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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 13:48

Nuovo Taranto, bene così a tre punti dalla zona playoff

Sembra proprio un altro inizio nella Prima Divisione di calcio. Quanto «nuovo», rispetto al «vecchio», è impossibile stabilirlo. Servono altre prove e maggiori riscontri. Intanto, gli ionici vincono. Piegano la Ternana (gol di Corona), giunta allo «Iacovone» da seconda in classifica. E si portano provvisoriamente a tre punti dagli spareggi promozione. Vincono con ordine e pazienza (prima), aggressività e arroganza (poi)
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Nuovo Taranto, bene così a tre punti dalla zona playoff
TARANTO-TERNANA 1-0 

TARANTO: Bremec 6,5; Calori 6, Viviani 6, Prosperi 6, Bolzan 6; Di Roberto 6 (26’ st Cuneaz 6), Giorgino 6,5 (39’ st Mezavilla sv), Quadri 6,5, Scarpa 7; Corona 7,5, Innocenti 5,5 (22’ st Cortese 6). A disp. Barasso, Imparato, Russo. All. Brucato.
TERNANA: Visi 6,5; Del Grosso 5,5, Borghetti 6, Tedeschi 6,5, Bertoli 6; Confalone 5,5, Danucci 6 (37’ st Costantini sv); Concas 6,5, Noviello 6,5 (23’ st Alessandro 5,5), Piccioni 6 (17’ st Lacheheb 5,5); Tozzi Borsoi 5,5. A disp. Cunzi, Ricca, Di Dio. All. Domenicali.
ARBITRO: Corletto di Castelfranco Veneto.
RETE: st 18’ Corona.
NOTE: angoli 2-2. Ammoniti: Quadri, Prosperi e Corona del Taranto; Piccioni della Ternana. Spettatori 5182 per un incasso di 47045,55 euro. Recupero: 2’ pt, 6’ st.

di Lorenzo D’Alò

TARANTO  - Sembra proprio un altro inizio. Quanto «nuovo», rispetto al «vecchio» che dovrebbe essere alle spalle, è impossibile stabilirlo. Servono altre prove e maggiori riscontri. Il Taranto, intanto, vince. Piega la Ternana, giunta allo «Iacovone» da seconda in classifica e rientrata in Umbria scavalcata dalla Reggiana. E si porta provvisoriamente a tre punti dalla zona playoff. Vince con ordine e pazienza (prima), con aggressività e arroganza (poi). Vince da squadra che sta cercando di realizzarsi, dopo la vasta ristrutturazione di gennaio. Potenziale in progressiva mutazione. Con la Ternana tornano utili tre dei dieci rinforzi provenienti dal mercato di riparazione: Di Roberto, Cortese e Cuneaz. Ma a fare la differenza è Corona, che decide il confronto al 18’ della ripresa, colpendo al volo di sinistro, appena fuori area, l’ennesimo pallone respinto dalla retroguardia ternana. Gol che suggella una prestazione corposa, forse la più persuasiva da quando indossa la maglia rossoblù.

È legittima la vittoria del Taranto. Ci sono meriti di squadra e valori di gruppo. Non c’è ancora una manovra rassicurante. Il gioco ha spesso piccoli salti interpretativi, momenti in cui l’istinto sembra prevalere sul ragionamento. Ma aumentano anche le fasi in cui il Taranto dà l’impressione di poter rompere qualsiasi argine tattico, usando meglio le fasce. È, infatti, sugli esterni che comincia a vincere la partita, sfruttando le volate finalmente fiorite di Scarpa e la fantasia un po’ involuta di Di Roberto. Entrambi lesti a puntare e saltare l’uomo, Scarpa (soprattutto) e Di Roberto (di meno) creano situazioni di superiorità dinamica in zona alta, rendendo più naturali le ripartenze del Taranto. Ripartenze a cui Giorgino e Quadri, pressando con generosità, pongono le premesse strategiche. E che Corona (ispirato) e Innocenti (impalpabile) cercano di valorizzare, lavorando da coppia quasi complementare (uno viene incontro, l’altro attacca la profondità).

Il Taranto è 4-4-2, ovvero 4-2-4 quando gli esterni salgono (possesso) oppure restano appesi (non possesso). La Ternana è 4-2-3-1. Due mediani (Confalone e Danucci) davanti alla difesa. Una batteria di incursori (Concas, Noviello e Piccioni) alle spalle dell’unica punta di ruolo (Tozzi Borsoi). Coralità ed equilibrio: la Ternana sulla partita ha un migliore impatto. Ma è il Taranto ad accumulare occasioni propizie: con Viviani (conclusione ritardata), Di Roberto (soluzione bislacca sull’imbeccata spacca difesa di Quadri), Giorgino (tiro respinto da Visi) e Corona (provvidenziale la deviazione di Visi sul destro al volo). La Ternana, invece, è pericolosa soltanto con Noviello (punizione neutralizzata da Bremec).

Nella ripresa il Taranto, dopo qualche minuto di sbandamento e un fugace brivido (colpo di testa impreciso di Tozzi Borsoi), trova il gol-partita con Corona, abilissimo nel trasferire in porta un pallone rigurgitato fuori area dalla difesa umbra. È il 18’. Il Taranto accantona ogni timidezza. La Ternana s’incupisce. Domenicali cerca di scuoterla con la leggerezza di Lacheheb e Alessandro (all’andata fecero molto male al Taranto di Braglia). Brucato usa con sagacia la panchina, inserendo al momento giusto Cortese (per Innocenti), Cuneaz (per Di Roberto) e Mezavilla (per Giorgino). Le lacrime del brasiliano, prossimo all’addio, chiudono il confronto.

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