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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:23

Corvia: la sosta ci darà un Lecce più carico

di MASSIMO BARBANO
«Affrontiamo tre squadre di alta classifica - dice l'attaccante giallorosso - non dico che saranno partite decisive, il Vicenza in casa e poi Sassuolo e Ancona fuori, ma uscirne bene sarebbe molto importante». Il Lecce non dovrebbe cambiare molto a gennaio, al contrario di altre squadre come il Torino e la Reggina per le quali si profila una rivoluzione
Corvia: la sosta ci darà un Lecce più carico
di MASSIMO BARBANO 

CALIMERA. Si ricomincia da dove si era lasciato, e cioè dall’intento di superare al più presto lo choc della sconfitta di Cesena. Una partita che, sulla scia di quella precedente con l’Ascoli ha lasciato l’impressione che la squadra stesse attraversando un periodo di eccessivo nervosismo. Lo testimoniano le due espulsioni che hanno accompagnato entrambi gli ultimi due match dell’anno 2009, prima Vives e poi Schiavi e che hanno pesato sui rispettivi risultati. Daniele Corvia esclude, però, che si sia trattato di un nervosismo per così dire, preventivo, cioè che la squadra è entrata in campo mal disposta psicologicamente. 

«Non siamo scesi in campo nervosi - spiega l’attaccante - è anche perché dopo lo zero a zero con l’Ascoli avevamo trascorso una settimana tranquilla di lavoro. Per altro quel pareggio lo avevamo accettato come un risultato positivo. Il nervosismo è nato in campo, perché ci tenevamo a finire bene l’anno. E dopo quel rigore, l’espulsione di Schiavi, la somma di tutti questi episodi ci ha condizionato. È un sentimento scaturito dal campo». 

E nel calderone del nervosismo è da agganciare anche il cartellino giallo subìto proprio da Corvia che, in quanto diffidato, comporterà la squalifica e quindi l’assenza nella prossima partita interna contro il Vicenza alla ripresa del campionato. Un’ammonizione che era evitabile, perché il fallo era stato commesso su un’azione dell’avversario in una zona del campo dove non poteva creare grossi problemi, tanto più che il risultato ormai era compromesso e si era agli ultimi minuti dell’i ncontro. 

«Effettivamente ho preso un’ammonizione che avrei potuto evitare. C’era un po’ di nervosismo in campo da parte nostra per gli episodi che ci andavano a sfavore già dalla precedente partita. Poi, sentire a dieci minuti dalla fine gli olè del pubblico alle giocate dei nostri avversari ci ha un pò fatto perdere la testa. Non piace a nessuno». 

Per Daniele Corvia anche una partita agrodolce, perché, a margine dell’ammonizione e della sconfitta subìta dalla squadra c’è stato il suo nono centro stagionale che lo fa volare ai primi posti della classifica dei cannonieri e che lo conferma come miglior realizzatore della squadra. «Per come ero arrivato, con una preparazione non ottimale, direi che sono più che soddisfatto. Ho eguagliato il mio bottino dello scorso anno e ancora il campionato non è neanche a metà. Per quanto riguarda la partita non abbiamo concluso bene l’anno. È una sconfitta che brucia, per come è maturata e per gli episodi che ci sono stati». 

Ma quest’anno le soste del campionato sembrano portare bene al Lecce. Così accadde dopo la sconfitta di Cittadella, dopo la quale il Lecce infilò il filotto di vittorie che lo portò in testa alla classifica. Ed ora il time out è arrivato ancora una volta dopo un momento di crisi. «Questa sosta non può che averci fatto bene - prosegue Corvia - intanto abbiamo staccato la spina per sette otto giorni e questo ci è servito a scaricarci anche mentalmente, poi adesso stiamo intensificando l’al - lenamento lavorando tutti i giorni e approfittiamo di questa striscia più lunga anche per fare un piccolo richiamo di preparazione che ci servirà». Alla ripresa, un altro terno di partite che possono dire molto. 

«Affrontiamo tre squadre di alta classifica - dice Corvia - non dico che saranno partite decisive, il Vicenza in casa e poi Sassuolo e Ancona fuori, ma uscirne bene sarebbe molto importante». Il Lecce non dovrebbe cambiare molto a gennaio, al contrario di altre squadre come il Torino e la Reggina per le quali si profila una rivoluzione. «Se sarà così, penso che la cosa possa essere tutto a nostro vantaggio - continua - perché abbiamo dimostrato di essere un’ot - tima squadra. Se è vero che loro cambieranno sette-otto giocatori per rosa, è possibile che abbiano bisogno di riassemblare, di trovare l’amalgama giusta e forse perderanno un po’ di tempo».

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