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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:05

Perinetti: il mio Bari è come una poesia

«Per il mercato di gennaio lavoreremo sui prestiti, non ci saranno investimenti. E se ci fosse stato spazio per un investimento, sapete su chi avrei puntato senza mezzi termini? Su Almiron. Questo sarebbe il momento giusto per trattare con la Juve». La punta. Chi arriva? «È una necessità, lo sapete. Castillo no, Calaiò neppure. Succi mi ha detto che vuol venire da noi e sicuramente ci darebbe una grossa mano in fatto di opportunismo. Aspettiamo l’ok del Palermo, che vuole valutare le condizioni di Miccoli
• Bari: un grande 2009, vittoria del progetto
Perinetti: il mio Bari è come una poesia
di FABRIZIO NITTI 

Il Bari cerca un attaccante e in rete invece ci va Giorgio Perinetti con il suo nuovo sito... Com’è questa storia, direttore
? «Una sorpresa, un regalo di Natale delle mie figlie. Simpatico, ma anche impegnativo perché bisogna tenerlo vivo. È un modo per avere un rapporto diretto con la gente e allo stesso tempo ringraziare per l’affetto e la stima nei miei confronti». 
Oltre che direttore sportivo, un novello poeta. Quelle strofe cosa vogliono dire? «Me le hanno sfilate dal mio cassetto, sempre loro, le mie figlie. È la mia vita calcistica in romanesco. Parole mie, sia chiaro». 
Senta, forse manca una dedica al futuro presidente? «E chi sarebbe?» 
Siena, le dice niente Mezzaroma? «Direi che c’è ancora spazio per un paio di strofe, avrei voglia di continuare ancora a lavorare». 
Vabbè, ci dica: meglio Mezzaroma o... tutta Bari? «Ci sarebbe anche altro... Ma per me i contratti sono indissolubili. L’importante è che si mantengano i presupposti attuali. La prima fase del progetto è andata, cioé la riconquista della A. Ora si deve passare al consolidamento. Restare nella massima serie con basi solide. Il modello è il Chievo, che ha partecipato anche alla Champions. È pure retrocesso, ma è immediatamente risorto proprio perché ha basi solidissime». Il difficile insomma arriva adesso. «Bisognerà lottare sempre, andare incontro ad annate sì e ad annate no. Ma è ciò che conduce alla stabilità. Siamo sulla buona strada. Certo, oltre al sostegno morale, occorre quello materiale». 
Appunto. Che mercato “farà” il Bari a gennaio? «Premessa. Lavoreremo sui prestiti, non ci saranno investimenti. E se ci fosse stato spazio per un investimento, sapete su chi avrei puntato senza mezzi termini?» 
Facciamo alla Marzullo. Visto che si è fatto la domanda, si dia pure una risposta. «Su Almiron. Questo sarebbe il momento giusto per trattare con la Juve». 
La punta. Chi arriva? «È una necessità, lo sapete. Castillo no, Calaiò neppure. Succi mi ha detto che vuol venire da noi e sicuramente ci darebbe una grossa mano in fatto di opportunismo. Aspettiamo l’ok del Palermo, che vuole valutare le condizioni di Miccoli». 
Pinilla? «Rientriamo nel discorso degli inve stimenti». 
Cerci o Guberti? « L’esterno offensivo non è una necessità, ma un tentativo di migliorarci. Cerci è un mancino che gioca anche a destra, più adatto per Ventura». 
Ma se non rinnova con la Roma, come la mettiamo? «Risolverà, risolverà. Vedrete che allungherà per un anno». 
Il Manchester City di Mancini vuole Gillet. Fantamercato? «Se è vero, che lo dicano anche a noi». 
Partenze. «Qualcuno andrà via, per forza di cose. C’è una pista estera per Rajcic, che piace anche al Taranto. Qualcosa si muove per Volpato, uno fra De Vezze e Paro cambierà aria. Così come valuteremo per Langella». 
Si chiude un 2009 semplicemente fantastico. Si dia lei stesso un voto . «Darei 8 a tutti, perché si fa tutto assieme. Un anno che mi ha inorgoglito. Una tifoseria meravigliosa. Conte e Ventura i due artefici. Qualcosa in più a Ventura. Conte ha fatto diventare grande una buona squadra per la B, Gianpiero si è ritrovato con meno mezzi e un po’ di scommesse, riuscendo a conferire personalità alla squadra. Fra i giocatori sceglierei due per tutti: la “baresità” di Gillet, uno che incarna lo spirito della città; la volontà di Stellini: non è facile a 35 anni giocare ogni tanto e giocare bene, come contro la Juve».

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