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La Rep. Ceca non fa sconti: Germania eliminata

I cechi, già qualificati (avranno la Danimarca), vanno in campo con molte riserve. Ballack al 21' porta in vantaggio i tedeschi, ma Heinz pareggia i conti al 30' con una magistrale punizione. Nella ripresa, entrano Poborsky e Baros, che punisce al 77' la squadra di Voeller, precedentemente sciupona in due occasioni
GERMANIA-REPUBBLICA CECA 1-2 (1-1)

Germania (3-4-2-1): Kahn 6, Friedrich 6, Nowotny 5, Woerns 5, Frings 5 (1' st Podolski 5.5), Hamann 5 (33' st Klose s.v.), Schweinsteiger 6 (41' st Jeremies s.v.), Lahm 6, Schneider 6, Ballack 6.5, Kuranyi 5. (12 Lehmann, 23 Hildebrand terzo portiere, 2 Hinkel, 6 Baumann, 9 Bobic, 14 Brdaric, 15 Kehl, 17 Ziege, 18 Ernst). All.: Voeller 5.
Repubblica Ceca (4-4-2): Blazek 6.5, Jiranek 6.5, Bolf 6, Rozenhal 6, Mares 6, Plasil 5.5 (25' st Poborsky 6.5), Galasek 6 (1' st Huebschman 6.5), Tyce 6, Vachousek 6.5, Heinz 7, Lokvenc 6 (14' st Baros 7). (1 Cech, 23 Kinsky terzo portiere, 2 Grygera, 6 Jankulovski, 7 Smicer, 9 Koller, 10 Rosicky, 11 Nedved, 21 Ujfalusi). All.: Brueckner 7.
Arbitro: Hauge (Norvegia) 6.
Reti: nel pt 21' Ballack, 30' Heinz; nel st 32' Baros.
Angoli: 8-1 per la Germania. Recupero: 2' e 3'. Ammoniti: Nowotny, Tyce e Woerns per gioco scorretto, Lahm per comportamento antiregolamentare.
Spettatori: 47.000.

** I GOL **

Germania-Rep. Ceca21' pt: appoggio di Schweinsteiger a Ballack che in corsa spara un gran sinistro all'incrocio dei pali;
30' pt: punizione dal limite per i cechi dopo un fallo di Lahm su Heinz: perfetta esecuzione, con il sinistro, da parte dello stesso Heinz, e palla che si infila nell'angolo alto alla sinistra di Kahn;
32' st: Baros conquista palla a metà campo, sfugge via a Nowotny e poi evita anche Woerns. Kahn respinge la sua prima conclusione ma non può nulla sulla seconda.

LISBONA - C'è un'altra illustre eliminata, dopo Spagna e Italia va a casa anche la Germania. La Repubblica Ceca non le ha fatto sconti, dando una bella dimostrazione di lealtà sportiva a tutte le altre partecipanti all'Europeo. Aveva ragione il ct dei ceki Karel Brueckner quando diceva che i rincalzi sarebbero stati all'altezza dei titolari, per la voglia di mettersi in luce e poi perchè i ceki avevano, da otto anni, un conto da regolare con i tedeschi. Ora quel golden gol di Bierhoff nella finale continentale del '96 a Wembley è stato almeno parzialmente vendicato. Alla fine per i giocatori in maglia rossa e i loro numerosissimi tifosi è stata festa grande.
Nel girone D passa, grazie al secondo posto, l'Olanda, con 4 punti e uno in meno dei 5 ottenuti nel gruppo C dall'Italia. Cifre che aggiungono un pizzico di amaro in più alla scomparsa dal Portogallo dei ragazzi di Trapattoni. Gli arancioni saranno invece gli avversari nei quarti della Svezia, ma a promuoverli sono state soprattutto la forza della Repubblica Ceca, apparsa un'autentica corazzata e con un campione in grado di fare la differenza, ovvero Milan Baros (per il suo show gli è bastato giocare nell'ultima mezz'ora), e la pochezza offensiva della Germania. Incredibile ma vero, la nazionale che fu di Uwe Seeler, Gerd Muller e Rudi Voeller (ora negli scomodi panni del ct) non sa più segnare, non avendo più attaccanti all'altezza.
A nulla le serve affidarsi al brasiliano naturalizzato Kuranyi nè al giovanissimo Podolski. Klose è l'ombra di quello che incantò due anni fa nella prima parte del Mondiale, Ballack non può fare l'uomo ovunque e poi essere sempre lucido in fase di conclusione. Ha timbrato il suo cartellino anche stasera (per lui gol n. 20 in nazionale), ma è apparso troppo solo nel deserto di una mancanza di gioco che ha giustamente penalizzato la sua nazionale: unica consolazione per la Germania e per Voeller (altri due anni di contratto) è che si lavora in prospettiva Mondiali 2006, quelli da giocare in casa, però bisogna affrettarsi a trovare una punta degna di questo nome.
La Rep. Ceca ha fatto capire di voler giocare la partita fin dall'inizio, mettendo alle corde una Germania presentasi con un centrocampo molto fitto e una sola punta di ruolo in avanti. Dopo 5 minuti Jiranek avrebbe potuto fare 1-0 ma Kahn ha salvato. L'unica altra emozione è stato un tiro di Ballack deviato al 22' poi è arrivato il gol: bell'appoggio di Schweinsteiger a Ballack e sinistro del numero 13 che s'infila all'incrocio dei pali. Ma il vantaggio tedesco è durato poco, perchè Galasek e compagni hanno continuato a correre come matti e a macinare gioco. Così al 30' Heinz, sinistro magico del Banik Ostrava, ha pareggiato con una splendida punizione nel sette. Nel recupero Lokvenc avrebbe potuto dare il vantaggio ai suoi, ma Kahn ha salvato la Germania un'altra volta.
Germania-Rep. CecaLa ripresa comincia con Voeller che osa, mettendo una punta, Podolski, al posto del centrocampista Frings, ma la pressione tedesca provoca solo una serie di calci d'angolo. Il migliore è Lahm, padrone della fascia sinistra: su un suo cross Ballack centra il palo, poi Schneider spreca facendosi deviare il suo tap-in corner. C'è anche un salvataggio sulla linea di Huebschman su colpo di testa di Woerns, poi sale in cattedra il Maradona di Ostrava, Milan Baros, entrato nel frattempo perché Brueckner ha voluto regalare uno scampolo di partita a lui e Poborsky (rigenerato dopo l'esperienza italiana).
E proprio Baros, già decisivo contro l'Olanda, regala il successo ai suoi, partendo da centrocampo, evitando Woerns e Nowotny e poi infilando un Kahn con l'aria cupa dei giorni peggiori. Oggi davanti a sè non aveva Ronaldo come a Yokohama, ma solo Baros: il problema è che anche il n. 15 ceko si sta avviando a diventare un fenomeno. Anzi, lo era già quattro anni fa, quando fu il protagonista assoluto degli Europei under 21 vinti dall'Italia di Tardelli, e la Fiorentina non lo volle anche se lo avrebbe pagato soltanto 300 milioni di lire. Chissà dove sarebbero adesso i viola...

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