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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:45

Tre turni di squalifica a Totti

Salterà le gare con la Svezia e la Bulgaria più l'eventuale quarto di finale. Per il numero 10 dell'Italia, colto in flagrante durante Italia-Danimarca per uno sputo a Poulsen, l'accusa aveva chiesto quattro giornate. Difficile che in appello si possa ridurre la squalifica. La Federazione, prima di decidere se fare ricorso, aspetterà prima le motivazioni della sentenza • Il commento
Francesco TottiLISBONA - Sono tre le giornate di squalifica inflitte dalla Commissione Disciplinare dell'Uefa a Francesco Totti per grave comportamento anti-sportivo: il fantasista azzurro è stato sanzionato per lo sputo da lui lanciato al difensore avversario Christian Poulsen nella partita tra gli azzurri e la Danimarca di lunedì sera a Guimaraes, che ha inaugurato il girone C degli Europei di Calcio 2004, in corso in Portogallo. Si temeva che la giustizia Uefa adottasse una punizione ancora più esemplare, cinque turni di squalifica o peggio: il fatto che non ne siano stati applicati più di tre significa che, eventualmente, se l'Italia dovesse raggiungere le semifinali del torneo Totti potrà regolarmente scendere in campo.
In effetti il capitano romanista, che per le prossime partite sarà molto probabilmente sostituito dal milanista Andrea Pirlo, rischiava di finire comunque anzitempo gli Europei, se non addirittura di dover dare di fatto l'addio alla Nazionale per qualche mese; la pubblica accusa davanti alla Disciplinare, che durante la massima manifestazione continentale ha eletto a propria sede l'hotel Meridien di Lisbona, aveva chiesto quattro giornate di stop.
All'uscita dall'udienza, scuro in volto, Totti si è allontanato senza rilasciare ai giornalisti alcuna dichiarazione. Ha solo detto: «Sono troppe tre giornate? Non lo so...». Davanti alla Commissione Uefa ha cercato di difendersi così: «Sono davvero angosciato per quello che è successo. Non dimentico l'incidente che io stesso ho visto in quel filmato», ha detto, riferendosi alle riprese effettuate autonomamente dalla televisione danese, diverse da quelle ritrasmesse attraverso i circuiti internazionali, e sulla base delle quali la Federcalcio di Copenaghen aveva presentato un esposto contro la punta azzurra, sostenendo che avrebbe sputato a Poulsen addirittura più volte, a detta del difensore almeno tre. «Vorrei sapeste che quello non era il vero Totti, si trattava di un altro», si è giustificato il 27enne attaccante italiano, il quale era giunto al Meridien a metà mattinata, in tuta sportiva, accompagnato da alcuni funzionari della delegazione italiana agli Europei guidati dal direttore generale della Fgci, Francesco Ghirelli, e dai legali incaricati di assisterlo: gli avvocati Giulia Bongiorno, la stessa che difese Giulio Andreotti al maxi-processo di Palermo, e Mario Galavotti.
Bongiorno ha riferito che il calciatore della Roma e della Nazionale è tuttora afflitto dal rimorso per aver sputato a Poulsen, ma che si è d'altronde detto indignato per il fatto che una telecamera danese fosse stata allestita a bella posta per riprenderlo continuamente in primo piano: una mossa, avrebbe commentato, equivalente in tutto e per tutto a un'autentica violazione della privacy. Lo stesso interessato aveva anticipato prima dell'udienza che si sarebbe difeso denunciando di essere stato provocato dal difensore scandinavo con ripetuti falli di gioco. «Francesco è una persona estremamente sensibile», ha dichiarato dal canto suo ancora l'avvocato Bongiorno. «Però riconosce che quanto ha commesso costituiva un atteggiamento anti-sportivo».
Più in generale i legali dell'azzurro si sono detti «parzialmente soddisfatti» dal verdetto, e hanno precisato che «si riservano di decidere in merito a un eventuale appello solo dopo aver conosciuto le esatte motivazioni della sentenza»; queste ultime dovrebbero essere diffuse in serata.
Il responsabile comunicazione dell'Uefa, William Gaillard, a propria volta ha spiegato che la decisione della Disciplinare è stata assunta dopo aver sentito le parti, e che si è optato per le tre giornate di squalifica malgrado la richiesta della accusa di una sanzione più grave. «La Commissione ha tenuto conto dell'ammissione di colpevolezza del giocatore, delle particolari circostanze in cui si è consumato l'evento, e della gravità del medesimo», ha affermato Gaillard, ricordando come in genere siano almeno quattro turni di sospensione la norma seguita dalla Federcalcio europea in rapporto a comportamenti analoghi tenuti da calciatori in occasione di partite disputate in tornei di maggiore durata: come, per esempio, della Champions' League o della Coppa Uefa. «L'ammissione di colpevolezza, e il fatto che in questo caso si tratta di una manifestazione breve», ha proseguito l'alto dirigente dell'Uefa, «sono state prese in considerazione. Contro la decisione della Commissione si può presentare ricorso entro 24 ore. Spetta agli italiani scegliere il da farsi», ha specificato, sottolineando di non avere alcuna indicazione su quale sarà la linea seguita dagli avvocati di Totti.
Gaillard ha tenuto peraltro a puntualizzare che, in sede di appello, la punizione potrebbe anche diventare più pesante. «Non tollereremo condotte del genere», ha avvertito. Non le abbiamo tollerate in passato, e non le tollereremo per l'avvenire». Alla vigilia l'imputato si era dichiarato pronto a chiedere ufficialmente scusa a Poulsen.

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