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Martedì 17 Ottobre 2017 | 17:10

«Euro 2016», no Figc  allo Stadio di Bari

La delegazione della Figc ha dichiarato l’astronave di Piano «non conforme ai requisiti Uefa e necessita di inderogabili opere». Invece il Comune punta ai riflettori internazionali e scommette 30 milioni di euro sul «San Nicola» per ospitare almeno un girone eliminatorio (3 partite) di «Euro 2016». Dove troverà i soldi, questo è ancora da chiarire
«Euro 2016», no Figc  allo Stadio di Bari
di NICOLA PEPE 

Dall’Expo 2015, ai Mondiali, agli Europei. Il Comune punta ai riflettori internazionali e scommette 30 milioni di euro sul «San Nicola» per ospitare almeno un girone eliminatorio (3 partite) di «Euro 2016». Dove troverà i soldi, questo è ancora da chiarire. Della serie, l’importante è partecipare. In questo caso si tratta di una competizione che vede il capoluogo pugliese gettarsi in una mischia di cui fanno parte altre dieci città del Belpaese, alcune delle quali sembrano avere le idee chiare. Verona ha già approvato il progetto preliminare di adeguamento del suo stadio; Udine conta su decine di milioni di euro di finanziamenti di enti pubblici e privati. 
E Bari? Sulla carta c’è solo una voce «apporto da privati», in previsione di una futura vendita del complesso stimato in poco più di 51 milioni di euro. Anche se le più rosee previsioni parlano di contributi statali, di certo gli eventuali fondi a disposizione non potranno essere destinati tutti a Bari. E comunque bisognerà attendere le decisioni dell’Uef a visto che accanto all’Italia c’è un candidato forte come la Francia che potrebbe avere le carte in regola per farcela. 

La notizia, per ora, è che anche Bari ha iniziato il conto alla rovescia per la candidatura agli Europei del 2016: il termine ultimo per presentare il dossier all’Uefa è il 15 febbraio 2010. Entro tale data la candidatura del capoluogo dovrà avere le carte in regole per poter dichiarare la disponibilità ad adeguare l’astronave di Renzo Piano, allo stato definita «non conforme ai requisiti previsti dall’Uefa». Il Comune, per questo, darà incarico a un progettista individuato dal Coni provinciale (in una rosa di cinque professionisti esperti) per predisporre un progetto di adeguamento alle esigenze funzionali e normative dell’Uefa. A ciò vanno aggiunte le prescrizioni del «decreto Pisanu» in materia di sicurezza. 

L’affidamento dell’incarico (deciso il 21 dicembre scorso) è la conseguenza di una procedura iniziata il 9 ottobre scorso con un incontro tra l’assessore allo Sport, Elio Sannicandro, la delegazione della Figc e l’assessore alla Mobilità, Antonio Decaro, e i rappresentanti dell’A.S. Bari per esaminare i principali aspetti istituzionali e tecnico-organizzativi. In quell’occasione fu presentato il progetto di rifunzionalizzazione del «San Nicola» anche rispetto agli obiettivi strategici dell’amministrazione che prevedono una maggiore fruibilità dell’area con aumento di volumetrie e realizzazioni di attività complementari per «integrare la funzionalità sportivo-spettacolare dello stadio». 

I tecnici della Figc hanno quindi esaminato l’opera ideata da Renzo Piano (che, va ricordato, dovrà dare la sua approvazione per alcuni interventi strutturali, come la creazione dei famosi sky-box, i palchi) per i Mondiali del 1990, trasmettendo un report di analisi che - per ora - ha decretato la bocciatura dell’astro - nave. Il 6 novembre scorso, infatti, Michele Uva, project manager della Figc ha chiarito che il San Nicola «necessita di importanti e inderogabili opere ». Per aggiustare il tiro è necessario completare la candidatura con una progettazione che dia certezza sulle opere, ma soprattutto sui tempi. E, cosa non di poco conto, sui soldi. Che, allo stato, non ci sono.

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