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La capolista Trento illumina  Taranto s’inchina in tre set

L'Itas Trentino è lontano anni luce dalla Prisma. La prima in classifica della serie A1 di pallavolo maschile, campione d’Europa e del mondo, frusta la formazione rossoblù. Il suo volley luminoso acceca presto i pugliesi, che con la loro inerzia (incapacità di pressare l’ospite una volta ben conquistato il cambio palla) mettono raramente in discussione lo strapotere avversario nella ventiduesima giornata del torneo
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La capolista Trento illumina  Taranto s’inchina in tre set
PRISMA Taranto- ITAS Trento 0-3 

PRISMA TARANTO:Suxho 1; Rivaldo 11; Cozzi 3, Candellaro 3; Cleber 7, Bartman 14; Ricciardello (L); Westphal, Montagna (L). N.e: Quartarone, Elia, Moretti. All. Serniotti.
ITAS DIATEC TRENTINO: Raphael 2; Vissotto 4; Sala 8, Birarelli 10; Kaziyski 14, Juantorena 9; Bari (L); Zygadio, Sokolov 10, Riad, Herpe, Gallosti. All. Stoytchev.
ARBITRI: Ippoliti di Pescara e Cesare di Roma.
NOTE - Progressione set: 18-25 (23’), 17-25 (26’), 19-25 (24’), in 73’. Battute sbagliate: Taranto 9, Trento 8; battute vincenti: Taranto 0, Trento 3; Muri vincenti: Taranto 2, Trento 13. Spettatori: 2500.

TARANTO - Il Trento è lontano anni luce dalla Prisma. La capolista, campione d’Europa e del mondo, frusta la formazione rossoblù. La sua pallavolo luminosa acceca presto i pugliesi, che con la loro inerzia (incapacità di pressare l’ospite una volta ben conquistato il cambio palla) mettono raramente in discussione lo strapotere avversario.

L’avvio è bilanciato: 5 pari. Ma è calma apparente. Presto la serenità della Prisma viene spazzata dall’ingegnosa Itas Diatec. Dalla panchina il bulgaro Stoytchev telecomanda la sua macchina. A renderla infallibile è la regia briosa di Raphael, che sfrutta l’attenta ricezione (78% di positività) dei compagni. Dopo aver aperto per primo il Trento show, il martello Kaziyski (8 punti nel parziale) è imitato da Birarelli e dall’ex Vissotto, acume di un attacco da favola. L’armonia ospite spinge nel panico Taranto. Suxho, l’alzatore albanese, è in affanno. Non ha forza e soprattutto complici per provare ad invertire la rotta. Serniotti toglie Bartman (due gaffe in schiacciata che causano il 13-19) e inserisce Westphal. Il tedesco non può fare miracoli davanti ad una corazzata. Il suo 25-18 arriva in un soffio.

Di un’altra pasta l’inizio del secondo periodo. La Prisma capisce che solo aumentando i battiti del suo volley, può pensare di mettere il match nel binario dell’equilibrio. Cleber l’agonista accende il settore offensivo e Taranto si anima di speranza davanti al 10 pari. Ma Trento è una sfinge e non si fa mettere sotto pressione. Stoytchev olia un po’ i fondamentali e la sua squadra torna a rullare: 18-15, 22-16, 25-17. Gli jonici, con un Suxho sempre precario, spariscono nuovamente dalla scena.

Poco cambia nel terzo set. Trento fila leggera. Raphael dirige con armonia la sua orchestra. Musica lieta per il pubblico del PalaMazzola (spettatori da più parti del sud), che è trasversale nella buona tradizione dei match di lusso del volley. Un raggio di fair play che scalda una Prisma infreddolita dalla sue incomprensioni tattiche. I pugliesi si dimenano, ma finiscono per sbattere contro il muro di Trento. Nel senso ideale, ma soprattutto materiale come dimostra il 13-2 nel duello del fondamentale.

Fortunatamente per Taranto, non tutti gli avversari si chiamano Itas Diatec. Dunque, da domani Serniotti potrà tornare a lavorare sulla partita possibile di sabato 6 (anticipo televisivo alle ore 16) in casa del Monza. Dopo la Coppa Italia (i pugliesi la guaderanno in poltrona) tornerà l’A1. Sino ad allora Taranto avrà modo di riprendersi dalla scoppola. Puntando sulla rinascita.

Alessandro Salvatore

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