Cerca

Bari-Palermo  Parziale: 4-2 al 90' Diretta della partita

Si riparte nella serie A di calcio. La convinzione è che il mondo biancorosso non si sia fermato a Bologna, davanti ad una sconfitta che, sì non è piaciuta, ma che ci può stare. La certezza è che il Bari ricomincia l’assalto al suo piccolo-grande campionato. Umiltà e compattezza per ripartire
Bari-Palermo  Parziale: 4-2 al 90' Diretta della partita
di Fabrizio Nitti

BARI - Si riparte. La convinzione è che il mondo biancorosso non si sia fermato a Bologna, davanti ad una sconfitta che, sì non è piaciuta, ma che ci può stare. La certezza è che il Bari ricomincia dal Palermo l’assalto al suo piccolo-grande campionato, provando a scrollarsi di dosso le scorie dello stop sulla Via Emilia. Una settimana «tranquillamente» mossa. Dall’appello di Perinetti alle parole dei giocatori, fino a quelle di Ventura, che ha atteso la vigilia della terza di ritorno per esternare il suo pensiero. Profondo, globale, incisivo, educato e forse anche doveroso. Ma, in fondo, il Bari di Bologna non è piaciuto neanche a lui, cultore del bel gioco e fautore della prestazione prima di tutto.

Un Bari che si ritrova davanti una delle formazioni tecnicamente più forti del campionato ed ora anche tatticamente molto più solida vista la cura di Delio Rossi, un tecnico stranamente rimasto fermo nei primi mesi della stagione. È stata una settimana di «scarico» per i biancorossi, lavoro un po’ più leggero considerando le fatiche e l’affaticamento riscontrate nella scorsa settimana.

Umiltà e compattezza per ripartire, volontà e ritorno alle solite antiche conoscenze, quelle che hanno saputo stupire l’Italia del pallone e far decollare il Bari.

«Il dato più importante per me - dice il tecnico biancorosso - sarebbe quello di riprendere a fare un certo tipo di calcio, giocare con una certa mentalità. Lo riterrei fondamentale. Non posso pensare, infatti, che il Bari non perda più da qui fino alla fine del campionato. Ora, lasciatemi dire una mostruosità: tra vincere con un unico tiro in porta e non vincere costruendo 5-6 palle gol, giocando a due tocchi, preferisco la seconda ipotesi, perchè mi lascerebbe tranquillo per il futuro».

Sei vittorie, tre pareggi ed una sola sconfitta al San Nicola, dove i biancorossi di Ventura hanno sempre saputo farsi rispettare. Come fermare il Palermo, come provare a vincere? «Già il fatto che mi si chieda come si può fermare il Palermo, è un gratificazione. Il Palermo attuale è quello della vittoria per 2-0 sul campo del Milan, dei tre gol alla Fiorentina, dei 17 punti in sette partite e degli investimenti pazzeschi. Una squadra di assoluta qualità e che con Rossi ha trovato una grande condizione. È evidente che si tratta di una partita di grandissima difficoltà».

Detto questo, l’allenatore genovese allarga i confini del suo discorso: «Non mi posso far intaccare da una sconfitta come Bologna o da una possibile scivolata con il Palermo. Io devo conservare la serenità necessaria per raggiungere l’obiettivo, che è la salvezza. Restare in A significherebbe gettare le fondamenta per un futuro solido. Resto dell’idea che il tifoso ha il diritto e il dovere di sognare, gioire, soffrire e arrabbiarsi... Poi, però, tutti insieme tifiamo Bari. Le parole che ha adoperato Sabatini (d.s. del Palermo, ndr) nei nostri confronti mi riempiono di orgoglio. Ha detto che solo la Roma di Totti ha fatto qualcosa di simile al Bari, qualcosa che non si vedeva da anni in tutta Europa. C’è un’altra verità, la serie di infortuni che ci ha penalizzato. Sapete che l’ottanta per cento dei nostri gol sono scaturiti dagli assist di Kutuzov? Una perdita pesantissima che adesso passa quasi sotto silenzio. Come quella di Ranocchia. La nostra è una squadra che va elogiata in blocco. Il nostro traguardo è la salvezza. Ci servono più o meno undici punti, più o meno quattro vittorie in diciassette partite che ancora restano da disputare»

Capitolo mercato, ormai prossimo alla chiusura. Il Bari è sempre a caccia di un esterno: «Abbiamo fatto ciò che potevamo - racconta Ventura -. volevamo prendere Castillo e Cerci, siamo riusciti a far arrivare solo l’argentino. Anche Brienza sarebbe stato adatto, ma la sua comproprietà costa più del Bari intero... Faremo un ultimo tentativo per Cerci, ma non ci credo più. Altrimenti restiamo come siamo».

Lunedì, ad ogni modo, scintille finali. Resta aperta la pista Foggia, che la Lazio girerebbe in prestito oneroso al Bari.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400