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Ventura: «Felice per l'entusiasmo»

Il tecnico del Bari fa un bilancio dopo aver fermato l'Inter nella serie A di calcio: «Ci prendiamo molte soddisfazioni, magari qualche punto lo lasciamo per strada. Per una neo promossa non ci possiamo lamentare, abbiamo riportato il pubblico al san Nicola. Stiamo buttando giù basi importanti per il futuro». Mercoledì sera si torna in campo: c'è il recupero in casa del Genoa (ore 18)
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Ventura: «Felice per l'entusiasmo»
ROMA – «Ci prendiamo molte soddisfazioni, magari qualche punto lo lasciamo per strada. Per una neo promossa non ci possiamo lamentare, abbiamo riportato il pubblico al san Nicola e l'entusiasmo in città. Stiamo buttando giù basi importanti per il futuro di questa società». Il tecnico del Bari Gianpiero Ventura non può essere che soddisfatto del comportamento della sua squadra in questa prima parte di stagione. «Con le grandi – spiega a Radio Anch’io Lo Sport su Radiouno - abbiamo perso solo con la Roma, per demerito nostro e poi col Napoli, quando vincevamo 2-1 è successo di tutto e abbiamo commesso ingenuità. È un discorso di crescita, ci può stare che paghiamo a volte pegno in maniera evitabile».

L'artefice della costruzione di questo Bari, insieme a Ventura, è certamente il ds Giorgio Perinetti. «Noi abbiamo avuto delle difficoltà in estate – spiega – Venivamo dall’addio di Conte e le note vicende societarie e non era facile. Abbiamo preso un manipolo di giocatori che l’anno precedente erano retrocessi in Lega Pro e abbiamo deciso di lavorare con gente che aveva voglia di mettersi in discussione. Abbiamo avuto coraggio e Perinetti è stato molto bravo. Credo che per chi non ha disponibilità economiche straordinarie è la strada da fare. Era impensabile il rendimento di Ranocchia e Bonucci, due giovani che oggi sono ricercati da tutta Italia. Tutti si sentono protagonisti. Belmonte prima di sabato non giocava una partita intera da tanto tempo».

Il Bari di Ventura sabato scorso ha fermato sul pari l’Inter, dopo essere andato anche avanti di due gol. «L'Inter sta attraversando un momento non felicissimo – continua - supplisce con il carattere e la qualità dei suoi giocatori alle difficoltà del momento. Se battessero il Milan darebbero un colpo quasi decisivo sotto l’aspetto psicologico, una vittoria del Milan riaprirebbe un campionato che sembrava chiuso». Ventura parla anche di mercato: «Se arriva qualcuno è bene accetto, ma dovrà essere più bravo di quelli che abbiamo. E' importante invece che la dirigenza programmi il futuro perchè il lavoro di questi mesi sta creando una base solida. Quelli che sono in comproprietà andrebbero riscattati per programmare il futuro. Oggi se non c'è programmazione vieni spazzato via».

Il prossimo impegno del Bari sarà a «Marassi» contro il Genoa, che non sta attraversando un buon periodo. «Noi ci proviamo sempre, lo abbiamo fatto anche a Milano. Alle volte ci riusciamo, in altre incontriamo difficoltà. Il Genoa in casa quest’anno è completamente diverso da quello che si vede fuori casa, grazie anche allo straordinario pubblico che hanno. Hanno lo stesso gruppo da tre anni e fanno un calcio organizzato. Noi cercheremo di leggere e di interpretare al meglio la partita».

Ventura ripercorre anche la sua esperienza vissuta a Napoli subito dopo la ricostruzione. «E' irripetibile quello che è successo a Napoli. Era retrocesso in C, ha cominciato il campionato il primo di settembre, non aveva neanche un giocatore e i primi tre palloni li ho comprati io. Mi sento una parte importante non del Napoli attuale ma di quella nascita. De Laurentiis non conosceva il meccanismo e abbiamo dovuto fare di necessità virtù. Ci siamo allenati nelle aiuole, senza maglie. Il primo giocatore è stato Sosa preso alla fine della prima partita di campionato. A gennaio è stata costruita la squadra e io sono andato via. Penso che non sia mai accaduta una cosa simile, si potrebbe scrivere un libro».

Nel nostro campionato sono diventati di moda gli allenatori giovani e i risultati sono alterni: «Io quando andavano di moda gli esperti ero giovane e oggi il contrario. A volte si forza la mano nelle scelte e nei giudizi. Nei primi mesi si parlava di Ferrara in termini positivi e Leonardo rischiava il posto. Ora sono cambiate le situazioni. Quando ci sono grandi difficoltà si viene fuori solo avendo una società forte alle spalle e per la capacità di gestire situazioni non facili da parte dell’allenatore. I problemi della Juve non credo siano solo determinati da Ferrara, ma a più ampio raggio, ma non sono dentro e vado a sensazione».

Per Ventura a parte il Bari ci sono altre squadre che giocano un buon calcio: «Non ci sono grandissime novità sotto l’aspetto tattico. Il Cagliari fa un buon calcio, il Parma nella prima parte di questo campionato ha fatto altrettanto, il Genoa negli ultimi anni ha giocato a ottimi livelli, qualcosa si è visto e alcune partite sono godibili. Penso che non sia un campionato da buttare. Non sono mai stato chiamato dalle grandi? È anche colpa mia, ho fatto delle scelte sbagliate pensando più al cuore». 

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