Cerca

Domenica 22 Ottobre 2017 | 10:26

Donati l’oro di Bari «Noi vera sorpresa»

Per molti, l’ingaggio del centrocampista rappresenta uno dei punti di svolta del mercato estivo. Il primo tassello di spessore in una squadra zeppa di scommesse. Una felice intuizione del ds Perinetti e un robusto investimento da parte di Matarrese che ha dato l’ok ad un’operazione molto onerosa (1 milione per il cartellino e un contratto quadriennale a 800 mila euro a stagione)
• Bari-Inter sabato 16/1 alle 20,45
• Genoa-Bari mercoledì 20/1 alle 18
Donati l’oro di Bari «Noi vera sorpresa»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI  - Per molti, l’ingaggio di Massimo Donati rappresenta uno dei punti di svolta del mercato estivo. Il primo, vero tassello di spessore in una squadra piena zeppa di scommesse. Una felice intuizione di Giorgio Perinetti e un robusto investimento anche da parte della famiglia Matarrese che ha dato l’ok ad un’operazione molto onerosa (1 milione di euro per il cartellino del centrocampista e un contratto quadriennale a 800 mila euro netti a stagione).

Donati è il classico centrale moderno. E cioè, completo. Unisce qualità e quantità. E si è visto. Quando ha giocato con Gazzi s’è notata la sua propensione al gioco e agli inserimenti. Con Almiron, invece, gli è toccato un compito più difensivo, a protezione della linea a quattro davanti a Gillet. Un interditore con piedi buoni e idee e una mezz’ala dotata di corsa e aggressività.

«Siamo indubbiamente la sorpresa del campionato - dice Donati, friulano di nascita con un passato di nome Milan - perché nessuno avrebbe scommesso un solo euro sulle possibilità di salvezza del Bari. Oggi, invece, la classifica racconta cose ben diverse. Ventiquattro punti non possono essere figli del caso e infatti non lo sono. Ce li siamo meritati tutti, anzi diciamo che ci manca qualcosina».

«Non ci fermiamo qui, su questo i tifosi possono stare tranquilli - continua l’ex centrocampista del Celtic Glasgow - anche perché l’obiettivo minimo, la salvezza, non è stato ancora conquistato».

«Francamente nemmeno io pensavo ad un inizio di stagione così brillante - ammette Donati - perché in rosa ci sono tanti giovani. Sono bravi, evidentemente. E poi non va trascurato l’apporto di un allenatore come Ventura. Io lo conoscevo essendo stato alle sue dipendenze a Messina e sapevo che è un tecnico in grado di tirar fuori il massimo da qualsiasi calciatore.Le esplosioni di Ranocchia e Bonucci ne sono una prova chiarissima. Non so se sono da nazionale. So, invece, che hanno grandissimi mezzi e che possono ambire a un grande club. Ovvero la strada migliore per abbracciare la maglia azzurra».

Dopo Natale, intanto, si tornerà a parlare in maniera approfondita di mercato. Le strategie baresi sono abbastanza chiare: Perinetti è a caccia di due pedine, un esterno d’attacco e una punta. Senza possibilità di investimenti ulteriori. L’unica formula di ingaggio è quella del prestito non oneroso.

In questi giorni si sta parlando tantissimo di un esterno che piace tantissimo a Ventura, Alessio Cerci. Tra il mancino e la Roma, però, c’è qualche frizione di troppo. Il club giallorosso è disposto a cederlo in prestito ma solo in caso di rinnovo del contratto in scadenza nel 2011. Cerci, invece, punterebbe a svincolarsi gratis tra poco più di un anno. In caso di fumata nera sul rinnovo, la Roma tratterebbe solo la cessione definitiva del cartellino.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione