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Il Lecce subisce più reti dal 16’ al 30’ della ripresa

In questa fase sono andate sciupate entrambe le vittorie che stavano maturando nella serie B di calcio sia contro il Sassuolo sia contro l’Ancona. E questo lasso di tempo, il secondo quarto d’ora del secondo tempo, è anche la fase di gioco nella quale la squadra di De Canio ha subìto la maggior parte delle reti, per la precisione il 25%, come dire un gol su quattro. Netto il distacco con gli altri segmenti della partita
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Il Lecce subisce più reti dal 16’ al 30’ della ripresa
di Massimo Barbano

LECCE - C’è un momento-horribilis nelle partite del Lecce. È dal 16’ al 30’ minuto del secondo tempo. In questa fase sono andate sciupate entrambe le vittorie che stavano maturando sia contro il Sassuolo che contro l’Ancona. E questo lasso di tempo, il secondo quarto d’ora del secondo tempo, è anche la fase di gioco nella quale il Lecce ha subìto la maggior parte delle reti, per la precisione il 25%, come dire che un gol su quattro, gli avversari lo hanno realizzato in questa fase. Netto il distacco con gli altri segmenti della partita: nel primo quarto d’ora il Lecce ha subìto l’8% delle reti complessive, fra il 16’ e il 30’ del primo tempo il 13%; fra il 31’ e il 45’ del primo tempo il 21%; nel primo quarto d’ora del secondo tempo il 21% ed infine il 13% anche nell’ultimo quarto d’ora delle partite.

Complessivamente, quindi, subisce di più nel secondo tempo (59% dei gol complessivi), rispetto al primo (41%), ma è un dato in controtendenza con i punti conquistati in classifica. Si può dire infatti che il Lecce abbia costruito la sua posizione di leadership nei secondi tempi. E ciò, perché, se è vero che nei secondi tempi subisce più reti, è anche vero che ne segna di più. Se infatti stoppassimo le partite alla fine dei primi tempi, il Lecce avrebbe soltanto 30 punti in classifica, quindi, neanche sufficienti per entrare nella zona playoff. Anzi, è proprio negli ultimi minuti che il Lecce ha risolto a proprio favore numerose partite. Infatti, con una ideale classifica al 30’ del secondo tempo, non si avrebbe un incremento significativo: i punti sarebbero 31, mentre al 90’ arrivano agli attuali 39.

E ciò perché l’ultimo quarto d’ora delle partite, quello fra il 30’ e il 45’ del secondo tempo, è quello in cui il Lecce mette a segno il maggior numero di reti: 32%, rispetto al 21% della fascia compresa fra il 16’ e il 30’ del secondo tempo, del 18% dell’ultimo quarto d’ora del primo tempo; del 15% del primo quarto d’ora della partita; del 9% del primo quarto d’ora del secondo tempo e del 6% del secondo quarto d’ora del primo tempo, la fase in cui il Lecce ha segnato meno reti. Complessivamente, i gol messi a segno nei secondi 45 minuti di gioco sopravanzano quelli realizzati nel primo tempo (52% contro il 48%).

Gol che sono abbastanza ben distribuiti nella loro paternità. Il Lecce è una squadra poco dipendente dai suoi attaccanti nel senso che ha mandato in rete un po’ tutti. Il gol, insomma, non è una prerogativa degli attaccanti che ne hanno messi a segno una maggioranza non totalizzante (il 61,8%), non trascurabile il dato di incisività dei centrocampisti (26,5%, come dire che, in media più di una rete ogni quattro è stata messa a segno da uomini della fascia mediana), cospicuo anche il bottino dei difensori (11,8%).

Un dato che concorre a fare del Lecce una delle squadre con maggiore «pericolosità» del campionato, un indice che tiene conto della capacità di incidere nell’area avversaria e creare occasioni da gol. In questa particolare graduatoria il Lecce è al terzo posto con un indice del 48,9 dietro all’Ancona, che primo con 52,5 e al sorprendente Ascoli che, a dispetto della sua condizione di classifica, è la seconda squadra del campionato per pericolosità con un indice di 51. Molto staccato il Cesena, che ora insidia ad un punto la leadership del Lecce, ma come pericolosità si trova al tredicesimo posto con un indice di 44,4. Meglio il Sassuolo che con il suo 47,3 si assesta al sesto posto, preceduto dal Frosinone, al quinto posto con 47,6.

Significativo anche il dato dei tiri che centrano lo specchio della porta: in una partita, mediamente il Lecce riesce a produrne 5,4, risultando terzo dietro ancora una volta all’Ascoli che a sorpresa è la squadra di maggiore precisione nelle conclusioni (6 a partita nello specchio della porta) e all’Ancona (5,9) e a pari (5,4) con il Crotone, anche quest’ultimo un dato sorprendente vista la situazione di classifica dei calabresi.

Chi ha maggiore difficoltà a centrare lo specchio della porta è il Piacenza (ultimo in graduatoria con 2,8 tiri a partita) che sarà il prossimo avversario del Lecce allo stadio di Via del Mare.

Un dato negativo per la squadra di De Canio è quello della precisione dei passaggi. In questa classifica il Lecce è addirittura fra gli ultimi, al diciottesimo posto con una percentuale del 57,6% di passaggi riusciti; peggio hanno fatto soltanto Crotone (54,5%), Piacenza (54,1%) e Cittadella (53,1%), mentre la palma della maggiore precisione spetta alla Reggina con il 63,8% dei passaggi riusciti.

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