Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:29

Lecce, il segreto di Mesbah è farsi trovare sempre pronto

Decisamente un bel rientro per l'algerino che, oltre a sfornare l’assist per il gol vincente di Munari contro il Vicenza nella serie B di calcio, ha anche offerto una prestazione di buon livello operando costantemente una efficace spinta sulla corsia di sinistra del centrocampo. Sedici partite giocate su 20 non sono poche, ma per la maggior parte dei casi, si è trattato di spezzoni di gare. E lui vuole il Mondiale...
Lecce, il segreto di Mesbah è farsi trovare sempre pronto
di Massimo Barbano

CALIMERA  - Decisamente un bel rientro per Djamel Mesbah che, oltre a sfornare l’assist per il gol vincente di Munari, ha anche offerto una prestazione di buon livello operando costantemente una efficace spinta sulla corsia di sinistra del centrocampo. Un lavoro che alla fine si è rivelato determinante nell’economia del risultato. Ma quel «taglio» vincente in area per Munari gli ha spianato la strada. «Partire in quel modo mi ha aiutato - spiega l’esterno di centrocampo - rientrare dopo due mesi comporta una certa preoccupazione di non deludere le attese e partire con una buona giocata ti dà la possibilità di giocare più tranquillamente».

Sedici partite giocate su 20 non sono poche, ma per la maggior parte dei casi, si è trattato di spezzoni di gare, ragione per cui, per Mesbah, l’obiettivo principale della sua stagione è stato, e lo è tuttora, ritagliarsi una continuità di gioco. E ciò, anche in funzione di un traguardo parallelo, quello dei Mondiali di giugno ai quali potrebbe partecipare con l’Algeria. In effetti, un contatto con il selezionatore c’è stato, ed è stato molto esplicito: «So che cercano una riserva sinistra di qualità - riferisce Mesbah - mi ha detto però che devo fargli vedere quello che so fare. Devi giocare di più nel Lecce - ha aggiunto - se non giochi non posso chiamarti».

E i Mondiali sarebbero una grande vetrina. «È un’occasione per tutti i calciatori - prosegue il franco-algerino - ci terrei molto, ma non ne faccio un problema. Per me i Mondiali sono come un bonus. Per ora penso a lavorare bene nel Lecce, anche perché, solo in questo modo posso sperare di andare ai Mondiali».

La prova offerta contro il Vicenza sembra propedeutica ad una continuità nelle prossime partite. «Vedremo, non sono io a deciderlo, da quando ero nel Basilea sono stato abituato a giocare a spezzoni di partite e questo mi ha insegnato due cose: primo, non creare mai problemi, nel senso che se l’ allenatore dovesse decidere di rimandarmi in panchina ci ritornerei senza lamentarmi; secondo, farmi trovare pronto ogniqualvolta vengo chiamato. Un calciatore deve allenarsi come se dovesse sempre giocare. Solo così puoi essere pronto quando arriva il tuo momento. D’altra parte, noi del Lecce siamo abituati a ragionare in una logica di gruppo. C’è il progetto comune di inseguire la promozione in serie a e questo sta al di sopra dei problemi dei singoli».

E, secondo Mesbah, quella logica di gruppo è stata proprio l’elemento che ha consentito di portare in porto la vittoria contro il Vicenza, in una partita dove il Lecce non ha brillato. Lo spiega negando che l’involuzione nel gioco della squadra sia dovuta ai numerosi cambi effettuati (in campo la formazione era cambiata per cinque undicesimi).

«Questo non ha inciso - dice - anzi, è stata proprio la forza del gruppo a farci conservare il risultato in una partita molto difficile per noi. Chiaro che gli automatismi non erano perfetti, alcuni di noi non avevano mai giocato insieme, ma la coesione del gruppo ha compensato questi squilibri. Non è stata una delle nostre migliori partite, ma questo va attribuito anche alla squadra avversaria che, a mio modo di vedere, è una delle migliori della categoria. Non è un caso che venisse da una vittoria contro il Torino».

È innegabile, tuttavia, che nel secondo tempo il Lecce è sembrato veramente alle corde e sul punto di capitolare. «Abbiamo sofferto un po’ troppo - dice - ma era inevitabile che il Vicenza tentasse di reagire per recuperare lo svantaggio e con il potenziale che ha, può mettere in difficoltà qualsiasi squadra. D’altra parte questo è nella logica del campionato di serie B dove puoi soffrire contro qualsiasi squadra, anche quella più debole».

Ed ora si preannuncia un altro scontro al vertice in casa del Sassuolo. «Sarà un’altra partita difficilissima, conosco il Sassuolo per averlo incontrato l’anno scorso con l’Avellino. Già allora era molto forte, ma quest’anno si è ulteriormente rinforzata con elementi di qualità. Dobbiamo affrontare la partita con la mentalità delle precedenti gare».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione