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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 11:12

Il Foggia non ferma il Verona sarà un Natale a luci spente

Alla squadra di Porta e Pecchia non riesce l’impresa di fermare la capolista (che nelle ultime sei gare esterne aveva fatto sempre 0-0) e di allungare la striscia di risultati positivi nella Prima Divisione di calcio. Anzi, la sconfitta interna, più netta di quanto non dica il risultato, è l’ennesimo «sos» sulla condizione tecnica di una squadrache si salva solo con la buona volontà e la generosità dei singoli
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Il Foggia non ferma il Verona sarà un Natale a luci spente
Foggia-Verona 0-1

FOGGIA:Bindi 8, Carbone 5.5, Burzigotti 5.5, Goretti 5.5, Micco 6, Di Roberto 5, Velardi 6.5, D’Amico 6, Colomba sv (dal 18’ pt Quadrini 5 e dal 14’ st Carraccio 5), Mancino 5, Ferrari 5. In panchina: Milan, Torta, Sgambato, Cuomo. All.: Porta 5
VERONA:Rafael 7, Cangi 6, Ceccarelli 6, Anselmi 6, Pugliese 6, Russo 6, Esposito 6, Pensalfini 5.5, Farias 6 (dal 20’ st CViotola 6), Colombo 6.5 (dal 27’ st Gomez 5.5), Berrettoni 7 (dal 35’ st Garzon sv). In panchina: Ingrassia, Comazzi, Campagna, Rantier. All.: Remondina 6.
ARBITRO: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto
RETi: al 29 pt Colombo.
NOTEAngoli 5 a 4 per il Foggia. Ammoniti: Carbone e Gomez. Recupero 3’ e 4’. Spettatori: 2.438 per un incasso di 22 mila 528 euro (compreso quota abbonati)

di Filippo Santigliano

FOGGIA - Luci spente sotto l’albero del Foggia. Alla squadra di Porta e Pecchia non riesce l’impresa di fermare la capolista (che nelle ultime sei gare esterne aveva fatto sempre 0-0) e di allungare la striscia di risultati positivi. Anzi, la sconfitta interna contro il Verona, più netta di quanto non dica il risultato, è l’ennesimo «sos» sulla condizione tecnica di un Foggia che si salva solo con la buona volontà e la generosità dei singoli, ma che continua ad essere lontano parente di una squadra organizzata.

Così agli scaligeri basta un gol per tornare a vincere a Foggia dopo 73 anni e condannare i rossoneri al penultimo posto in classifica dopo la prima al «giro di boa».

Eppure fino all’ultimo secondo della partita il Foggia disordinato e senza idee è riuscito a rimanere in gara, ma se ci è riuscito lo deve solo al suo portiere Bindi, protagonista di parate straordinarie. Anche se ha perso l’imbattibilità dopo 365 minuti, Bindi è stato il migliore in campo dei suoi. Le prodezze del portiere hanno salvato la faccia al Foggia e reso meno amaro, si fa per dire, questo finale di campionato.

Privo di Salgado squalificato per due giornate (contestato pesantemente dai tifosi stanchi per il comportamento del cileno), il duo Pecchia Porta ha dovuto rinunciare anche al centrocampista Trezzi e dopo pochi minuti al suo sostituto, Colomba. Una partita in salita che, tuttavia, sul piano del ritmo il Foggia interpreta abbastanza bene perché il Verona non rinuncia a giocarsela lasciando inevitabilmente spazi in difesa. Ma potevano permetterselo, i veneti, in considerazione della sterilità degli attaccanti foggiani.

Sono così gli episodi, almeno sul fronte Foggia, ad ossigenare l’ottimismo dei rossoneri nella prima mezz’ora: un paio di conclusioni di Mancino, un rigore sospetto su Di Roberto ed un retropassaggio di Anselmi che costringe Rafael al miracolo. Tuttavia il Verona non resta a guardare e costruisce prima con Pensalfini e poi con Colombo e Berrettoni (strepitose le risposte di Bindi) le premesse del vantaggio che nasce da un errore a centrocampo di Di Roberto. Berrettoni accelera sulla fascia e cerca l’area dove Colombo in spaccata fa marameo a Burzigotti e Goretti.

Il Foggia ipotizza una reazione, ma non è più corto, gioca poco sugli esterni e si affida ai lanci lunghi a conferma di una pochezza di idee. Tuttavia spreca ed in malo modo come nel caso di Quadrini che allo scadere della prima frazione riesce a fallire in maniera clamorosa il gol del pari.

Ripresa con il Foggia che si affida al cuore, il Verona invece ragiona e cerca il colpo del ko senza riuscirvi per la bravura di Bindi che salva da campione su Colombo e Berrettoni.

Remondina capisce che potrebbe scapparci la beffa e cambia tutta la linea offensiva inserendo un centrocampista in più. Porta e Pecchia, invece, lanciano nella mischia Carraccio al posto di Quadrini (che era a sua volta entrato in campo al posto di Colomba), ma la sensazione è che più che voler dare peso alla linea di attacco si rimedi ad un precedente errore tecnico tattico. Sta di fatto che, sia pur in maniera confusa, Rafael salva il gol del pari su una perfida conclusione di Ferrari, mentre Micco e Di Roberto ci provano senza fortuna negli sgoccioli di partita. Luci spente sotto l’albero del Foggia.

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