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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:40

Giannini sicuro: «Calma il Gallipoli può rialzarsi»

Non ha ancora superato la delusione per la sconfitta contro l’Ascoli nella serie B di calcio, ma il tecnico veste i panni del pompiere: «Le dichiarazioni di Scaringella esprimono la rabbia e la delusione di un dirigente molto vicino alla proprietà. Io però vivo a stretto contatto coi giocatori e secondo me in questo momento io devo trasmettere alla squadra serenità e tranquillità anche se sono deluso e arrabbiato»
• Le squalifiche in serie B
Giannini sicuro: «Calma il Gallipoli può rialzarsi»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Non ha ancora superato la delusione per la sconfitta contro l’Ascoli, ma Beppe Giannini, dopo le parole di fuoco pronunciate da Michele Scaringella, veste i panni del pompiere: «Le dichiarazioni di Michele esprimono la rabbia e la delusione di un dirigente molto vicino alla proprietà», ha detto ieri l’allenatore. «Io però vivo a stretto contatto coi giocatori e secondo me in questo momento io devo trasmettere alla squadra serenità e tranquillità, anche se sono deluso e arrabbiato. Non vogliamo certo mollare tutto così presto, la priorità è gestire al meglio i momenti negativi. Lo spirito giusto è la voglia di cancellare la sconfitta di sabato: ripartiamo da qui».

Giannini, quel è il suo stato d’animo a 48 ore dall’1-4 subito contro l’Ascoli?

«La delusione brucia ancora. Il calcio però è questo e non possiamo pretendere di essere sempre al cento per cento. Può capitare di incappare in una giornata negativa. Ne prendiamo atto e guardiamo avanti. Sappiamo di aver commesso errori ed ingenuità, ma è meglio non fare processi per non acuire lo stato d’animo già negativo per la sconfitta».

Un calo di concentrazione lei lo aveva messo in preventivo...

«Perché so che il calcio non perdona i rilassamenti. Soprattutto quando commetti errori ed ingenuità avendo di fronte attaccanti come Lupoli e Antenucci. Non possiamo permetterci pause quanto a concentrazione, attenzione e aggressività».

Qual è la ricetta per ripartire?

«Non sono un grande chef, ma solo un neo allenatore: ricetto non ne ho. Credo che la maniera migliore per ripartire si basi tutta su lavoro e serenità. Capisco l’amarezza della società, ma la squadra può migliorare e voltare pagina solo se resta tranquilla. A maggior ragione nella settimana che precede una trasferta difficile come quella di Cesena».

Per fortuna il Gallipoli, nonostante la sconfitta, ha mantenuto sotto un discreto numero di squadre.

«Io però non sto a controllare la classifica ogni momento, anche perché è più importante costruire una filosofia di gioco che punti al divertimento. Per mentalità bado molto di più alle prestazioni della squadra: i punti in questo momento lasciano il tempo che trovano».

Dalla sconfitta di sabato è emerso che questa squadra soffre di più con la difesa a 4. Le che ne pensa?

«In altre partite abbiamo vinto con questo stesso schieramento. Credo che molto dipenda dai momenti, dall’avversario e soprattutto dalla condizione psicofisica dei singoli e del reparto. Contro l’Ascoli abbiamo sofferto con la linea a 4. Purtroppo sono saltati anche alcuni obiettivi: eravamo partiti con l’idea di attaccare subito e cercare di bloccare dietro l’avversario e all’inizio ci eravamo riusciti. Poi però ci non abbiamo avuto la freschezza mentale di gestire il vantaggio».

Lo score di 4 sconfitte e 2 vittorie in 6 partite la preoccupa?

«No. Se continuiamo così fino alla fine otterremmo i punti per salvarci. Valutando le prestazioni, però, c’è da considerare che abbiamo perso partite in cui abbiamo giocato meglio degli avversari, vedi Torino e Piacenza».

È vero che l’allenatore a gennaio cambia mestiere?

«In effetti deve essere uno psicologo, riuscire a capire da un lato l’amarezza della società e dall’altro gli atteggiamenti al di sopra delle righe ed il nervosismo di qualche giocatore. Gestire 28-30 persone non è semplice: puoi riuscirci solo con freddezza e lucidità mentale. Ripartiamo da Cesena con l'obiettivo di cancellare l’ultima sconfitta».

L’ultima volta al «Manuzzi» di una notte magica (conquista della Supercoppa di Lega Pro, ndr)...

«Quella bellissima prestazione coronò una stagione perfetta. Ma è ormai solo un ricordo».

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