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Martedì 24 Ottobre 2017 | 06:04

Il Portogallo elimina l'Inghilterra ai rigori (8-7)

Il primo quarto di finale degli Europei deciso dal dischetto dopo una partita vibrante. Subito in gol Owen (3') su errore della difesa. Pareggia Postiga all'83'. Nei supplementari gioiello di Rui Costa (110'). Lampard (115') porta la squadra ai rigori. Decisivo il portiere Ricardo, che para e segna gli ultimi due tiri. I lusitani aspettano Svezia o Olanda
Europei: Portogallo - InghilterraPORTOGALLO-INGHILTERRA 8-7 dcr (0-1; 1-1; 1-1, 2-2)

PORTOGALLO: Ricardo 6.5; Miguel 7 (33' st Rui Costa 8), R.Carvalho 7, Andrade 6, Nuno Valente 6; Costinha 5 (18' st Simao 7), Maniche 6.5; Figo 6.5 (30' st Postiga 7), Deco 6, C.Ronaldo 7; Nuno Gomes 6. In panchina: Quim, Moreira, Paulo Ferreira, Rui Jorge, Couto, Petit, Beto, Tiago. Allenatore: Scolari
INGHILTERRA: James 6.5; G.Neville 6.5, Terry 6.5, Campbell 7, A.Cole 6.5; Beckham 6, Gerrard 7 (36' st Hargreaves 6.5), Lampard 7, Scholes 5.5 (12' st P.Neville 6); Owen 7.5, Rooney 6 (27' pt Vassell 6.5). In panchina: Robinson, Walker, Bridge, Carragher, Butt, J.Cole, Dyer, Heskey. Allenatore: Eriksson
ARBITRO: Meier (Svizzera) 6.5.
RETI: 3' pt Owen, 38' st Postiga, 5' sts Rui Costa, 10' sts Lampard.
NOTE: Ammoniti: Gerrard, G.Neville, Costinha, Deco, P.Neville, R.Carvalho. A
ngoli: 14-9 per il Portogallo. Recuperi: 1' pt e 3' st. Successione rigori: Beckham (alto), Deco (gol), Owen (gol), Simao (gol), Lampard (gol), Rui Costa (alto), Terry (gol), C.Ronaldo (gol), Hargreaves (gol), Maniche (gol), A.Cole (gol), Postiga (gol), Vassell (parato), Ricardo (gol).

LISBONA - Ha vinto Scolari, ha perso Eriksson. A decidere le partite sono sempre i giocatori, ma a volte capita che le sostituzioni siano determinanti, il brasiliano le ha indovinate, lo svedese no e anche se alla fine il Portogallo la semifinale l'ha conquistata ai rigori (ben 14, del portiere Ricardo quello decisivo). Felipao, sotto di un gol dal 3' all'83' per il vantaggio inglese di Owen, nel corso della gara ha cambiato tutto, inserendo punte e mezzepunte al posto di difensori e interditori. Prima dentro Simao, poi Postiga, quindi Rui Costa, ovvero l'assist-man del gol dell'1-1, l'autore del pari e il marcatore del momentaneo 2-1 al 5' del secondo tempo supplementare. Eriksson i cambi li ha sbagliati, ha tolto Scholes inserendo Phil Neville, un errore alla Trapattoni, una mossa per coprirsi e difendere il vantaggio. Ma l'Inghilterra esce a testa alta, per cuore, grinta e il bel gioco del primo tempo avrebbe meritato la semifinale. Una gran partita, una sfida d'altri tempi con 120' minuti di grandissimo calcio. E' stato vero spettacolo al Da Luz, in campo e sugli spalti. In 60.000 hanno riempito lo splendido impianto di Lisbona, il Portogallo gioca in casa ma inglesi non sembrano di meno e sono anche più rumorosi. Forse perché già al 3' Michael Owen gira in rete, con uno splendido esterno destro spalle alle porte, un rilancio di James che sarebbe stato innocuo se Costinha non lo avesse follemente prolungato alla ricerca di Ricardo. Perfetto l'inserimento dell'ex «golden boy», efficace e delizioso il suo «shoot» d'esterno.
0-1 dopo 2'25'', una mazzata per tutti non per l'orgoglio dei portoghesi che, per una volta, mettono da parte il «fado» e reagiscono rabbiosamente. Le due squadre si conoscono bene, Eriksson qui è di casa e del calcio portoghese sa ogni segreto, in più c'è la sfida galattica tra i madridisti Figo e Beckham e la «spia» del calcio britannico, nell'11 di Scolari, si chiama Cristiano Ronaldo, il baby-fenomeno che si è messo sulle spalle il 7 e il peso dell'eredità di Beckham al Manchester. Il gol-lampo di Owen, l'atmosfera magica del Da Luz e il fatto che le due squadre si conoscono bene, fa saltare le fasi di studio. Ritmi folli, in campo ci sono 22 «invasati» dai piedi buoni e non solo: Gerrard e Lampard sono due gladiatori, Maniche un combattente dal destro esplosivo. Nel Portogallo non c'è lo squalificato Pauleta, al suo posto Nuno Gomes, l'uomo che ha «matado» la Spagna. Rui Costa, ma non è una sorpresa, va in panchina. Eriksson schiera l'11 titolare, Sven non ha mai avuto dubbi sulla formazione tipo, gli inglesi giocano con la numerazione di un tempo: dall'1 all'11. Dopo il gol di Owen, bastano 3 minuti al Portogallo per insidiare la porta di James che, al 6', trema su una combinazione Figo-Ronaldo. Al 9' Maniche lo costringe in angolo con un gran destro. Un minuto dopo Deco-Figo-Nuno Gomes e palla che sfila in corner sfiorando il palo. Inglesi alle corde, ma dopo lo sfogo portoghese, Beckham buca la barriera su punizione, la palla filtra e finisce sui piedi di «Pelè-Rooney» (il paragone è di Eriksson, ndr) che impegna Ricardo in angolo.
Difficile tenere il conto delle occasioni da gol. Grande intensità, la sfida tra i galattici la vince Figo, Beckham (sotto gli occhi della ricercatissima moglie Victoria) si limita a fare il proprio compitino, ma lo fa bene. Eriksson perde Rooney al 27' per un problema alla caviglia, dentro Vassel che trova subito il modo per servire lo scatenato Owen che di destro costringe Ricardo in angolo. Qualche minuto prima James rischia la «frittata» su un cross basso di Ronaldo. Si va negli spogliatoi con l'Inghilterra avanti di un gol e dopo 45' di puro spettacolo. Sarebbe normale aspettarsi una ripresa al rallentatore, ma c'è ancora tanta birra. Le occasioni non fioccano come nel primo tempo anche perché l'«italiano» Eriksson toglie il deludente Scholes e inserisce il prudente Phil Neville. Inghilterra più coperta, per i lusitani ci sono meno spazi e bisogna stare attenti ai velocissimi Owen e Vassell. Scolari decide di osare, fuori Costinha dentro Simao che, al 21', sfiora il gol con un gran destro. Al 29' ci prova anche Figo con un destro che James devia in angolo. La mossa che non ti aspetti arriva qualche secondo dopo: Scolari toglie Figo ed inserisce Postiga, il capitano del Portogallo ha la stessa faccia di Baggio quando Sacchi lo tolse ad Usa94 contro la Norvegia. Il tempo passa, il gol non arriva e Scolari si gioca il tutto per tutto: dentro Rui Costa fuori Miguel. Sarà fortuna, sarà bravura, ma la realtà è che è stato proprio Helder Postiga, il sostituto di Figo, a trovare il pareggio di testa, all'83', ed il cross è di Simao.
Felipao ha indovinato, ma chissà se ha indovinato Meier quando, al 90', ha annullato un gol a Campbell che dopo aver centrato la traversa, aveva raccolto la respinta dopo una mischia furiosa e messo dentro. Meier ha visto un fallo sul portiere.
Si va ai supplementari e le emozioni continuano a fioccare. Partita davvero incredibile che sembra decisa quando al 6' del secondo tempo supplementare Manuel Rui Costa esplode un destro di rara potenza che batte imparabilmente James. Sembra finita, ci fosse stato ancora il «golden gol» lo sarebbe, ma c'è il «silver gol» e l'Inghilterra trova l'ultimo colpo di reni con una girata in mischia di Lampard che sigla il 2-2 gettando nello sconforto il Da Luz.
I rigori, crudeli più che mai, inizia la serie Beckham che sbaglia sparando in curva, ma sbaglia anche Rui Costa. Al 13esimo penalty Ricardo respinge la conclusione di Vassel, poi si presenta sul dischetto e infila James di destro: Portogallo in semifinale, Inghilterra a casa, questa volta a piangere sono gli inglesi che nel '66 avevano fatto uscire in lacrime Eusebio nella semifinale mondiale.
Antonio Ricotta

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