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Lecce, i numeri sono da capolista

Nonostante qualche cedimento nelle ultime giornate della serie B di calcio, i salentini mantengono il primato solitario (in attesa dei recuperi), il migliore attacco, ma, in questo caso col beneficio dei recuperi che nella media fra reti segnate e partite giocate assegnano ai pugliesi un ex aequo con Sassuolo e Modena: 1,6 reti a partita, con il Grosseto che incombe a 1,5 ed Empoli e Frosinone a 1,4
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Lecce, i numeri sono da capolista
di Massimo Barbano 

LECCE -  Nonostante qualche cedimento nelle ultime giornate, i risultati delle altre squadre e qualche rinvio di partite, fanno sì che non vengano scalfite le cifre da leader del Lecce che mantiene il primato solitario (in attesa dei recuperi), il migliore attacco, ma, in questo caso col beneficio dei recuperi che nella media fra reti segnate e partite giocate assegnano ai pugliesi un ex aequo con Sassuolo e Modena: 1,6 reti a partita, con il Grosseto che incombe a 1,5 ed Empoli e Frosinone a 1,4.

La squadra giallorossa conserva anche il secondo posto nella graduatoria della «pericolosità», intesa come indice che misura la produzione offensiva di una squadra in base alla capacità di verticalizzare, di giungere al tiro e di creare occasioni da rete. Dietro l’Ancona con un indice di 53,9, si assesta il Lecce con 49,8, mentre le più immediate inseguitrici, l’Empoli e sorprendentemente una squadra di bassa classifica come l’Ascoli, sono rispettivamente a 49 e 48,6.

Inoltre, nonostante sia tornato da Cesena a mani vuote, il gol della bandiera messo a segno nel finale, consente alla squadra salentina di piazzare un suo attaccante, Corvia, giunto a quota nove, al quarto posto della classifica dei cannonieri.

Numeri da leader, quindi, anche se la sconfitta di Cesena, seguita al pareggio interno contro l’Ascoli hanno fatto calare il valore comparativo con il campionato vinto due anni fa con Papadopulo. Mentre quindici giorni fa, alla medesima giornata, le due squadre andavano di pari passo, dopo la diciannovesima giornata, il Lecce di quest’anno è arretrato di ben quattro punti rispetto a quella squadra. Ma, anche questo è un dato molto significativo, nel mentre quel Lecce che aveva 38 punti era soltanto al terzo posto in classifica (posizione con la quale poi terminò il campionato), il Lecce odierno con 34 punti è al primo posto ed anche in solitudine. Un segnale che potrebbe significare che la media promozione quest’anno dovrebbe essere sensibilmente più bassa.

Insomma, stando ai numeri, non ci sarebbero motivi di grosse preoccupazioni. L’attuale media punti, 1,79 a partita, in proiezione significa 75,1 al termine del campionato, una quota che, prendendo come valore di riferimento il campionato dello scorso anno (il Parma promosso direttamente con 76 punti e il Livorno ai playoff con 68), dovrebbe significare la promozione diretta.

Decontestualizzando il dato del rendimento, si evidenzia però, una grossa forbice fra quello interno e quello esterno. Il Lecce ha costruito la sua leadership soprattutto nelle partite in casa dove ha una media invidiabile (2,40 punti a partita), mentre fuori casa è appena a 1,22, esattamente la metà. E se si togliesse il derby vinto col Gallipoli (per il calendario è stato giocato fuori casa), l’escursione fra i due rendimenti sarebbe ancora più elevata. Tuttavia questa sembra essere una caratteristica di quasi tutte le squadre che si trovano al vertice della classifica della serie B. Ancona più ampio è il divario dell’Ancona che nelle gare interne ha reso per 2,55 punti a partita e fuori casa solo 1,11; addirittura abissale quello dell’Empoli (2,77 in casa dove ha vinto quasi sempre; 0,60 fuori casa), netto anche quello del Cesena (2,1 in casa; 1,22 fuori). Più equilibrio lo vivono il Sassuolo che ha fatto meglio fuori casa (1,77 contro 1,66), il Grosseto (1,90 in casa contro 1,11 fuori casa), mentre il Torino è disastroso in casa (0,88) e fuori casa ha fatto quasi il doppio dei punti (1,66 a partita).

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