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Fiorentina-Bari Finale: 2-1  Diretta della partita

È la prima volta che si gioca per qualcosa di diverso, che nell’aria si respira un profumo particolare. Sensazioni mai vissute prima animano la gara valida per la diciannovesima giornata della serie A di calcio, a metà fra l’orgoglio ritrovato e la speranza che il sogno biancorosso vada il più avanti possibile
Fiorentina-Bari Finale: 2-1  Diretta della partita
di Fabrizio Nitti

FIRENZE - È la prima volta che si gioca per qualcosa di diverso, che si gioca per «qualcosa», che nell’aria si respira un profumo particolare. Sensazioni mai vissute prima animano e agitano Fiorentina-Bari, a metà fra l’orgoglio ritrovato e la speranza che il sogno vada il più avanti possibile. Lo racconta la classifica e quando a «dirlo» sono i numeri c’è poco da discutere. Quando a sottolinearlo è una squadra che ha saputo capovolgere quello che sembrava un destino segnato, c’è poco da disquisire. Più in là, magari, si faticherà a parlare di nuovo di zona Europa e di settimo posto, ma oggi è così. E il Bari di Ventura, tre punti in più della Fiorentina, forse dal punto di vista della qualità una fra le migliori in assoluto, prova nello storico «Franchi» a rompere definitivamente gli argini e a trasformare il suo procedere in un fiume in piena. Strana vigilia, a pensarci bene. Strana perché mai avevamo vissuto, tutto il popolo biancorosso, giorni così pieni di aspettative. E poco importa se questa serie A va avanti ad andamento tutto sommato lento, mescolandosi in un equilibrio forse mai toccato prima. Il Bari è lì e questo conta.

Qui si parrà la tua nobilitate, diceva di se stesso il sommo poeta Dante, fiorentino, cantando l’Inferno quando doveva, durante la notte che favorisce i contatti extraterrestri, predisporsi al coraggio per affrontare lo scetticismo e la pietà dei suoi nemici che lo pigliavano quasi per pazzo.

Calcisticamente parlando qui gli extraterrestri sono quelli della «Viola», gente in grado di nascondere il pallone per poi farlo riapparire soltanto in porta. Ma la predisposizione al coraggio, al gioco, alla voglia di lottare a questo Bari non sono mai venute meno.

«Gilardino festeggia il gol mimando il violino? E noi quel violino ‘u amà spaccà». Che tradotto dal barese, vuol dire «glielo romperemo». Giampiero Ventura «apre» con una battuta la sua analisi di una sfida affascinante: «Battute a parte, è una partita che riteniamo fondamentale e interessante, ci incuriosisce. Troviamo una formazione di grandi campioni, gioca in Champions, viene da due vittorie di fila, ha vinto 5-1 in trasferta... E noi siamo il Bari. E questi sei mesi hanno detto che con l’approccio giusto, le giuste dosi di umiltà e determinazione, possiamo disputare una buona partita. La certezza assoluta è anche un’altra: se ci arrriviamo con un pizzico di presunzione, di pressapochismo, succede come a Roma:dopo venti minuti partita finita. Saremmo spazzati via».

«Sono convinto - prosegue il tecnico - che faremo benissimo. Non significa vincere, ma giocare con personalità, creare palle gol, avere la possibilità di vincere. Abbiamo le carte in regola per ritagliarci uno spazio in questa partita. Sarei felicissimo se la squadra ripetesse la prestazione offerta contro la Lazio, quando giocammo con grande personalità e ferocia. Il nostro obiettivo resta quello, ma lo dico apertamente: se dovessimo centare partita e risultato a Firenze, dovremmo correggere anche qualche dichiarazione. oggi, alla vigilia, non mi va di parlare di Europa, sarei solo un presuntuoso».

«Non mi preoccupa l’aspetto tattico dei toscani, quelli sono e così giocano... La Fiorentina è qualità dei singoli. Se giochiamo a buttare palla in mezzo all’area, vincono loro, se giochiamo negli stessi spazi e con gli stessi tempi, vincono loro. Le nostre conoscenze devono aiutarci, se creiamo problemi a loro sotto l’aspetto tattico, dico che possiamo metterli in difficoltà. La Fiorentina ha qualità dappertutto, anche dietro: grande portiere, difesa di spessore. Milan e Inter sono al di là di tutti, ma i viola sono lì vicini. Mi piace pensare che noi siamo con la 500 e ci hanno consentito di partecipare per mezz’ora ad un Gran premio: ti fanno entrare sul circuito, poi magari esci subito. Ma se fai un sorpassino, magari ti rendi conto che ci puoi stare e ti ricarichi...». Provare, in fondo, non costa nulla.

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