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Cassano alla Fiorentina È finita prima di iniziare

Per il ds viola Corvino non ci sono gialli da svelare. «Antonio lo conosco da quando aveva 12 anni e lo avevo portato a Casarano. Sono suo amico, so che tra noi c'è stima ed ho mantenuto con lui ottimi rapporti. In un momento d’emergenza avevo pensato a lui e sono certo che la sua disponibilità c'era. Pensavo che avesse bisogno di un amico vicino e che cambiare aria per un pò sarebbe stato nel suo interesse»
Cassano alla Fiorentina È finita prima di iniziare
ROMA – Antonio Cassano alla Fiorentina. Sembrava fatta ed invece il passaggio è tramontato. Ma per il ds viola Pantaleo Corvino non ci sono gialli da svelare. «Nessun caso – ha detto -. In una situazione d’emergenza dovuta alla vicenda Mutu, che abbiamo perso non sappiamo ancora per quanto (per una positività all’antidoping, ndr), ci siamo dovuti far venire qualche idea sul mercato, avendo poche ore a disposizione». «Cassano lo conosco da quando aveva 12 anni e lo avevo portato a Casarano. Sono suo amico, so che tra noi c'è stima ed ho mantenuto con lui ottimi rapporti – ha detto Corvino -. In un momento d’emergenza avevo pensato a lui e sono certo che la sua disponibilità c'era. Pensavo che avesse bisogno di un amico vicino e che cambiare aria per un pò sarebbe stato nel suo interesse. Noi per cinque mesi avremmo potuto dargli una linfa tecnica ed emotiva importante».

«Abbiamo fatto tentativi con la Roma, la Lazio, il Villarreal – ha riassunto il ds – ricevendo dei garbati no. Allora ci siamo rivolti ad una società amica, la Samp, e con Beppe Marotta (ad blucerchiato, ndr) si è aperta la trattativa su Cassano. Partendo dall’idea che il giocatore a Genova stava avendo dei problemi, poteva essere una soluzione interessante per tutti. A Firenze ci sono ancora obiettivi importanti da raggiungere, siamo tra le prime quattro in Coppa Italia e le prime 16 in Europa. Da noi si sarebbe potuto esaltare».

Ma «dopo un quasi sì, che però doveva essere portato a conoscenza della proprietà, mi aspettavo la risposta questa mattina. Invece ieri la Samp con un comunicato ha tolto Cassano dal mercato ed ora la trattativa è tramontata. Tutto è avvenuto con la massima trasparenza».


Insomma, Antonio Cassano resta alla Sampdoria, ma non a dispetto dei santi e, non appena ritroverà la condizione migliore, riavrà un posto da titolare. È quanto ha assicurato Giuseppe Marotta, direttore generale blucerchiato. Resta però la sensazione che la rinuncia al trasferimento in prestito alla Fiorentina, fino a fine stagione, possa ampliare la frattura con il tecnico Gigi Del Neri. «Cassano attira su di sé interessi mediatici davvero straordinari per la sua caratura tecnica – ha detto Marotta -. Ovvio che, all’interno della società richieda una gestione differente rispetto ai suoi compagni. Ma il calcio è uno sport di squadra e l’interesse di quest’ultima è sempre prioritario. Del Neri agisce dall’alto della sua autorevolezza per fare gli interessi della società. Se nella trasferta di Udine ha deciso di non utilizzare Cassano è stato solo per questo, non certo per litigi tra i due».

Il rapporto tra Cassano e Del Neri si basa ormai su un equilibrio instabile? «Instabile mi sembra una parola forte. Penso che lui debba capire che non è più un ragazzo, ha delle responsabilità. Lavora in una società in cui ci sono degli equilibri da salvaguardare. Da quando è qui è sicuramente molto migliorato e alla Samp non ha mai creato problemi dal punto di vista umano. E devo dargli atto che anche in questa situazione ha recepito le indicazioni dell’allenatore senza protestare. Quindi mi auguro che quanto prima possa rimettersi a disposizione. Che poi il suo valore tecnico sia superiore a quello dei compagni è un dato di fatto».

I fischi dei tifosi, ieri a Marassi, hanno amareggiato Del Neri e dato l’impressione che, se c'è un attrito tra i due, il pubblico sia schierato con Cassano. Ma Marotta non è d’accordo: «I fischi sono giunti solo da qualche centinaio di persone, sui 20.000 presenti allo stadio. Del Neri non solo è un ottimo professionista, ma anche uno degli artefici di questa classifica, in piena sintonia con i nostri programmi. Ha valorizzato diversi giovani. Cosa possiamo chiedergli di più?».

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