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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 05:43

L'Enel Brindisi pensa al mercato vuol prendere un altro giocatore

Santi Puglisi, team manager dei pugliesi: «Un ulteriore rinforzo non guasterebbe. C’è da fare una riflessione: se gli obiettivi sono importanti si deve considerare una componente che non può essere messa da parte: questione acciacchi. Noi abbiamo il problema di Cardinali.  Mettete che debba star fermo per qualche settimana è fin troppo evidente che le rotazioni si ridurranno a sette. Allo stato non c’è urgenza. Ma...»
L'Enel Brindisi pensa al mercato vuol prendere un altro giocatore
di Franco De Simone

BRINDISI - Se le parole hanno un senso, il giorno dopo lo scontro di Rimini, è importante conoscere il pensiero di un saggio, qual è il team manager dell’Enel Basket, Santi Puglisi.

«E’ una squadra in continua crescita, ma che sabato, ad un secondo e tre decimi dal termine, mi ha fatto tremare e, allo stesso tempo, mi ha fatto urlare contro quanti già ballavano e cantavano per un successo che era tutto da conquistare».

Perchè mai?

«Perchè mi sono tornate alla mente le immagini della gara dello scorso anno con Varese. Certo la situazione era diversa, ma nel basket le partite finiscono quando la squadra è nel pullman, mai prima. Di episodi che sostengono questa tesi esiste una lunga casistica».

Però l’Enel Basket...

«Ha vinto ed oggi siamo tutti contenti, soprattutto perché ci siamo ripresi il maltolto dell’andata. Quella sconfitta ci era rimasta indigesta».

Ora viene il bello.

«No, ora diventa tutto molto difficile, soprattutto se si dovesse peccare di presunzione. Nessuno deve pensare che il più è fatto. Già domenica, contro il Casalpusterlengo dobbiamo iniziare a pensare, già da oggi, ad essere molto più guardinghi. Affronteremo una squadra che, rispetto all’andata, è cambiata molto. È la squadra che ha portato Crispin alla ribalta nazionale con quel suo 10/10, ma ora ha un volto diverso».

Che fa? Mette le mani avanti?

«Assolutamente, no. Sto solo dicendo che la prossima gara non potrà mai essere considerata una formalità. Lo dice la prudenza che dev’essere sempre tenuta in primo piano, l’avalla l’equilibrio del campionato».

Aveva preventivato l’exploit dell’Enel nel girone di ritorno?

«La frequento sin dal precampionato e sin dall’allora ho notato un costante rendimento. All’inizio la squadra si è espressa a corrente alternata; ora che l’assemblaggio è stato completato, che Crispin si è imposto una sorta di autodisciplina, penso che non si potrà far altro che crescere».

Omar Thomas ha conquistato i tifosi.

«Sapevamo bene che lui è un giocatore fatto apposta per il campionato italiano. È un perfetto jolly. Sa adattarsi a tutto. Non è un “4” ma può farlo. Come dicevano una volta gli allenatori lui è un giocatore che produce. Anche se un giorno non dovesse giocare come sa e può lui salverà sempre la sua prestazione».

Una sua frase, lo scorso anno, è rimasta nell’immaginario dei tifosi. Ci sono “pippe” in questa squadra?

«Direi proprio di no. Sapete perché? È stata concepita con criteri diversi rispetto a quello dello scorso campionato. Ci sono otto uomioni perfettamente utili e due giovani che si stanno sacrificando nella certezza di acquisire una buona esperienza».

C’è necessità di acquisire all’organico un altro giocatore?

«Non guasterebbe. Un ulteriore rinforzo non guasterebbe. C’è da fare una riflessione: se gli obiettivi sono importanti si deve considerare una componente che non può essere messa da parte: questione acciacchi. Ora noi abbiamo il problema di Cardinali che oggi si sottoporrà a risonanza magnetica per rilevare l’infortunio. Non sono un medico e non mi pronuncio. Ma mettete che Cardinali debba star fermo per qualche settimana è fin troppo evidente che le rotazioni si ridurranno a sette. Allo stato non c’è urgenza di ricorrere al mercato. Ma restare molto attenti alle situazioni dovessero manifestarsi, a mio modo di vedere è oltremodo importante».

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