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L'ex Giorgetti: «Il Lecce resta favorito per la A»

Da Ravenna, dove allena il settore giovanile, non ha perso l’occasione per andare a vedere giocare il «suo» Lecce, salvo poi a rimanere deluso per come è andata la partita. Rodolfo Giorgetti, 38 anni, non ha dimenticato la sua lunga militanza in Puglia (è stato per quattro campionati a Bari e per tre a Lecce) ed è ancora un acceso tifoso della squadra giallorossa. «Vedo il Lecce favorito su tutte le altre di B»
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L'ex Giorgetti: «Il Lecce resta favorito per la A»
di Massimo Barbano

LECCE - Da Ravenna, dove allena il settore giovanile, non ha perso l’occasione per andare a vedere giocare il «suo» Lecce, salvo poi a rimanere deluso per come è andata la partita. Rodolfo Giorgetti, 38 anni, non ha dimenticato la sua lunga militanza in Puglia (è stato per quattro campionati a Bari e per tre a Lecce) ed è ancora un acceso tifoso della squadra giallorossa. «Ho parcheggiato la macchina nel settore degli ospiti - dice - e già a sentire l’accento della gente ho avuto una grande emozione perché mi ha ricordato i miei trascorsi a Lecce».

L’esito della partita però, lo ha lasciato deluso. «Dal punto di vista del gioco - dice - il Lecce era decisamente superiore al Cesena. Loro, però, consapevoli di essere inferiori, hanno compensato il dislivello con lo spirito di gruppo e l’aggressività. Ma, purtroppo, il momento decisivo è stato quel calcio di rigore che non ci voleva».

Un rigore che giudica discutibile e comunque evitabile. «Ho grossi dubbi che quello fosse rigore - prosegue - perché, quando hai a che fare con giocatori molto furbi come Bucchi, l’arbitro può essere tratto in inganno. Comunque era un fallo da evitare. Da giocatore mi hanno sempre insegnato di non dare adito all’arbitro di sbagliare: se stai ad un metro dall’avversario l’arbitro non può prendere l’abbaglio, se invece gli stai addosso e lo sfiori soltanto può capitare che fischi il rigore. Antonio (Rosati - ndr) gli è andato troppo vicino, forse poteva anche rimanere fra i pali ed attendere l’esito dell’azione. Dispiace che la partita sia stata determinata da un episodio abbastanza dubbio, anche perché, fino a quel punto non è che il Cesena abbia avuto occasioni da rete particolarmente limpide».

Nonostante la pesante battuta d’arresto, però, Giorgetti ritiene che il Lecce abbia un altro passo rispetto a tutte le altre, comprese quelle squadre ritenute favorite alla vigilia del campionato.

«Vedo il Lecce favorito su tutte, il Cesena può essere una sorpresa, mentre non credo molto nella durata dell’Ancona - prosegue - parlo anche da tifoso, oltre che da tecnico e forse sono un po’ trasportato emotivamente, ma mi sembra che questa squadra abbia qualcosa in più. Lo si è visto anche l’altra sera, nonostante il risultato. Quando il Lecce accelerava, la superiorità era evidente. Purtroppo ha commesso l’errore di non giocare per tutti i novanta minuti e la partita si è messa in salita, ma credo che se il Lecce fosse passato in vantaggio per primo non ci sarebbe stata più storia».

Secondo l’ex una squadra come il Lecce non dovrebbe lasciare troppo l’iniziativa all’avversario. «Una squadra con quei valori - prosegue Giorgetti - con il potenziale offensivo che ha e con quella organizzazione difensiva, può fare la partita su qualsiasi campo, perché se gioca come sa, l’avversario non vede neanche la palla. A Cesena ha preferito partire con una fase di gestione, è andata troppo sul controllo ed ha rinunciato alla dinamicità. Se dopo quella fase avesse segnato sarebbe andato tutto liscio, ma è passata in svantaggio e le cose si sono complicate».

La forza del Lecce, secondo giorgetti, starebbe nella capacità di cambiare le situazioni di gioco. «Con le sue doti offensive - dice - il Lecce ha una straordinaria capacità nella transizione. Può fare la differenza nella rapidità con cui riesce a passare dalla fase difensiva a quella offensiva. E poi, con gente come Giacomazzi, Edinho, Munari, ha una padronanza nel possesso di palla che gli altri non hanno».

E in questo Lecce c’è anche un giocatore che assomiglia a quel Rodolfo Giorgetti che seminava il panico nelle linee avversarie con i suoi ubriacanti dribbling a saltare l’uomo.

«Penso che Defendi mi possa assomigliare un po’ come capacità di ribaltare l’azione, anche se io partivo da una posizione più arretrata, invece lui gioca a ridosso delle punte, ma il modo di portare palla è abbastanza simile. Ho visto una bella azione a sorpresa che ha condotto a Cesena all’inizio della partita, ha saltato più avversari poi non è riuscito a concludere efficamente».

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