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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 02:51

Bari, tramonta Cerci Ingaggiato Pisano

Fumata grigia, quasi nera. L’affare è quasi sfumato, dopo aver atteso una vita calcistica, forse troppo. Alessio Cerci, ribattezzato anche il Thierry Henry di Valmontone, al novanta per cento non sarà un giocatore del Bari. Teniamoci aperta una finestrella del dieci per cento perché nel calcio vale tutto e il contrario di tutto. «Non sono ottimista - dice Perinetti -. Anzi, non lo sono mai stato»
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Bari, tramonta Cerci Ingaggiato Pisano
di Fabrizio Nitti

BARI - Fumata grigia, quasi nera. L’affare è quasi sfumato, dopo aver atteso una vita calcistica, forse anche troppo. Alessio Cerci, ribattezzato anche il Thierry Henry di Valmontone, al novanta per cento non sarà un giocatore del Bari. Teniamoci aperta una finestrella del dieci per cento perché nel calcio vale tutto e il contrario di tutto. «Non sono ottimista - dice Perinetti -. Anzi, non lo sono mai stato».

Fra la Roma e l’esterno offensivo mancino c’è stato un sostanziale riavvicinamento. Pradé, direttore sportivo della Roma, e il procuratore del giocatore hanno raggiunto l’intesa di rivedersi ai primi di febbraio per discutere dell’allungamento del contratto. Situazione del tutto nuova rispetto al passato, «suggerita» pure dalle pressioni di Claudio Ranieri, evidentemente soddisfatto dalle prestazioni di Cerci negli ultimi tempi. Fra campionato, Europa League e Coppa Italia, infatti, al tecnico romano non dispiacerebbe poter contare su una pedina di qualità in più. Salta, naturalmente, anche l’arrivo dell’esterno sinistro difensivo Pitt, che la Roma aveva inserito nella trattativa, tipo «prendi due e paghi uno».

E così, dopo aver raggiunto l’accordo sia con la Roma che con il giocatore, il Bari si è beccato un bel contropiede. Di Cerci e del Bari si era cominciato a parlare fin dai giorni di agosto, quando intervenne Spalletti, allora allenatore giallorosso, a imporre l’alt: «Viene con noi in ritiro e poi si vedrà». Il feeling è rimasto vivo anche nei mesi successivi, tanto che ad un certo punto il trasferimento di Cerci in Puglia era ritenuto ormai fatto. Il Bari si è fidato, tralasciando forse un po’ troppo precipitosamente le altre piste. A pochissimi giorni dalla chiusura del mercato sarà difficilissimo rimediare un altro esterno, un’alternativa valida e in grado di soddisfare le esigenze della squadra. La batteria di «ali» a disposizione di Ventura rischia di restare quella attuale. E cioé con Alvarez che sta tirando la carretta dall’inizio, Rivas perennemente in condizioni precarie, Koman che non è un esterno vero e Kamata che non assicura grande continuità. Va a finire che, quasi per forza di cose (anche per via del fatto che nessuno pare intenzionato a prenderlo), i biancorossi dovranno in qualche modo recuperare Langella.

Negli ultimi giorni si è parlato di Pasquale Foggia, esterno della Lazio: pur se l’operazione non si presenta complessa, c’è da fare i conti con un ingaggio di livello superiore. Si era sussurrato anche di Schelotto del Cesena, da prelevare assieme al Genoa: ma con i romagnoli ai vertici della B è una soluzione già tramontata.

Perinetti, però, ieri sera ha chiuso un’altra operazione, uno scambio di prestiti con diritto d'opzione. Antonelli al Torino, Marco Pisano (classe 1981) al Bari. Pisano è un esterno sinistro difensivo che all’occorrenza può essere utilizzato da centrale. L’arrivo dell’ex granata, consentirebbe a Ventura di utilizzare Salvatore Masiello anche come esterno sinistro alto.

Capitolo cessioni, perché il Bari ha pure necessità di fare movimenti in uscita. Greco e Sforzini si giocano un posto con Ventura. L’ex genoano è finito nel mirino del Cesena, il lungo centravanti sembra invece ad un passo dall’Empoli. Uno andrà via, resta da capire chi dei due si farà convincere prima. C’è sempre il Piacenza su Paro, ma anche qui la trattativa è tutta da definire; e il Gallipoli che potrebbe provare a rilanciare le quotazioni di Volpato.

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