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Martedì 26 Settembre 2017 | 11:21

I tifosi dell'Enel Brindisi godono per la prestazione contro Casale

La sfida sul parquet del palaElio, fra i pugliesi, che avevano chiuso l’andata della Legadue di basket con una bella striscia positiva, e la Fastweb, lanciata in piena corsa per i play off, è stata bellissima, fra le più spettacolari degli ultimi anni. Grazie ai protagonisti di due formazioni che, dal primo all’ultimo secondo, non si sono risparmiate. Nemmeno quando la gara, negli ultimi secondi, era già indirizzata
I tifosi dell'Enel Brindisi godono per la prestazione contro Casale
di Franco De Simone

BRINDISI  La sfida sul parquet del palaElio, fra l’Enel, che aveva chiuso l’andata con una bella striscia positiva, e la Fastweb lanciata in piena corsa per i play off è stata bellissima, fra le gare più spettacolari viste negli ultimi anni. Grazie ai protagonisti di due formazioni che, dal primo all’ultimo secondo, non si sono mai risparmiate. Nemmeno quando la gara, negli ultimi secondi, la vittoria aveva già preso la strada verso Brindisi.

Coach Giovanni Perdichizzi può andar fiero della prova offerta dai suoi sette giocatori. Può gonfiare il petto ed andare orgoglioso anche il patron Massimo Ferrarese, verso la cui postazione si sono recati, a fine gara, i giocatori, Crispin in primis, quasi a voler dimostrare a tutti che il gossip che aveva segnato la settimana precedente l’incontro con i piemontesi, per lui, non era mai nato.

Chi, però, l’altra sera era strafelice per quanto Joe Crispin, Giuliano Maresca, Omar Thomas, Nikola Radulovic, Silvere Bryan, Michele Cardinali, Mauro Pinton e Luca Infante avevano messo in vetrina, era il popolo del palaElio. Una sola parola per definire lo spettacolo che, partito dalla curva ha coinvolto tutti: semplicemente commovente. Per tutto il tempo dell’incontro, il sostegno nei confronti dei biancazzurri non è mai mancato. Proprio come accadeva in tempi passati. Quando, a giusta ragione, l’impianto di Masseriola era definito «la fossa dei leoni» e chi l’occupava era l’autentico «sesto uomo». Cosa sia accaduto perché «scoppiasse» nuovamente la basketmania non è importante saperlo. Cosa abbia generato quello straodinario calore che, trasmesso ai giocatori fa di una buona squadra un quintetto eccezionale, non è dato saperlo. Men che meno è importante conoscerlo. È soltanto importante che l’Enel Basket abbia ritrovato, come per incanto, il suo pubblico che, adesso, come è accaduto lo scorso anno, si prepara ad invadere Rimini. Ed ora che i romagnoli non hanno più nelle loro fila Mauro Pinton che, contro l’Enel, aveva incendiato il «105» con le sue bombe, sperare di allungare la striscia positiva non è un azzardo.

La squadra vista all’opera nell’ultimo turno è parsa la lontana parente di quella che «per stupidaggini» - come le ha definite Nikola Radulovic aveva lasciato nelle mani degli avversari cinque sconfitte. Era stato proprio il croato ad assicurare che la squadra stava «lavorando perché ciò che aveva determinato le sconfitte, non accadessero più»; ed aveva poi ribadito: «Abbiamo ancora tanta strada da percorrere: io e i miei compagni sappiamo bene cosa c’è lì in fondo! Siamo determinati e convinti e sappiamo che per arrivarci bisognerà lavorare costantemente, addirittura con maggiore impegno e senza risparmiarci».

Se c’era bisogno di un avallo a quelle parole, la gara con la Fastweb l’ha fornita.

I giocatori di Marco Crespi hanno tentato di fare la voce grossa. Il biglietto da visita presentato prima della gara di cinque successi su sei gare dava forza ai sogni degli alessandrini. Brindisi non si è preoccupata più di tanto. Ed è questo il merito di coach Giovanni Perdichizzi che si è preso una bella rivincita nei confronti di chi lo aveva attaccato. Non si è preccupato più di tanto, il coach, dei recenti innesti della Fastweb. Ha predicato umiltà ed ha raccomandato ai suoi giocatori di mettersi sempre al servizio della squadra. A Crispin, in particolare, di leggere opportunamente ogni situazione di gioco e passare la palla al momento giusto. Così è stato.

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