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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 22:16

Enel Brindisi con grinta e umiltà Le scelte vincenti di Perdichizzi

Quanto polverone sulla decisione che ha portato il coach a far accomodare in panchina Crispin nella gara di legadue di basket maschile contro Pavia. L’americano del New Jersey è un ottimo giocatore. Da queste parti, tutti si attendono grandi cose. Quelle stesse che, certamente, in estate hanno portato il coach a farlo tornare in Italia. Solo che, a volte, vuole interpretare il ruolo del presuntuoso
Enel Brindisi con grinta e umiltà Le scelte vincenti di Perdichizzi
di Franco De Simone

BRINDISI - Quanto polverone sulla «scelta tecnica» che ha portato coach Giovanni Perdichizzi a far accomodare in panchina Joe Crispin.

Tanti, pur riconoscendo il valore dell’americano del New Jersey, i consensi pro «sceriffo». Il quale si è assunto tutte le responsabilità della «scelta», poi rivelatasi vincente.

Joe Crispin è un ottimo giocatore di basket. Talentuoso. Lo riconoscono tutti. Brindisi lo ha accolto come merita e lo ha subito adottato, facendogli intendere che da lui, da queste parti, tutti si attendono grandi cose. Quelle stesse che, certamente, in estate hanno portato il coach a farlo tornare in Italia. Solo che, a volte, Crispin vuole interpretare il ruolo del presuntuoso meneghino che amava dire: «faso tutto mi», ignorando di avere accanto compagni di lavoro capaci di recitare la parte di protagonisti.

Brindisi, per sua fortuna, quest’anno non ha solo una «prima scelta» (Crispin). Ha altri ottimi professionisti che, a differenza di Crispin, hanno una dote alla cui fonte dovrebbero bere in tanti (Crispin compreso): l’umiltà.

Un esempio per tutti: Abdul Omar Thomas, in occasione della gara di domenica, lo si è visto gettarsi sul parquet, sbucciarsi le ginocchia, nel tentativo estremo di conquistare una palla vagante. Thomas non è assolutamente un giocatore qualsiasi. È un signor atleta. Così come lo è Nikola Radulovic, uno che ha vinto tanto e che è in possesso di una bagaglio tecnico di assoluto valore. Fra l’altro, ampiamente messo in vetrina nel corso delle gare disputate al cospetto del popolo del palaElio.

Quest’Enel Basket, checchè ne pensino e ne dicano alcuni, ha un organico di grande qualità. La dimostrazione pratica sta tutta in quegli ultimi dieci minuti disputati contro gli uomini di Walter De Raffaele, allorquando, quattro italiani (Pinton, Maresca, Infante e Radulovic) ed un solo americano (Thomas) hanno saputo ribaltare il punteggio fino a chiudere il match con la decima vittoria stagionale. Frutto dell’orgoglio del quintetto voluto da Perdichizzi; ma, anche frutto dell’umiltà con la quale, giocatori di grande esperienza (Radulovic e Thomas) che, mica per niente hanno calcato i campi della serie A (Maresca) hanno sovvertito l’esito dell’incontro che, a causa di scelte sbagliate, s’era incanalato verso una serata da dimenticare.

Così, «come ti trasformo una probabile sconfiotta, in un esaltante successo», al palaElio, domenica, si è assistito ad una bella lezione di pallacanestro. Della quale tutti dovrebbero trarre insegnamento. Anche chi, avendo eccellenti doti naturali, come Joe Crispin, potrebbe ignorare. Non è certamente il caso del biondino che sorride, atteso che a lui, a quanto pare, guardino, con grande attenzione, un paio di club della massima serie. Brindisi intende tenersi stretto il suo play-guardia. Ma è anche vero che, soprattutto Perdichizzi, vorrebbe che Mr Joe gli regalasse un po’ di più della sua immensa classe, ponendola al servizio della squadra.

«Ciò che l’altra sera non sarà sfuggito a nessuno - ha affermato il direttore generale, Antonello Corso - è che, oltre ad avere un organico di ottimi e seri professionisti, Brindisi ha un tecnico di assoluto valore, il quale, ben sapendo quali e quante siano le attese della proprietà, si è saputo assumere le responsabilità del momento pilotando la squadra verso il successo. Non è la difesa d’ufficio del lavoro svolto da Perdichizzi, ma il riconoscimento del valore del tecnico che ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, di sapersi assumere le sue responsabilità e di essere coerente con le sue idee, non privilegiando nessuno, mettendo tutti sullo stesso piano».

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