle 19 partite che restano da qui alla fine del campionato».

Sangue salentino nelle vene («mia madre si chiama Marianna Muscella, è di Casarano e tifa Lecce»), David Di Michele è stato finora una bestia nera per i giallorossi, cui ha segnato ben 7 reti in carriera. Non solo ha fatto gol ai giallorossi, ma ha anche evitato che li subisse una sua squadra. Memorabile l’episodio, Coppa Italia 2004/2005, in cui, dopo aver realizzato una doppietta con l’Udinese, parò un rigore a Vucinic a tempo scaduto (Handanovic era stato espulso). I bianconeri, grazie alla sua prodezza, vinsero 5-4 al Via del Mare e al ritorno eliminarono i giallorossi di Zeman, pure capaci di imporsi per 4-3 al «Friuli». All’epoca il bomber confessò che giocava in porta nelle partitelle con gli amici sulle spiagge di Ugento. «Rimasi fermo al centro dei pali e andò bene», ricorda oggi.

«Vorrà dire che, oltre i gol, dovrò farmi perdonare anche questo», sorride il bomber. A Lecce cerca «una rivincita a livello umano e professionale dopo i momenti difficili vissuti a Torino, ma non serbo rancore verso nessuno». Una scelta convinta, rimarca, dovuta soprattutto alla conoscenza con Gigi De Canio. «Sono già stato con il mister a Reggio Calabria. Raggiungemmo agli spareggi una salvezza su cui nessuno avrebbe scommesso. Quando ho saputo della possibilità del trasferimento, ci siamo sentiti per telefono un paio di volte e gli ho dato la parola che sarei venuto a Lecce anche nel caso in cui avesse chiamato un club di serie A».

Adesso non vede l’ora di dare una mano «a un gruppo che sta già facendo benissimo». In quela posizione preferisce giocare? «Largo a destra o a sinistra, da seconda punta, ovunque. Ho fatto anche la prima punta. Se ci sarò già a Frosinone? Non gioco da un mese ma mi sono sempre allenato e sono pronto. Dipenderà dal mister. Il gol mi manca, spero di riscoprirne presto il gusto».

Massimo Loviso non ha ancora conosciuto De Canio (ieri a Coverciano per la ceriomonia della «Panchina d’oro»), ma nemmeno lui ha esitato davanti alla possibilità di vestire il giallorosso. «Lecce per me è una grossa opportunità - evidenzia il centrocampista - e voglio sfruttarla al massimo. Mi inserisco in un gruppo con grandi qualità, ma sono anche convinto dei miei mezzi. So quello che posso dare e voglio dimostrare qui quello che non sono riuscito a fare a Torino per una serie di circostanze. Sono a disposizione del mister e del gruppo, pronto a dare una mano per il ritorno in serie A».

Prima della parentesi amara in granata, l’anno scorso aveva provato a Livorno l’ebbrezza del salto di categoria. «L’obiettivo è di fare la «doppietta» con il Lecce». Loviso potrebbe diventare il nuovo regista della squadra. «Ho quasi sempre giocato davanti alla difesa - spiega - col compito di ricevere palla e smistarla. Sono abituato a prendermi le mie responsabilità e non mi tirerò indietro».

Il mercato giallorosso si è chiuso ieri con qualche operazione in uscita. Digao ha ottenuto la risoluzione del contratto ed è tornato al Milan, che lo ha girato al Crotone. Vicedomini è andato in prestito alla Paganese. Diarra, che ieri si è allenato regolarmente, oggi sarà ceduto al Bellinzona, dove ha già giocato la scorsa stagione.

Il programma degli allenamenti prevede per oggi una doppia seduta a Calimera. Mister De Canio, specie in attacco, ora ha l’imbarazzo della scelta e dovrà lavorare per «rimodellare» al meglio la squadra alla luce dei nuovi innesti.

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