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Radulovic mette la parola fine «Crispin non si può discutere»

L’ala dell’Enel Basket Brindisi (Legadue maschile): «Joe è un giocatore incredibile. Noi tutti lo consideriamo una fortuna per noi. Ha 32 anni, a Brindisi sta per avere il suo quarto bambino, credete davvero che, come giocatore, possa ancora crescere? Io credo proprio di no, per questo sostengo che siamo noi che dobbiamo seguirlo. Dirò di più: la squadra senza di lui è altra cosa. La differenza è fin troppo evidente»
Radulovic mette la parola fine «Crispin non si può discutere»
di Franco De Simone

BRINDISI - È stato Nikola Radulovic, l’ala dell’Enel Basket, se mai ce ne fosse stato proprio bisogno, a mettere la parola fine su ciò che, in questi giorni, è passato come il «caso Crispin».

«Joe - ha affermato il “fiore all’occhiello” dell’organico biancazzurro -, è un giocatore incredibile. Noi tutti lo consideriamo una fortuna per noi. Ha 32 anni, a Brindisi sta per avere il suo quarto bambino, credete davvero che, come giocatore, possa ancora crescere? Io credo proprio di no, per questo sostengo che siamo noi che dobbiamo seguirlo. Dirò di più: la squadra senza di lui è tutt’altra cosa. La differenza è fin troppo evidente, è la stessa che c’è fra il bianco ed il nero».

A proposito della scelta tecnica che ha portato all’esclusione del play-guardia del New Jersey nel corso della gara con il Pavia, Radulovic afferma: «Domenica anche lui era cosciente che il quintetto stava andando bene senza di lui. È stato proprio lui a dirmelo ed a sostenere la nostra prova».

Poi, la stoccata finale, indirizzata nei confronti di chi ha voluto alimentare il «caso Crispin».

«Chi pensa che questa squadra stia scherzando - ha aggiunto Radulovic -, che noi siamo qui per scherzare, è fuori strada. Logico, quindi, che il coach si arrabbi e che la società, poi, debba intervenire con una precisazione. Questo non è affatto uno scherzo; qui c’è gente che è professionista nel senso più ampio del termine. Non andiamo in palestra per trascorrere un’ora e mezza e poi pensare ad altro. Siamo perfezionisti, siamo pagati per comportarci da tali. Per fortuna Crispin non parla italiano, men che meno legge i giornali. Questo perché in questi giorni ha lavorato con l’impegno sempre dimostrato. Abbiamo un obiettivo da raggiungere ed è a quello che tutti noi pensiamo».

E con ciò Nikola Radulovic ha voluto mettere la parola fine su un pettegolezzo che, se alimentato ancora, sarebbe stato deleterio per l’intero ambiente.

Nell’incontro con i media, coach Giovanni Perdichizzi ha parlato dell’avversario che, domani pomeriggio, calcherà il parquet del palaElio. «È una squadra allestita da tecnici e dirigenti che nel corso degli ultimi quattro anni, disponendo di risorse economiche non indifferenti, confermando contratti importanti, ha tentato il salto di categoria, ha raggiunto le Final Four, ha disputato campionati di vertice. Hanno teso a nascondersi ma hanno sempre puntato alla promozione. È, comunque, una squadra che ha subito la pressione interna e che pertanto ha iniziato il campionato stentando, comunque esprimendosi bene fuori casa. La pressione esercitata sulla Fastweb non s’era mai vista da nessuna parte. Ora Casale ha inserito nell’organico, dando equilibrio al quintetto, Levin e Rossetti. Noi, al contrario del Casale, non ci siamo mai nascosti. Abbiamo sempre dichiarato i nostri programmi. Ed il fatto che siamo entrati nel gruppo delle Final Four ci fa contenti perché quella centrata è una vetrina prestigiosa per i tifosi, per la città tutta. Sarà sicuramente scontento chi non ha centrato l’obiettivo, certamente non noi».

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