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Sabato 21 Ottobre 2017 | 12:26

Lecce, Fabiano: «Così la fede mi ha cambiato»

Il difensore fa parte degli «atleti di Cristo». Ha abbracciato la religione evangelica cristiana quasi casualmente. «Ero già di fede cattolica. Poi 4 anni fa la svolta della mia vita. Uno zio di mia moglie mi invitò ad andare in questa chiesa e una volta entrato ho sentito sin da subìto dentro il cuore che quella era la mia strada ed è iniziato il mio percorso con Gesù Cristo». Un percorso che lo ha aiutato anche nel calcio
• Un Atleta di Cristo c'è anche a Gallipoli
Lecce, Fabiano: «Così la fede mi ha cambiato»
di Massimo Barbano

LECCE - Nel Lecce il primo degli «atleti di Cristo» è stato il brasiliano Fabiano, cui quest’anno si è aggiunto Digao, che, come il fratello Kakà, ha abbracciato la religione evangelica cristiana. Il percorso spirituale di Fabiano Medina da Silva inizia quasi casualmente. «Ero già di fede cattolica - dice - poi 4 anni fa la svolta della mia vita. Uno zio di mia moglie mi invitò ad andare in questa chiesa e una volta entrato ho sentito sin da subìto dentro il cuore che quella era la mia strada ed è iniziato il mio percorso con Gesù Cristo».

Un percorso che lo ha aiutato anche nel calcio, dove l’aggressività agonistica non viene messa in discussione, ma si contempera con la sportività. «Anch’io ho subìto delle espulsioni - ricorda - ma sempre per falli di gioco, mai per violenza deliberata, anche se siamo esseri umani e un momento di nervosismo è sempre possibile».

La casistica più ricorrente è quella dei torti arbitrali. «Certo, è così, ma c’è anche la consapevolezza che tutti possono sbagliare. L’aiuto di Gesù Cristo ti porta verso un cammino che ti lascia più tranquillo. Questa fede ti porta ad avere una maggiore sportività, ma anche più sicurezza in te stesso, perché lavori sempre nella convinzione che puoi fare le cose bene ed è la migliore condizione per ottenere dei buoni risultati».

Tranquillità anche fuori dal campo. «Non solo nello sport, ma in tutte le cose della vita. Questa illuminazione mi ha cambiato la vita, mi ha dato più serenità, perché sento la sua presenza che mi è sempre affianco. Avevo già un figlio, che per me era già un dono del Signore, poi ne ho avuta un’altra ed è stato un ulteriore segno della presenza di Dio».

E gli «Atleti di Cristo», per le loro convinzioni morali, sono anche nella condizione ottimale per ottenere dei buoni risultati nello sport. Alcol e droghe sono banditi: un bicchiere di vino ogni tanto, ma solo e rigorosamente durante i pasti, e una vita sessuale morigerata e in perfetta aderenza a quelli che sono gli insegnamenti cristiani in materia, cioè fedeltà assoluta alla sposa e nessun rapporto sessuale prima del matrimonio.

«Per quanto riguarda la fedeltà, l’ho sempre avuta anche prima di abbracciare questa fede - spiega Fabiano - però non sono arrivato vergine al matrimonio, perché ancora non avevo intrapreso questo cammino. Però, se tornassi indietro lo farei. Sono d’accordo con la castità. Arrivare vergini al matrimonio significa essere fedeli a Dio, la Bibbia ci dice questo e ci indica il cammino giusto».

Quindi, piena sintonia con il più famoso «atleta di Cristo» Nicola Legrottaglie che ha abbandonato veline e top model ed ha dichiarato di non voler avere rapporti sessuali se non quando troverà l’anima gemella con la quale sposarsi. «Quello che dice Legrottaglie è perfettamente in linea con il cammino che ha cominciato affianco del Signore - prosegue Fabiano - la castità non è un sacrificio, ma, al contrario, è quello che ci dà la felicità».

E grazie all’equilibrio e alla serenità si capiscono anche le nefandezze che affliggono oggi la società anche nel mondo dello sport che non è esente da corruzione e violenza. «Se si legge la Bibbia di Matteo al capo 24 - prosegue il difensore del Lecce - c’è la spiegazione di tutto. Gesù Cristo ha previsto tutto quello che sta accadendo adesso duemila anni fa e lo ha rivelato ai suoi discepoli seduti sul monte Uliveto».

E, per la chiesa evangelica è vicino il momento in cui tutto questo sarà superato. «Nella Bibbia è scritto anche il ritorno di Gesù, nessuno può sapere quale sarà il momento e il giorno, ma, in base a quello che sta succedendo nel mondo, è molto vicino».

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