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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:35

Foggia sempre più giù manca la continuità

Se bisognava attendere la sconfitta contro il Verona per prendere atto dei limiti, ecco allora che l’occasione è utile per tracciare un bilancio da «giro di boa» con la consapevolezza, però, di aver già perso una giornata del girone di ritorno di Prima Divisione di calcio e per di più una gara casalinga (ora ne restano 16, otto da giocare in casa ed altrettanto in trasferta). Insomma, un bilancio complessivamente negativo
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Foggia sempre più giù manca la continuità
di Filippo Santigliano

FOGGIA - Se bisognava attendere la sconfitta contro il Verona per prendere atto dei limiti della condizione tecnica del Foggia ecco allora che l’occasione è utile per tracciare un bilancio da «giro di boa» con la consapevolezza, però, di aver già perso una giornata del girone di ritorno e per di più una gara casalinga (ora ne restano 16, otto da giocare in casa ed altrettanto in trasferta).

Un bilancio complessivamente negativo, perché il Foggia è nel pieno della zona retrocessione (oggi ad un solo punto dall’ultimo posto in classifica), ma negativo anche per gli scarsi progressi che fa registrare una squadra capace di reggere in qualche partita ma di perdersi in altre.

Così, contro il Verona il Foggia si è nuovamente bloccato, fermando a quattro la striscia di risultati utili, la migliore della stagione dopo quella fatta registrare all’inizio del campionato partendo proprio dalla trasferta di Verona: stessa striscia stessi punti: sei, per una vittoria e tre pareggi. La prima, come detto, iniziò a Verona con un pari per proseguire poi con il pareggio di Giulianova (in casa), la vittoria nel derby contro l’Andria (in trasferta) e l’ennesimo pareggio casalingo contro il Lanciano. Questa volta la striscia è iniziata con la brillante vittoria contro il Portogruaro, quindi tre pareggi con Pescara (fuori), Cavese e Spal (fuori). La differenza è che rispetto al primo ruolino di marcia, questa seconda striscia aveva fatto se non altro sperare in una inversione di rotta. Invece nulla. Il Foggia va avanti grazie al dispendio di energie e alla volontà dei singoli, ma sul piano dell’organizzazione tecnico tattico è una squadra «fragile» e che avrebbe bisogno di essere corretta.

Ora l’auspicio è che non si vada incontro alla «caporetto» della prima parte della stagione quando ci fu un terribile poker di sconfitte (Ternana e Cosenza in trasferta, Ravenna e Marcianise in casa con 13 gol subiti e tre segnati), un periodo che ha incisivo negativamente sulla classifica e anche sul morale complessivo di una squadra che non ha un organico da promozione ma neanche da zona retrocessione almeno a guardare i «curriculum» di non pochi calciatori con alle spalle esperienze di B e C oltre che di playoff. È anche vero che qualche giocatore potrebbe cambiare aria, come il cileno Salgado, che avrebbe richieste.

In ogni caso, metabolizzata la sconfitta, ieri ripresa degli allenamenti in palestra anche in previsione delle festività natalizie, con esercizi aerobici e leggero lavoro defatigante sotto la direzione dal professor Mauro Franzetti; pomeriggio trascorso in infermeria invece per Davide Colomba, Andrea D´Agostino e Italo Mattioli, tutti alle prese con sedute di fisioterapia e massaggi.

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