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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:03

Gallipoli, botta e risposta tra Barba e i D’Odorico

Dopo una bella impresa, il pareggio in casa della capolista Cesena, ecco spuntare nuovi fantasmi. Venerdì agenti della Guardia di Finanza, su istanza dell’ex presidente, hanno notificato alla nuova proprietà un ordine del Gip di Lecce per il sequestro preventivo e cautelativo delle quote societarie. Barba in questo modo intende garantire i propri crediti. Si prevede una lunga e pesante battaglia legale
Gallipoli, botta e risposta tra Barba e i D’Odorico
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Quando si dice il tempismo. Ancora una volta dopo una bella impresa, il pareggio in casa della capolista Cesena, ecco spuntare nuovi fantasmi sul Gallipoli. Venerdì agenti della Guardia di Finanza, su istanza dell’ex presidente Vincenzo Barba, hanno notificato alla nuova proprietà del Gallipoli un ordine del Gip di Lecce per il sequestro preventivo e cautelativo delle quote societarie. Barba in questo modo intende garantire i propri crediti. Si prevede una lunga e pesante battaglia legale con la famiglia D’Odorico (proprio mentre si cercava di rinegoziare il prezzo di compravendita), che chiederà l’immediato dissequestro delle quote sociali prima di lanciarsi in eventuali procedimenti per tutelare la propria immagine.

A far perdere la pazienza di Barba sono stati due episodi: la cessione di Di Gennaro ed il conseguente depauperamento del patrimonio societario, senza neanche la corresponsione parziale del credito vantato; la ventilata cessione della società ad una fiduciaria. «Tutto è legittimo, tranne l’ordine di sequestro», risponde D’Odorico.

SEQUESTROL’istanza di sequestro, presentata dagli avvocati Sambati e Matino, arriva dopo uno stallo durato oltre 5 mesi. Un periodo entro il quale Barba avrebbe dovuto incassare gran parte dei soldi pattuiti con Daniele D’Odorico per la cessione del Gallipoli (3,5milioni di euro). «Dopo mesi di responsabile silenzio, devo precisare che a tutt’oggi non mi è stato né versato e nemmeno garantito un solo euro della trattativa in base alla quale Daniele D’Odorico ha acquistato la proprietà del sodalizio sportivo. Spiace essere arrivati a questo punto. Ma è stato quasi consequenziale, dopo i continui e svariati solleciti di mantenimento degli impegni sottoscritti, dopo il rischio serio e concreto che si stava verificando da qualche giorno a questa parte di veder sfogliata la robusta quercia secolare chiamata Gallipoli con la vendita, o meglio la svendita, dei gioielli che sono stati i protagonisti della nostra favola». L’ex presidente si riferisce alla cessione già avvenuta di Di Gennaro («per la quale è stata immediatamente da noi chiesta la revoca») e quelle a suo dire imminenti di Mounard e Ginestra (per il quale si stanno muovendo Rimini e Sorrento). «Siamo costretti ad arrivare a questo punto per impedire la vendita del Gallipoli a società fiduciarie di non chiara appartenenza patrimoniale. Non permetteremo a nessuno di trasformare la nostra storia gloriosa in una barzelletta».
La misura cautelare del sequestro conservativo, giunto «inaudita altera parte» (cioè senza aver ascoltato le ragioni della controparte), appare un passo propedeutico alla citazione in causa dell’attuale proprietà, che stando così le cose non potrà in alcun caso vendere le quote sociali a terzi senza aver prima saldato il debito con Barba.

RISPOSTAIl presidente Daniele D’Odorico si dice sereno e cerca di rassicurare i tifosi. «Quand’anche l’onorevole Barba eserciti un suo diritto, è inutile negare come tale iniziativa mini la serenità dell’ambiente e della squadra. Probabilmente, nell’imminenza di importanti eventi sul territorio, l’onorevole ha sentito l’esigenza di accelerare il passo», ha dichiarato D’Odorico riferendosi probabilmente alle elezioni regionali, alle quali potrebbe essere candidato al Consiglio Antonio Barba, nipote di Vincenzo. «Ai tifosi e alla squadra possiamo solo dire che nei prossimi giorni saremo in città per raccontare loro la verità sulla vicenda. Nel frattempo devono sapere che il Gallipoli è in mane sicure. L’onorevole Barba avrà ciò che gli spetta, dopo che gli organi competenti avranno quantificato il reale valore della scatola vuota che ci ha venduto».
Domani D’Odorico intende passare la partica ad un penalista. «La cessione ad una fiduciaria? Era nei miei diritti: l’ho fatto per tutelare la società, che resta in mano al sottoscritto. Ho ereditato oltre un milione di euro di debiti, decreti ingiuntivi di fornitori non pagati, un settore giovanile da rifondare e promesse non mantenute sulla costruzione dello stadio. Per fortuna avevo dato una delega di firma a Iodice, altrimenti questa notifica avrebbe bloccato la campagna acquisti, con danni immensi. Il decreto è illegittimo». Resta il fatto che dopo cinque mesi Barba non ha ricevuto nulla per la cessione del club: «Il prezzo di 3,5 milioni di euro per una società che non aveva neppure una scrivania è eccessivo. In base a quel che ho trovato, dopo aver ripianato circa 1,5 milioni di euro di pendenze arretrate, posso integrare con al massimo un altro milione di euro: e 2,5 milioni di euro sono davvero tanti».

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